Home Homepage Le foto di Gabriele Agostinelli per Sanremo: “Ho scattato per il duo...

Le foto di Gabriele Agostinelli per Sanremo: “Ho scattato per il duo rivelazione di quest’anno”

56
0
Gabriele Agostinelli. foto di Francesco Mariani

Le sue foto sono apparse sulla nota rivista di costume e moda Vanity Fair a fianco dei nomi più influenti nel mondo della fotografia. In questo Sanremo 2022 possiamo dire esserci stato anche il suo tocco artistico: Gabriele Agostinelli, 27 anni originario di Castelnovo, ha scattato per il duo in gara Highsnob e Hu.

Meno conosciuti dal pubblico televisivo rispetto ad altri big in gara, i due artisti hanno esordito per la prima volta sul palco dell'Ariston con "Abbi cura di te", un brano sulla fine di un amore in cui lo stile pop di Hu si mescola al background rap di Highsnob e alla musica elettronica che fa da sfondo. La 72esima edizione del Festival di Sanremo si è da poco conclusa con uno degli share più alti della sua carriera, anche grazie ai pilastri della kermesse sanremese come l'ormai da tre anni conduttore Amadeus e l'insostituibile direttore d'orchestra Beppe Vessicchio. Una rampa di lancio non solo per i tanti artisti in gara, sempre più giovani, ma anche per il mondo che ruota attorno al dietro le quinte.

Gabriele Agostinelli racconta di aver ricevuto l'incarico grazie a una serie di fortuiti incontri e una necessaria dose di determinazione. "Un anno fa partecipai a un concorso per iniziare a scrivere su Esse Magazine, testata giornalistica di musica rap, mondo da cui proviene Highsnob. Più che scrivere articoli ero interessato a scattare per il backstage durante gli eventi in cui si intervistano personaggi dell'ambiente rap, così inviai alla redazione il mio portfolio".

"Visto che nessuno mi aveva risposto mi presentai personalmente a uno di questi eventi". Sì, perché quando il caso non basta ci vuole qualcuno che lo faccia accadere. Senza aver ricevuto l'incarico, Gabriele si presenta nel dietro le quinte come fotografo della rivista e, se anche non viene accettato, è però notato dalla redazione che lo richiama il giorno dopo.

"Il ragazzo a cui avevo inviato il portfolio lavora anche per l'etichetta "Believe", la stessa oltretutto di Iva Zanicchi, e mi disse che gli serviva un fotografo per sabato. Era mercoledì e avevo due ore per trovare uno studio fotografico a Milano che ospitasse la location in cui scattare". Gabriele passa così la mattina a cercare uno studio fotografico nel bel mezzo della settimana più impegnata del mese di febbraio, e chiama in aiuto Michele Bonicelli, amico e mentore per quanto riguarda il panorama fotografico.

"Mi era stato chiesto di fare le foto a due artisti in studio con sfondo bianco, cosa a cui io non ero abituato scattando prevalentemente in ambienti aperti - spiega Gabriele -. Gestire un set così grande, dal punto di vista tecnico, non è affatto semplice. Per questo ho chiesto a Michele di occuparsi delle luce e di lasciare me libero di fare ciò che mi viene meglio: l’artista".

Nessuno ce la fa da solo. Il mantra che Gabriele si ripete ogni volta che si trova davanti un occasione e la paura di non esserne all'altezza potrebbe prevalere. "Ho imparato prima a dire sì e poi a pensare come fare - afferma il giovane fotografo -. Le cose che non so fare le imparerò, e intanto mi circondo di persone che le sanno fare". "Non nascondo che ero molto agitato - continua -, sul set saremo stati una quindicina di persone e la prima cosa che ho detto agli artisti è stata 'Sono super emozionato e grato di essere qui, e ora insieme creeremo qualcosa di fantastico'.

Se l'onestà non sempre paga, soprattutto in questi ambienti dove essere sicuri di sé fa mezza la persona, Gabriele si è portato a casa un bellissimo risultato e un team soddisfatto. "Riconosco non essere le foto più belle che abbia mai scattato - aggiunge -, ma come dice uno dei più grandi fotografi italiani, Toni Thorimbert: 'La fotografia che stai scattando ora è la migliore fotografia che tu possa fare'. Sono soddisfatto del mio lavoro".

Attualmente Gabriele è un libero professionista e lavora per due agenzie pubblicitarie a Bologna e a Milano, da cui fa spesso avanti e indietro. Se sfogliamo gli archivi di Redacon, troviamo che di cose Gabriele ne ha fatte tante anche per la nostra cooperativa. Con Radionova, infatti, dal 2014 ha tenuto il programma di attualità e musica "Alla ricerca della felicità". Nello stesso anno pubblica il suo primo libro "Se fossi qui"; e se per alcuni questo potrebbe essere sufficiente, Gabriele ha anche un canale YouTube e vanta due podcast autoprodotti: uno nato come live durante il lockdown "Caffé non letterario" e l'altro, più recente "Diaframma aperto", dove parla di temi legati all'ambiente fotografico. La sua ultima puntata è uscita questa mattina e consiglia cinque modi per trovare l'ispirazione in fotografia, come in qualsiasi altro campo artistico.

Alla domanda sui progetti futuri, Gabriele risponde di vivere nel presente e che a muoverlo è solo la coerenza con se stesso e quello che sente di voler fare. Niente di pianificato quindi, ma molto di spontaneo. "Quando ho iniziato a fare foto non pensavo che avrei mai scattato per Sanremo, pensavo solo a imparare a usare un nuovo mezzo", confessa.

Con Gabriele ci siamo lasciati parlando di sogni; il suo quello di "poter essere la luce che guida qualcun altro" come per lui è stato Emanuele Ferrari, suo professore di italiano e ora assessore alla cultura per il Comune di Castelnovo ne' Monti. "Spero che tra le persone che leggeranno l'articolo ci possa essere un ragazzo che trovi in me quell'ispirazione che io stesso ricercavo a 15 anni. Emanuele è stato questo per me, una luce che ha illuminato i momenti forse più duri della mia adolescenza e mi ha permesso di vedere il mondo con occhi diversi. Questo è il mio sogno, poter lasciare un segno".

Alcune foto dal portfolio di Gabriele