Italia Viva sulla diga di Vetto, è ora di assumersi responsabilità

Riceviamo e pubblichiamo
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Un paio di giorni di pioggia, una spolverata di neve in Appennino, un marzo quasi normale anche se freddo...
Non basta certo a risolvere i problemi di approvvigionamento idrico dell'Emilia in generale e di Reggio Emilia in particolare.
Non commettiamo l'errore di dimenticare la grande sete perché oggi è arrivato un bicchiere. I nostri problemi idrici, enfatizzati dal cambiamento climatico, restano ancora.
E sono di vario tipo:
- la mancanza di acqua per uso civile ma soprattutto agricolo ed industriale
- la qualità dell'acqua che, per la sua scarsità, diventa spesso concentrato di sostanze pericolose (basti pensare all'acqua salata che risale fiumi e canali in secca)
- l'eccesso di acqua quando su terreni impreparati arrivano piogge torrenziali o vere e proprie "bombe d'acqua".
Un grande (e sottolineiamo "grande") bacino idrico artificiale è “garanzia” di acqua pulita necessaria per la tutela dell’ecosistema esistente e per le culture agricole di qualità tipiche del nostro territorio. Un grande invaso permette la produzione di energia elettrica pulita e rinnovabile e a costi vantaggiosi, oggi più che mai indispensabile, senza contare le potenzialità dello sfruttamento turistico del territorio.
Abbiamo quindi visto con favore la dichiarazione di alcuni giorni fa del presidente Bonaccini: "la diga di Vetto si farà". Non possiamo però approvare la successiva dichiarazione sul valutare ancora dimensioni e modalità. Una valutazione che riporta indietro di 30 anni la realizzazione della diga. Non è più il momento di discutere o di "valutare", questo tempo è già passato. È ora di assumersi la responsabilità politica di una scelta coraggiosa, in grado di raccogliere le sfide che i cambiamenti climatici e la crisi energetica ci pongono davanti, per garantire il futuro a questo territorio e ai suoi cittadini.
Un piccolo invaso sarebbe completamente inutile sia perché rischierebbe di essere svuotato nei mesi estivi sia perché non sarebbe in grado di produrre energia elettrica a costi vantaggiosi.
Per questo noi sosteniamo che la diga di Vetto vada realizzata partendo dal progetto originario del “grande invaso"

Italia Viva Reggio Emilia

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3 Commenti

  1. Condivido appieno il contenuto . MI permetto di far notare,sommessamente, che ad osteggiare nei fatti la diga di Vetto è stato lo strapotere emiliano (leggasi PCI , poi PDS, poi DS, con posizione ondivaga del PD ). Bene che una scheggia della sinistra si esprima così,unendosi alle persone di buonsenso . Se son rose…speriamo che ancora una volta non siano lontre ! (cose successe , per chi ha buona memoria.) Cesare

    Cesare

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  2. Un grande grazie da parte mia a Italia Viva, forse in Italia è tornato qualcuno che pensa al bene dell’Italia, anche se temo sia troppo tardi. Che la Diga di Vetto andasse fatta penso fosse chiaro a tutti, compreso al Ministro dell’Ambiente Carlo Ripa di Meana che il 6 ottobre 1992 scrisse alla Presidenza della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna e ad altri il suo Giudizio Positivo di Compatibilità Ambientale sulla Diga di Vetto che permetteva la ripresa dei lavori sospesi il 16 agosto del 1989 previ alcuni adempimenti. Ma nonostante la Diga di Vetto venisse definita “Urgente ed Indifferibile” e di “Valenza Nazionale” per i grandi benefici che portava, i lavori non ripresero e vi posso assicurare che le povere Lontre non avevano colpe, chi veniva penalizzato se i lavori ripartivano?, i cittadini si diano la risposta; se lo dico io temo che potrei rischiare una denuncia. Voglio solo dire a Italia Viva che definire quest’opera un grande invaso è molto, ma molto esagerato, a livello di max ritenuta (capacità dell’invaso) tratterrebbe soli 102 Milioni di metri cubi con un’altezza di 83 metri, 20 metri in meno di quella di Ridracoli; la diga di Ragun, fatta da una ditta Italiana è alta 335 metri, la Diga di Kariba contiene 185 MILIARDI di metri cubi, ma ci sono decine di dighe di oltre 100 MILIARDI di metri cubi, in africa la Salini sta facendo una diga da 84 miliardi di mc; la Turchia ne sta facendo 13 da miliardi di mc; ma anche in Italia abbiamo dighe da 200/300/600/800 milioni di metri cubi (Vetto solo 102 milioni), ma si vuole far apparire la diga di Vetto più grande di quella di Kariba. Delle varie Regioni del Centro Nord Italia l’Emilia Romagna, pur avendo il settore agroalimentare più importante d’Italia ha il rapporto Kmq/metro cubo di acqua invasata inconcepibile e inaccettabile rispetto alle altre Regioni; l’Emilia Romagna ha circa 5.000 mc x Kmq; la Toscana ha 13.000 mc x Kmq; la Lombardia ha 37.000 mc x Kmq; l’Umbria ha 53.000 mc x Kmq, il Trentino Alto Adige 46.000 mc x Kmq. Oggi sentire che si devono risparmiare le acque e vedere mandare a Po e a mare le acque dell’Appennino Tosco Emiliano per 9 mesi all’anno, per me è inconcepibile, ma chi ci amministra le vede queste cose?; le acque si risparmiano trattenendole in invasi in montagna e non facendo il bagno una volta in meno o irrigando in modo diverso di come si dovrebbe irrigare se si disponesse delle acque che servono. Avere un progetto di una Diga in inerti naturali, approvato, appaltato e iniziato e non aggiornarlo (progetto adeguabile previo alcune verifiche derivanti da nuove leggi, detto da Società d’Ingegneria che progetta Dighe a livello mondiale) e non farlo, ci fa capire che a Reggio e Parma non c’è speranza se non cambiano le cose. La guerra in Ucraina sta mettendo in luce le atrocità della guerra, ma sta mettendo in evidenza gli errori di chi si è sempre opposto all’auto sufficienza su alcune materie in Italia, continuiamo così, continuiamo a dare ascolto ai NO a tutto e presto importeremo anche l’acqua da bere e da irrigare dalla Francia o dalla Svizzera, questa è l’italia di oggi, grazie a qualcuno. Ma il peggio temo deve ancora venire, sento proporre un invaso con capacità di circa “UN QUARTO” rispetto a quello previsto; quanta energia pulita produrrebbe?, che DMV garantirebbe?, che potere di laminazione avrebbe?, in quanti anni si inertizzerebbe?, che turismo porterebbe ai paesi montani un lago vuoto in estate?, ecc. ecc. ecc.; ai cittadini le risposte..

    Franzini Lino Presidente della Municipalità di Ramiseto

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  3. basta ripartire da dove si erano fermati : progetto approvato ed appaltato . Intanto si sono persi alcuni decenni cruciali per lo sviluppo e si sono pagate penali milionarie.

    maru

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