“Guardare, vedere, riconoscere”: su questi temi è focalizzata la meditazione settimanale di monsignor Guiscardo Mercati

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 13 al 20 marzo 2022

DOMENICA

13 marzo

Seconda domenica di Quaresima

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (pro populo) ore 11.15 (defunti di Rivi Rosanna)

Pontone  ore 10.00     Pantano ore 10.00

La Messa delle ore 18.00 a Carpineti questa domenica non sarà celebrata           

LUNEDI’

14 marzo

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)
MARTEDI’

15 marzo

S. Messa: ore 18.00 (def. Franco)
MERCOLEDI’

16 marzo

S. Messa: ore 10.30 (def. Becchetti Manuela e Tommaso)                             

GIOVEDI

17 marzo

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)
VENERDI’

18 marzo

S. Messa: ore 15.00 (libera intenzione) Via Crucis.

Ore 21.00 chiesa di Pontone, Stazione Quaresimale, per tutta l’Unità Pastorale

SABATO

19 marzo

Solennità di San Giuseppe. S. Messa ore 10.30 Carpineti (per tutti i papà)

Catechismo dalle ore 15.00 alle ore 16.00

S. Messe prefestive: ore 18.00 S. Donnino     Velluciana ore 19.00

DOMENICA

20 marzo

Terza domenica di Quaresima

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (pro populo) ore 11.15 (def. Rossi Vinicio e Marianna)

ore 18.00(def. Lamberti Vincenzo)    Pontone  ore 10.00     Pantano ore 10.00

 

Meditazione domenicale. Guardare, vedere, riconoscere. Protagonista delle letture di questa domenica è lo sguardo. Abram guarda il cielo (prima lettura) poi vede, nel buio il fuoco del Signore; il salmista cerca il volto del Signore e desidera contemplarlo; Paolo ci esorta a non perdere di vista la patria celeste, prefigurando l’incontro con il Salvatore, la trasfigurazione gloriosa dei nostri corpi (seconda lettura). Tutto culmina con la visione sul Tabor dove il senso della visita raggiunge la pienezza operativa: gli occhi del corpo e gli occhi dello spirito sono unificati; guardano la scena che si presenta inaspettata e vedono oltre, anzi, vedono un oltre che è sintesi di quanto contenuto nelle letture precedenti: cielo, promesse, luce, volti, gloria. Gli occhi guardano e vedono, e la certezza passa diretta ai cuori, che riconoscano Mosè, Elia, la voce della nube, una bellezza che li avvince irresistibilmente. Sul monte si aprono gli occhi nuovi, gli occhi diversi che sanno riconoscere il figlio di Dio nell’uomo che li ha condotti sul monte a pregare. (vangelo)

L’importanza del principio “Libera Chiesa in libero Stato”. La grazia di avere come Chiesa Cattolica, il successore di San Pietro “Primus inter pares” (primo fra uguali), ci facilita il cammino comune, cosa non possibile alle tante chiese Ortodosse cosi dette Autocefale e purtroppo a volte separate. Anche le numerose Chiese Protestanti non hanno una “figura” che rappresenti l’unità e le scelte sono a volte discordanti. Nelle stesse ore in cui  Papa Francesco, dopo l’ Angelus ha chiamato la guerra con il suo nome, aggiungendo che la guerra è un fallimento per l’umanità e che ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato, nella giornata di domenica scorsa, la domenica del Perdono, che in Russia segna l'inizio della Quaresima, il patriarca di Mosca Kirill, notoriamente legato a Putin, ha pronunciato un sermone scioccante che ha frustrato le aspettative di quanti, sia da parte cattolica che da quella ortodossa ucraina, avevano levato le loro voci affinché il patriarca si pronunciasse chiaramente contro la guerra d'invasione. La guerra non è mai risoluzione, Papa Pio XII aveva pronunciato nel 1939 questa frase storica inascoltata allora come oggi: “Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra.” Noi continuiamo a credere nella pace, e con una’accorata preghiera invochiamo Dio perché cambi il cuore di chi si lascia dominare dal male. Cristo Re della pace, Maria Regina della pace: esaudite la preghiera che sale a voi con cuore sincero.

 

San Giuseppe. Si avvicina la festa del papà, ricorrenza in cui si celebra una delle figure più importanti per ogni bambino: quella del padre. Punto di riferimento, figura spesso severa ma allo stesso tempo protettiva e divertente, i papà sono importantissimi nella vita dei bambini. La festa del papà è una ricorrenza che si celebra in varie aree del mondo ed è appunto dedicata all’esperienza della paternità e all’influenza sociale dei padri. La data cambia da Paese a Paese, non è uguale dappertutto. In Italia, sul calendario è fissata per il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, proprio in onore del Santo che ha avuto l’onere e la gioia di essere padre di Gesù, guidandolo nel percorso di vita fin dalla nascita. Secondo un’antica tradizione, il culto di San Giuseppe, padre adottivo del Salvatore, si sviluppò fin dal V secolo in alcuni monasteri egiziani, dove fu scritta la Storia di Giuseppe il falegname: allora, la festa era fissata al 20 luglio. Il culto di questo santo si diffuse poi anche intorno alla “casa di Giuseppe”, almeno dal VI secolo, ma decadde poi nel Medioevo. Per la prima volta, la venerazione del santo appare in calendario il 19 marzo nell’anno 800 in un martirologio gallicano scritto da Rheinau. La scelta di questa data è forse dovuta ad una confusione: essendo sei giorni prima della festa dell’Annunciazione, probabilmente è stato scambiato il santo con un altro di Antiochia chiamato Giuseppe o Giosippo, già celebrato il 19 marzo. Nei Paesi che seguono la tradizione anglosassone, ovvero in molti Stati dell’America, invece, la festa si tiene la terza domenica di giugno. In altri Paesi ancora, la data della festa del papà segue invece tradizioni locali. In Thailandia, ad esempio, coincide con il compleanno del defunto sovrano Rama IX, celebrato come padre della nazione. In Italia, i primi a celebrarla furono dei monaci benedettini nel 1030. La festa venne poi promossa dai Papi Sisto IV e Pio V ed estesa a tutta la Chiesa nel 1621 da Gregorio XV. Continuando la tradizione, anche noi vogliamo invocare il Patrono di tutti i papà, perché li assista nella loro importante missione. San Giuseppe, prega per i papà.

Rifletto sulla parola. Ho iniziato, in questa Quaresima, un cammino di preghiera più intenso e fedele? Credo che Gesù sia il Figlio di Dio glorioso, sceso sulla terra per offrire la propria vita per la Salvezza del mondo e che riapparirà nella Gloria alla fine dei tempi? Lo accolgo così com’è o pretendo che corrisponda alle mie aspettative di successo? Nel cammino di fede, so accettare anche i momenti di oscurità, di incomprensione, e superarli ascoltando e accogliendo il Figlio che il Padre mi indica?

Offerte ricevute.  Famiglia Del Re per la chiesa di Onfiano. Aldini Renata per la parrocchia di San Donnino. A tutti grazie.

La luce sfolgorante che irradia dal volto umano di Cristo restituisce all’uomo

l’immagine divina a somiglianza della quale è stato creato.

 Finalmente l’uomo, figlio di Adamo non deve più nascondere a Dio il suo volto depauperato dal peccato

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