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Quirinale, Mattarella bis: le reazioni dei politici locali

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"La rielezione di Mattarella, che sicuramente fino ad ora ha fatto bene e merita tutta la stima degli italiani, è la testimonianza dello stallo del nostro parlamento che si è espresso con una "non scelta". Credo che tutti confidino che le prossime elezioni producano una composizione politica che abbia i numeri e la consapevolezza di poter fare delle scelte. Per avere una composizione parlamentare che possa esprimere agevolmente una maggioranza occorre passare da una riforma elettorale. Ora si tratta di capire se i nostri attuali parlamentari - divisi su tutto come sono adesso - avranno la volontà e la forza di riformare la legge elettorale".

Così  il presidente dell'Unione dei comuni dell'Appennino reggiano Tiziano Borghi sulla rielezione di Sergio Mattarella.

Per il sindaco di Baiso Fabrizio Corti: "Percepire l'urgenza, anteporre il dovere e tentare di sopperire alle difficoltà -  Tante sarebbero le cose da dire riguardo all'elezione del Presidente della Repubblica, ma credo siano queste quelle che umanamente restano più concrete e percepibili nella disponibilità che il Presidente Mattarella ha mostrato, ancora una volta. Uno spessore fatto di valori e fermezza: ne avremo bisogno nell'affrontare le tante sfide che si pongono davanti a noi. Buon lavoro Presidente".
Andrea Rossi, deputato del Pd e grande elettore a Roma con un post su facebook ha espresso la sua : "Insieme alla permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi è la migliore garanzia per l'Italia, che avrà davanti a sé sfide significative a partire dalle difficoltà economiche e dai bisogni sociali delle nostre comunità. Non sfugge a nessuno però che la rielezione per la seconda volta nella storia della Repubblica di un Presidente già in carica, evidenzia un deficit politico del nostro sistema che trova però radici lontane, oltre che essere il frutto di un dato elettorale del 2018. L’attuale Parlamento è frutto di un insieme di minoranze dove i due schieramenti contrapposti, di centrosinistra e centrodestra, non sono così riusciti a convergere su una candidatura diversa".
"Lo stallo di questi giorni, stallo dei vertici dei partiti stessi - ha aggiunto - ha trovato un moto proprio dei grandi elettori che hanno iniziato a votare a partire dalla sesta votazione per Sergio Mattarella, evidenziando la presenza di una maggioranza utile a superare la situazione. Nessun vincitore, ma la responsabilità e la serietà dimostrata dal Partito Democratico hanno sicuramente contribuito in modo utile al bene del Paese. Di questo ne sono convinto e orgoglioso".
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16 Commenti

  1. Penso che dopo Pertini, Mattarella sia il miglior presidente che l’Italia abbia mai avuto e quindi sono contento della sua rinomina. Così come sono contento che Salvini abbia preso una bella batosta dovendo accordarsi per eleggere Mattarella. Come sempre un giorno dice bianco e quello dopo dice nero… inaffidabile! . Lui aveva provato a mettere un presidente di destra, ma per fortuna non c’è riuscito. Spero che chi lo ha votato fino ad ora capisca chi è veramente e non gli dia più ascolto!

    Max ex Carpineti

  2. Grave sconfitta per la democrazia. Come si può credere ai politici e governanti che dopo proclami cambiano completamente e si rimangiano quello che hanno detto? La giustificazione della pandemia non regge, è una scusa, la verità sono le poltrone ed i vitalizi da salvare. A cosa serve votare? A nulla, il volere degli elettori è calpestato, come pure le regole. Grande rispetto per il presidente Mattarella ma, nessun altro era all’ altezza? Non è proprio possibile, se così è, vuol dire che siamo amministrati da persone incompetenti e non all’ altezza del ruolo.

    f

  3. Io credo che il centrodestra non abbia nulla da rimproverarsi riguardo al come ha condotto questa circostanza, vuoi quando ha proposto e votato un proprio rappresentante – peraltro di quella che viene convenzionalmente definita la sua componente moderata – vuoi quando, uscendo opportunamente allo scoperto, ha presentato una rosa di nomi, a meno che, sviluppando il discorso di “Max ex Carpineti”, la destra non abbia diritto di fornire proprie indicazioni per l’alta carica (a prescindere, e per chissà quale colpa ?!).

    Quanto all’agire finale di Salvini, io lo vedo come la presa d’atto che ogni tentativo di mediazione non aveva possibilità di riuscita, mentre “Max ex Carpineti” lo reputa invece una “batosta”, condita di inaffidabilità, perché “come sempre un giorno dice bianco e quello dopo dice nero..”, tanto da sperare che perda ascolto e consensi, ma Max dovrebbe anche considerare che i voti in uscita potrebbero spostarsi ancor più a destra (rafforzando così quella parte politica verso cui l’ex carpinetano pare non nutrire grande simpatia).

    Circa il secondo commento, se il suo severo giudizio sulla classe politica includesse anche l’aver portato al voto dell’Aula una candidatura che avrebbe potuto non passare, come poi accaduto, viene da ricordare che negli anni della Prima Repubblica vi furono personalità politiche di primo piano che mancarono l’elezione al Colle, forse non una sola volta, senza che ne venissero scalfiti credito e prestigio, ma se detto giudizio fosse casomai fondato varrebbe allora la pena di pensare alla elezione diretta del Presidente.

    P.B. 31.01.2022

    P.B.

  4. Potrei cavarmela anch’io con poche parole, dicendo che l’attuale situazione – di vuoto, macerie, muri scrostati, ecc …, a seconda delle definizioni e punti di vista – è verosimile figlia dell’opera di “demolizione” che affossò la Prima Repubblica, opera che all’epoca incontrò non poco consenso, e varrebbe dunque la massima “chi è causa del suo mal pianga se stresso”, o la deduzione/conclusione che dobbiamo tenerci quanto abbiamo voluto – certamente non io, dal momento che allora vidi scomparire il mio partito – ma se si vuole uscirne qualche parla va pur spesa, io credo (spero che anche queste mie righe non siano intese come un fiume di parole, ma ci farò l’abitudine).

    P.B. 01.02.2022

    P.B.

  5. Un mio carissimo amico, insegnante di greco e latino al Liceo di Reggio Emilia un giorno, parlando di un suo alunno, mi disse:” Gliela spiego la prima volta perché mi pagano, gliela spiego la seconda volta perché sono buono, la terza volta mi alzo lo bacio e vado via.

    Giovanni Annigoni

  6. L’esordio dei forcaioli, intrepidi affossatori della Prima Repubblica, avviene nel marzo 1993 quando a Montecitorio l’on. leghista Luca Orsenigo sventola un cappio all’indirizzo del socialista Giuliano Amato neo Presidente della Corte Costituzionale. Meditate gente… meditate…

    Cecco

  7. Nel commento di Giovanni Annigoni mi sembra di ravvisare toni un po’ elitari, e una insofferente aria “professorale”, quasi si sentisse perennemente “in cattedra”, e depositario di cose importanti da dover insegnare, e far apprendere, ma dimenticando di mettere in conto che tra i discenti o scolari potrebbe esservi qualcuno refrattario o insensibile al suo “dotto sapere”.

    P.B. 02.02.2022

    P.B.

  8. Ancora una volta il “diritto di esprimere la propria opinione” si riduce ad un insulto. Non sono mai stato un insegnante, anzi, non sono mai stato in cattedra e non mi considero colto. Convengo però, che sono molte le persone “refrattarie ed insensibili” che respingono in toto l’ invito ad una riflessione, in un arrocco che, – la lingua italiana parlata -, chiama superbia.

    Giovanni Annigoni

  9. Si può essere in totale disaccordo con le mie parole, ma mi sembra francamente troppo grossa il volerle far passare come insulto, e in ogni caso anche “l’invito ad una riflessione” ha un sapore abbastanza paternalistico, che potrebbe semmai risultare sgradito, o poco cortese, e persino un po’ “indigesto”, a chi – casomai per l’età, ossia l’esperienza maturata negli anni – ha consolidato le proprie opinioni e convinzioni (e non ritiene vi siano ragioni per doverle rivedere, a dispetto delle riflessioni che gli vengono suggerite).

    P.B. 03.02.2022

    P.B.

    • Egregio P.B.
      sul fatto che e lei non non ritenga vi siano ragioni per dover rivedere le sue convinzioni, a dispetto delle riflessioni che le vengono suggerite, avevamo già qualche sospetto (tempo fa, qualcuno le scrisse che la sua ostinazione nel difendere l’indifendibile è stupefacente).
      Ma questo atteggiamento è a mio avviso poco costruttivo, nel senso che mettersi in dubbio, e mettere in dubbio le proprie convinzioni, per me sta alla base della costruzione del sapere e della coscienza.
      E infine, se l’atteggiamento è questo, mi domando quale sia la finalità di queste sue (nostre) discussioni spesso infinite. Qual’è l’obbiettvo se non ci mettiamo in discussione? Convincere gli altri della propria idea? O magari fare semplicemente propaganda per una certa parte politica?

      Andrea

  10. Io vedo come elemento o valore prioritario, e meritevole dunque di precedenza, il pluralismo delle idee, cui mi sembrano corrispondere le nostre “discussioni spesso infinite” citate da Andrea, che a loro volta possono essere eventualmente oggetto di valutazione e giudizio da parte di chi avesse voglia e pazienza di leggerle.

    Discussioni che si configurano in ogni caso quale legittimo confronto tra punti di vista diversi, ancorché quasi sempre distanti se non opposti, ma d’altronde vi sono tematiche divisive, per le quali le vie di mezzo, o “mediazioni”, risultano piuttosto difficili, se non impossibili, poiché rientrano nella sfera dei cosiddetti “principi non negoziabili”.

    Da ultimo, le “diatribe” tra me ed Andrea avvengono comunque in maniera paritaria, mentre l’esempio dell’insegnante e dell’alunno richiama una situazione di “disparità”, essendo il secondo la figura più debole (viene da domandarsi cosa potrebbe fare se ad es. non condividesse l’interpretazione di determinati eventi storici fatta dal primo)

    P.B. 05.02.2022

    P.B.

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