“Atto di guerra. Sosteniamo l’impegno del governo italiano”

Foto da Il Messaggero

Alle 4.40 di questa mattina (ora italiana), secondo la Cnn, le truppe russe sarebbero entrate in Ucraina attraverso la Bielorussia e si trovano ora a 32 chilometri dalla capitale Kiev. Un secondo contingente, entrato in Ucraina dalla Russia, sarebbe un po’ più distante ma sempre in movimento verso Kiev con l’obiettivo di circondare la città e rovesciare il governo ucraino.

"L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è un atto di guerra, unilaterale e sconsiderato, una violazione del diritto internazionale ingiustificabile da ogni punto di vista, che costerà vite umane e sofferenza. L'Europa e l’Italia devono rispondere unite, con fermezza, per fermare questa follia". Sono le parole del presidente regionale Stefano Bonaccini e la vicepresidente Elly Schlein sull’attacco armato portato dalla Russia allo Stato ucraino.

"Le iniziative della comunità internazionale non possono concedere un solo centimetro alla logica antidemocratica e alle azioni irresponsabili di chi pensa di poter calpestare impunemente il diritto dei popoli - proseguono Bonaccini e Schlein-. I canali diplomatici sono e rimangono l'unica strada possibile per la coesistenza pacifica e sicura".

"Sosteniamo l’impegno del Governo italiano e del presidente Draghi - sottolineano - per preservare la sovranità dell’Ucraina, la sicurezza dell’Europa e l’integrità dell’ordine internazionale basato sulle regole e sui valori condivisi". Vicini anche alla comunità ucraina che si trova in territorio emiliano-romagnolo. "Quanto sta succedendo nella loro terra - concludono - riguarda anche noi, la nostra libertà, la nostra democrazia, il nostro vivere civile. Non siete soli".

Nel frattempo nessuna azioni militare verrà intrapresa da Stati Uniti ed Europa, poiché l'Ucraina non è un Paese Nato e quindi non scatta l’articolo 5, che prevede un intervento nel caso di un Paese aggredito. Migliaia di militari americani sono comunque stati mandati in Europa in caso di risposta rapida in aiuto all'esercito ucraino, nettamente inferiore a quello russo. Si valuta un aggravamento delle sanzioni che però, nel caso dell’energia, potrebbero avere una ricaduta molto grave sull’Europa.

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