Febbio, scontro Comune-Usi civici davanti al Tar di Parma

Foto di repertorio

La stazione sciistica di Febbio è momentaneamente chiusa a causa di lavori straordinari per la revisione degli impianti. Da qualche mese è però al centro di un dibattito tra l'amministrazione comunale di Villa Minozzo e il Comitato Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico (Asbuc) di Febbio.

Nel luglio 2021, infatti, l'Unione dei Comuni dell'Appennino Reggiano ha commissariato gli Usi Civici di Febbio a causa della poca trasparenza con cui operava e la mancata valorizzazione del territorio. A Rino Marchiò, presidente esautorato dal commissariamento, è quindi succeduto Dante Rabacchi. Nel dicembre dello scorso anno il legale di Marchiò, Italo Rovali, ha depositato un ricorso al Capo dello Stato. Secondo l'avvocato l'Unione dei Comuni non avrebbe la competenza per poter commissariare gli Usi civici e dunque ci sarebbe stata una violazione di legge.

Il legale sfata anche le cause che avrebbero portato al commissariamento, sostenendo come gli Usi civici abbiano sempre provveduto alla pubblicazione dei propri atti nell'albo pretorio del Comune di Villa Minozzo e che la valorizzazione del territorio si sarebbe arrestata solo dopo il cambio di vertici. La battaglia legale si è spostata ora davanti al Tar del Lazio, dopo che il 13 gennaio l'Unione ha chiesto la traslazione del ricorso nelle mani del giudice amministrativo.

Diatribe in corso anche sull'accertamento di proprietà degli impianti di Febbio, che dal 2013 sono stati comprati all'asta da un gruppo di residenti della frazione, che ha poi costituito un'amministrazione separata (la Asbuc appunto) e concesso gli impianti a un privato, la società La Contessa che ora li ha in gestione.

gallery_4e3e4654adde7"Ai sensi di legge, la Asbuc è assoggettata alla vigilanza e al controllo del Comune che, preso atto di situazioni, condotte e fatti rilevanti, ha avviato il procedimento che ha portato al commissariamento da parte dell’Unione Montana, ente competente all’assunzione di tali provvedimenti, così come confermato anche dalla Regione". L'amministrazione comunale di Villa Minozzo afferma così la legittimità dell'ente a commissariare gli Usi civici, sostenendo come le motivazioni che hanno condotto a tale provvedimento siano pienamente sussistenti e verranno sostenute nelle dovute sedi giudiziarie.

"Quanto agli impianti, è doveroso precisare che la linea LM35 - Seggiovia triposto “Fortino-Mardonde” - risulta di proprietà comunale ed è ascritta al patrimonio indisponibile dell’Ente a seguito della delibera di Consiglio Comunale, votata all’unanimità il 28 novembre 2020, a mezzo della quale è stata altresì dichiarata la pubblica utilità della linea stessa" - continua il Comune, sottolineando come la stazione di Febbio sia chiusa per lavori di manutenzione straordinaria.

"Con successiva delibera di Giunta Comunale del 6 marzo 2021, è stata approvata la concessione per la gestione e manutenzione sia ordinaria che straordinaria della linea. E proprio per interventi di manutenzione straordinaria è oggi ferma la seggiovia". E ribatte sulle polemiche riguardo alla perdita dei profitti durante la stagione invernale. "Al riguardo preme evidenziare come, purtroppo, la stagione invernale 2021/2022 non sia ad oggi caratterizzata per essere una stagione fortunata per la neve, in quanto non c'è neve sulla montagna reggiana".

"Tali sfortunate condizioni, chiaramente indipendenti dalla volontà del Comune, hanno quindi fatto propendere per proseguire, con un impatto pressoché irrilevante, gli interventi di manutenzione straordinaria così da poter impiegare l’impianto sin da subito all’avvio della stagione estiva, durante la quale si è registrato nel 2020 e 2021 un incredibile aumento del flusso turistico per escursioni, gite e cicloturismo anche".

L'amministrazione ricorda poi una serie di interventi di "incentivazione turistica" portati a termine negli ultimi anni, come i percorsi ciclabili in e-bike e la regolamentazione delle attività di pascolo, e che hanno interessato soprattutto la stazione di Febbio.

Per quanto riguarda la qualificazione dell'impianto, la giunta ha assegnato lo scorso novembre i contributi per la realizzazione dei relativi progetti:

Finanziati interamente dalla Regione

  • 120 mila euro per la realizzazione della stazione intermedia seggiovia triposto LM35 in prossimità del laghetto di Prà Cavo
  • 30 mila euro per la sostituzione cuscinetti della puleggia della stazione di rinvio della seggiovia biposto LM18
  • 75 mila euro per la sostituzione del cavo dei segnali di linea dalla stazione di monte alla stazione di valle della seggiovia biposto LM18

Finanziati dalla Regione con la partecipazione del Comune

  • 30 mila euro per la sostituzione delle reti di protezione delle piste da discesa: coperta dalla Regione il 70% delle spese, con compartecipazione del Comune di 9mila euro con fondi del Bilancio 2022
  • 40 mila euro per ripristini ambientali e bonifiche nel comprensorio: 70% dalla Regione e 12mila euro con fondi di bilancio 2022 del Comune
  • Revisione trentennale della seggiovia triposto LM35 "Fortino-Mardonde": contributi per 50mila euro dal Comune, 336mila dalla Regione e 94mila stanziata dalla società La Contessa, in qualità di attuale gestore dell'impianto di risalita

"A fronte di questi sforzi messi in campo dall’amministrazione comunale - conclude la stessa -, nel corso del 2021 si è registrata una forte resistenza da parte degli Usi civici di Febbio e che continua tutt'ora. Le decisione prese sul commissariamento degli Usi civici e sulla chiusura degli impianti fino a fine lavori è stata presa a beneficio degli interessi e della sicurezza della collettività".

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3 Commenti

  1. Ai lavori di revisione e riattivazione degli impianti di Febbio, essendo infrastrutture di importanza comprensoriale, dovrebbero contribuire tutti i Comuni dell’Unione, come si fa per il teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti.

    Cecco

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  2. Ma chi sono questi fantomatici usi civici di Febbio e qual’è la loro funzione?

    Miriano

    Miriano

    Rispondi

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