Enrico Ferretti torna a intervenire sul mondiale di enduro a Carpineti

In relazione al mondiale di enduro in programma a Carpineti, torna ad intervenire il sindaco di Ventasso e assessore al turismo dell’Unione montana dei comuni dell’appennino reggiano, Enrico Ferretti: “Continuano ad oltranza le ostilità delle associazioni ambientaliste alla competizione mondiale di enduro organizzata per la fine di giugno nel Comune di Carpineti. È di questi giorni una competente risposta dell’assessore regionale Barbara Lori ad una interrogazione della rappresentante ambientalista in regione Silvia Zamboni, per altro mal informata poiché, nell’interrogazione, non conoscendo i luoghi di gara, li ha descritti vicino alla riserva naturale di Campotrera, che si trova invece dalle parti di Ciano d’Enza. Ormai è chiaro a tutti che non è più una questione di merito ma una posizione politica assunta da qualcuno e sostenuta da altri, che forse, non conoscono neanche bene fatti e luoghi, come si evince dallo stesso testo dell’interrogazione regionale."

"L’appennino - prosegue Enrico Ferretti - per vivere ha sicuramente bisogno di un ambiente integro, sano e consapevolmente partecipato; la montagna ha bisogno di tutti, la montagna ha bisogno della città come la città ha bisogno della montagna. Di sicuro non ha bisogno solo di ambientalisti privi di una visione sistemica della montagna, che la percepiscono unicamente come luogo dove poter vivere le proprie esperienze emozionali senza curarsi del più ampio aspetto socio-culturale-economico sotteso. La miopia di alcuni ambientalisti non ha neanche permesso di rilevare come nel territorio di  Carpineti decine di volontari ripuliscono e mantengono agibile da anni oltre un centinaio di chilometri di sentieri, lavorando sodo tutte le primavere con fatiche e mezzi propri. Proprio i volontari sono i più indignati verso quegli ambientalisti che definiscono “da salotto e da carta stampata” e che mai hanno visto al loro fianco durante il duro lavoro di braccia. I montanari ben sanno di cosa necessitano per vivere dignitosamente nel loro territorio e di certo non è un ambientalismo decontestualizzato,  salottiero,  ideologico e divisivo."

"L’Appennino- conclude Ferretti -  ha bisogno anche delle amministrazioni locali, quando queste si offrono di sostenere ad esempio la gara di enduro. È deplorevole leggere – da volantini anonimi -  l’invito a compiere azioni come quello di posizionare tronchi sul circuito dei mondiali di Enduro. La montagna è stanca di questa inutile e disarmonica faziosità”.

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20 Commenti

  1. Da montanaro non ne posso più di chi sa dire di NO a tutto, e che pretendono di insegnare ai montanari cosa fare o non fare, non rendendosi conto che con il loro NO a tutto hanno portato alla morte l’intero territorio montano dell’Appennino, spopolamento, abbandono e dissesto totale, ma dicendo di NO a tutto si va sui giornali quasi sempre. Spero che quei pochi montanari rimasti sappiano porre fine a questo ustruzionismo a tutto, anche ad una gara di enduro, che da benefici, visibilità al territorio e sistemazione sentieri e carraie. Mi chiedo cosa fanno, o cosa propongono costoro, che si definiscono “ambientalisti”, per ridurre i danni alla montagna e alla pianura provocati dalle alluvioni o dalle frane?, ma di questo a costoro interessa qualcosa?, o aspettano i danni per criticare chi non ha fatto nulla per prevenirli?. Ma per avere visibilità sui media in Italia basta dire: niente trivelle, niente pale eoliche, niente dighe, niente pannelli, niente cave, niente gare, niente strade, niente gallerie, niente di tutto; andiamo avanti così, auguri Italiani.

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  2. Egregio Sindaco Ferretti
    ho letto l’interrogazione, e forse è lei a essere male informato, o peggio ancora, a far finta di esserlo per manipolare ciò che viene scritto da altri.
    Silvia Zamboni non ha mai descritto i luoghi di gara come “vicini alla riserva naturale di Campotrera”, ma ha testualmente scritto che “Il Paesaggio Protetto della Collina Reggiana Terre di Matilde – come ben evidenziato dalla
    Regione stessa alla pagina online “Aree protette” – è un elemento di raccordo tra sei siti di Rete Natura 2000 e la Riserva naturale Rupe di Campotrera”.
    Ed ecco il link alla pagina ciatata da Zamboni: https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/aree-protette/paesaggi-protetti/pnatre02
    Pur comprendendo la sua vicinanza al movimento leghista, che ha fatto della disinformazione il suo cavallo di battaglia, la inviterei come minimo, quando commenta i pensieri di altri, a citare le fonti e a riportare esattamente quanto scritto, senza prendersi la libertà di riportare le sue personali (e distorte) interpretazioni. Questo se non vuol passare lei per quello che ne fa più una questione politica, che una questione di merito. Anche perchè, di solito, solo chi ha torto ricorre a questi mezzucci, chi ha ragione, non ne ha bisogno.
    Grazie e saluti
    Andrea

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  3. Meno male che è arrivato un sindaco che non pensa solo ad essere rieletto, spero tanto che il sindaco Ferretti venga appoggiato anche dai suoi colleghi, perché queste iniziative vanno sostenute, ne guadagna tutta la nostra montagna.

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  4. Io credo, e scusate se mi sbaglio, che a causa dei verdi, degli ambiantalisti e associazioni simili, nel prossimo futuro creperemo dal caldo e dovremo andare a farci la legna per l’inverno se vogliamo scaldarci.
    Per il caldo non vedo soluzioni se i condizionatori non avranno energia per andare.
    Per i boschi la natura e qualche volontario rimetteranno tutto come prima della gara.
    Scusate ma non se ne può più di tanta ignoranza
    C. L. M.

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  5. Sono contro da sempre contro le gare di moto nei boschi, soprattutto di questa importanza e entità,
    Gia tanti anni fa feci notare i danni creati da 300 moto Enduro nei boschi sopra a Villa Minozzo, dove ci volle almeno un decennio per riportare allo stato di normalità i sentieri.
    Francamente non ho mai visto motociclisti sistemare carraie e sentieri
    o preoccuparsi delle frane. E sono uno che va per boschi spesso.
    Anzi, li sento uscire appena dopo uno scroscio di pioggia con i danni ai sentieri che bene possiamo immaginare.
    Ho amici ciclisti che mi raccontano che molti percorsi sono diventati non percorribili con le Mountain Bike a causa dei solchi tipo rotaia che li costringono a proseguire a piedi.
    E i danni alla flora? Alla fauna? E l’inquinamento? Ah già, a questo nessuno ci pensa, l’importante è qualche voto, e dei soliti egoisti che pensano solo al loro tornaconto e di una comunità che non ha mai pensato di sviluppare un vero turismo sostenibile ed è quello del quale abbiamo sempre di più bisogno nel futuro, altro che gare di moto!
    Non sarà di certo questa gara a risanare l’economia della montagna
    a meno di non farne una ogni mese per fare tutti felici e contenti.
    Questo non è dire no a tutto, sono a favore delle pale eoliche se ben distribuite, sono favore della diga della Val d’Enza ma questo argomento sulle gare di enduro è basato semplicemente sul buon senso, altro che ignoranza, come qualcuno a scritto.
    M.S.

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  6. Mi auguro che la gara venga bloccata

    Antonio ceccardi

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  7. Non voglio schierarmi con M.S., ma le sue considerazioni inducono nondimeno ad una qualche riflessione, e se da un lato mi sembra difficile e complicato bloccare a questo punto lo svolgimento della gara, come taluni vorrebbero – anche perché c’è da immaginare che, sul piano organizzativo, i preparativi siano già in corso – mi sarei comunque aspettato che qualcuno, tra i sostenitori della iniziativa, si esprimesse riguardo alla proposta di una Commissione mista avanzata dalle Associazioni ambientaliste, cui affidare il compito di visionare lo stato dei luoghi prima e dopo la competizione (Commissione che a mio avviso tornerebbe opportuna, come ho già detto in precedenti commenti sull’ argomento, potendone ricavare indicazioni utili per farci un’idea più precisa riguardo al fatto che questa attiva sportiva possa avere o meno ricadute ambientali, e se sì di quale natura e grado).

    P.B. 09.04.2022

    P.B.

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    • Egregio P.B., come già avuto modo di riferire in altre occasioni, nell’incontro del 26 febbraio u.s. dell’Amministrazione di Carpineti con le associazioni ambientaliste che avevano chiesto di essere ricevute, l’Amministrazione stessa aveva proposto di formare un comitato o comunque un organo misto ambientalisti-tecnici-amministratori per lo studio del tracciato e dell’impatto. I rappresentanti delle associazioni presente, come poi successivamente uno di loro ebbe modo di confermare sui social, rifiutarono tale invito, dichiarandosi disponibili a fare un giro di ricognizione post gara. Quindi se lei ritiene di addebitare, come par di capire, la mancanza di collaborazione con le associazioni Ambientaliste all’Amministrazione di Carpineti, mi permetto di dissentire poiché i fatti (controlli anche su FB le affermazioni di un ambientalista presente all’incontro) non stanno come lei sostiene. Con i migliori saluti.

      Tiziano Borghi

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  8. Ma se la facesse a casa sua la prova mondiale di enduro egregio sindaco? Sono già da settimane che i crossisti si scatenano nei nostri sentieri gasati per la gara, svendete i nostri boschi per poter avere un po’ di visibilità sui giornali prendendovi meriti che non avete, promuovere una gara impattante come il motocross fuori da una pista dedicata e venderla come opportunità di sviluppo per la montagna è una grossa balla.
    Lo vedo piuttosto il fallimento di voi amministratori che sterili di iniziative concrete e lungimiranti che guardano avanti al futuro, non solo il tempo di una legislatura. Quintali di benzina bruciata, rumore, sentieri solcati prima, durante e dopo la gara le sembra sviluppo sostenibile?

    Cisco

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  9. volevo tacere, ma non ce la faccio..
    leggo solo di gente che non sa di cosa parla e vuole solo dire di NO a tutto, ma senza ragionare, solo per dire NO e sentirsi qualcuno..
    leggo bene caro M.S? 10 anni per ripristinare i danni delle moto sui sentieri? ma di che danni parliamo? forse di aver ripristinato e tenuto pulito km di sentieri altrimenti abbandonati alla macchia? e l’inquinamento? per un giorno di moto 4 tempi da 450cc??? cioè, ogni 4 moto si fa mediamente una macchina che transita.. pensate possa avere un peso questa giornata? e alla fauna? quali sono i danni alla fauna??
    Forza Ferretti, che la maggior parte della gente per fortuna ragiona ancora e appoggia queste iniziative per portare qualche soldo in montagna e tenerla viva!

    Andrea

    Rispondi
    • Si forse era meglio che taceva, certo, un decennio e alcuni non sono più frequentabili come già sottolineato. Pulito i sentieri?, – ma mi faccia il piacere- come diceva qualcuno. E probabilmente lei non ha letto il resto che ho scritto a sottolineare quanto detto.
      Ripeto ci vuole ben altro per portare soldi in Appennino che una gara di Enduro, ma probabilmente lei e un “endurista”. Saluti.

      M.S.

      ___

      NOTA DELLA REDAZIONE: Pubblichiamo il commento, ma precisiamo che è diritto di ognuno esprimere la propria garbata opinione.

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  10. Io spero che non siano queste le iniziative in risposta ai problemi della montagna e invito a considerare un po di numeri. Quanto turismo porta un ambiente naturale tutelato e quanto ne porterebbero le moto in giro per i sentieri ? Quali danni portano i camminatori e quali i vari fuoristrada ? Sono più quelli che scelgono di comprare casa qui per vivere in mezzo al verde o quelli che lo fanno per girare i boschi in moto ? Premetto che non sono per i no od i si a prescindere e ritengo che anche coloro che amano gli sport motorostici debbano avere i luoghi dove esercitare ma sicuramente eviterei di mettere due modi di vivere la natura, così diversi, in contrasto diretto. Ho scorrazzato anch’io in moto lungo i sentieri dei boschi, era divertente ma poi ho capito ciò che il mio divertimento causava. Non lo faccio più e posso benissimo farne a meno andando per sentieri camminando, così scopro cose che in moto non avevo tempo di vedere. Ci sono comunque luoghi in cui l’impatto è minore e possono essere destinati a questi sport. Riguardo ai danni ai sentieri vorrei precisare che sono davvero pochi coloro che si dedicano alla loro manutenzione e che accusando di volta in volta, i trattori, i fuoristrada a due o quattro ruote, le biciclette, non si risolve nulla; tutti passano, brontolano e se ne vanno e la situazione peggiora inesorabilmente. Personalmente considero che l’ambiente sia da vivere rispettando pienamente tutto ciò che ne fa parte e alcuni modi di viverlo non possono coesistere senza scontrarsi, la scelta perciò deve essere fatta in prospettiva di ciò che si considera valore. Credo che il nostro territorio, in senso di ambiente naturale, sia il solo valore che può dare un futuro alla montagna, si può scegliere se svenderlo o tutelarlo e in entrambe le scelte si scontenta qualcuno; si dovrà perciò guardare in avanti e qualsiasi progetto che si possa pensare per il futuro non prescinde dal valore naturale di un territorio. Una nota per chi critica i no attribuendo a loro la situazione in cui si trova la montagna, ricordo loro che i no vincono quando le motivazioni dei si sono troppo fragili ; ricordo loro che alcuni no hanno portato alla chiusura della discarica di Poiatica e prima ancora ad evitare di avere un inceneritore a Fora, nel cuore dei territori di produzione di prodotti tipici e tutelati come il parmigiano reggiano. Però erano progetti che portavano soldi sul territorio e se tutto si riferisce ad avere qualche soldo in più nell’immediato, svendiamo pure tutto ma ricordiamoci che il risultato vero si ottiene solo a lungo termine.

    Antonio D. Manini

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    • Sig. Antonio
      trovo le sue argomentazioni più che condivisibili e di grande spessore.
      Tutto un altro livello, rispetto a chi al contrario sa solo scrivere “sono stanco dei no a tutto” e “forza Ferretti” (quello che critica le interrogazioni senza neanche leggerle).
      Andrea

      Andrea

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  11. bravo Antonio
    condivido

    ottavio tarabelloni

    Rispondi
  12. Non vedo come avrei potuto addebitare alla Amministrazione di Carpineti la mancanza di collaborazione con le Associazioni ambientaliste, dal momento che non so a chi faccia capo l’organizzazione o gestione dell’evento, ed essendomi limitato a dire di vedere con favore la proposta di una Commissione mista avanzata dalle Associazioni ambientaliste, col compito di visionare lo stato dei luoghi prima e dopo la competizione (della quale avevo letto nell’articolo apparso su Redacon il 13 marzo, dal titolo “Mondiale di Enduro a Carpineti: per gli ambientalisti è una decisione da rivedere”).

    Resto fermo in tale mio convincimento ancorché l’idea della Commissione non sia poi andata in porto – ma forse ci sarebbe ancora modo di recuperarla, se chi si è tirato indietro avesse a ripensarci – e me lo fa dire il fatto che, com’è abbastanza noto, c’è chi ritiene inesistente o quasi l’impatto ambientale di questa attività sportiva, e chi invece la pensa all’opposto, e questa circostanza poteva essere giustappunto l’occasione per far esprimere in proposito gli “osservatori” della Commissione mista, e dai rispettivi pareri, ciascuno di noi avrebbe potuto trarre la propria opinione in argomento.

    Come ho già avuto maniera di scrivere, se vi fossero disparità di giudizio tra i membri della Commissione in causa, ognuno di noi potrà dar credito all’una o altra tesi, in base alle addotte e correlate argomentazioni, e altrettanto possono fare i decisori politico-istituzionali, fermo restando che questi ultimi, per quel che ne so, in virtù delle loro prerogative, potrebbero casomai sacrificare in qualche misura gli aspetti ambientali per anteporvi quelli turistici, con scelte gradite a taluni ma non condivise da altri (del resto la politica è sempre chiamata a scelte per le quali rispondere agli elettori).

    P.B. 11.04.2022

    P.B.

    Rispondi
  13. Alla montagna servono interventi strutturali e non effetti speciali
    Non può che generare stupore l’attenzione di per se anche giusta che si e manifestata attorno alla gara /competizione mondiale di enduro programmata nel comune di CARPINETI .
    Vorrei però vedere le istituzioni locali maggiormente impegnate sulle prospettive future del ns appenino che continuano ad essere eluse .
    Al ns appenino serve fornire risposte sul crollo demografico, sulla decadenza ambientale/sociale ed economica del territorio e sulle conseguenze negative che queste questioni da troppo tempo irrisolte cercano nel tessuto sociale .
    Ma affrontare le vere grandi questioni è difficile … continuo a pensare che un futuro della nostra montagna ci sarà se aumenteranno le persone che sanno in termini di sfida, affrontare le questioni difficili. Poi serve anche in questo contesto far pensare che l’evento nei boschi è utile. La nostra montagna merita il meglio e non il meno peggio.

    Marino Friggeri Presidente MCL Reggio Emilia

    Rispondi
  14. Si dice che in guerra la prima vittima è “la Verità”, ma non lo è solo in caso di guerra dove ognuno racconta la “propria verità”. La proposta del Sig. P.B. di istituire una Commissione mista che verifichi il prima e il dopo, è frutto del buon senso, ma temo che evidenzierebbe come stanno veramente le cose, ma fino a quando opporsi a certi eventi o a certe opere porta benefici a qualcuno o consente ad altri di avere una “sedia” in qualche Ente, Provincia, Regione o Governo, temo che la verità sarà sempre falsificata. Faccio un semplice esempio su un argomento che mi sta a cuore per far comprendere a tutti come a volte viene mistificata la verità. Pochi giorni fa un Consigliere Regionale mi diceva che in Regione c’è chi sostiene che la Diga di Vetto bloccherebbe il flusso delle acque e impedirebbe la ricarica delle falde; detta così qualcuno potrebbe crederci, ma è totalmente l’opposto, assolutamente strafalso; la diga di Vetto deve garantire, a termini di legge, il flusso delle acque nel torrente 365 giorni all’anno fino a Po, anche in giugno/luglio agosto /settembre/ottobre, ed è dimostrato da un qualsiasi studio che le falde ne traggono beneficio, inoltre la diga di Vetto ridurrebbe il prelievo di decine di milioni di mc di acqua proprio dalle falde, come è successo in Romagna con la Diga di Ridracoli che con la sua messa in funzione ogni anno in Romagna si assiste alla risalita delle quote delle falde di 2 mm all’anno e sono cessati i danni da subsidenza. Ma la verità quando ci sono altri interessi non verrà mai detta, forse perchè siamo in un paese che si chiama Italia?, o forse perchè siamo Italiani?; non lo so, ma la realtà è questa.

    Franzini Lino

    Rispondi
  15. Grandissimo sindaco! Avanti tutta non ci fermiamo portiamo un po’ di movimento ed economia in questa montagna morta. Comunque per tutti gli ambientalisti che leggeranno, vi siete mai chiesti che se il 99% della popolazione che abita e vive in zone limitrofe a Carpineti e a favore ed è entusiasta si questa competizione sportiva forse quelli in torto non siamo noi?

    Enrico p.

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    • Io abito in un comune confinante con Carpineti, Toano, e mi muovo abbastanza sul territorio montano, i miei dati sono ben diversi dal suo 99% di favorevoli ma il risultato dei sondaggi dipende sempre dalle rispettive frequentazioni. In merito ricordo che a Baiso, cinquant’anni fa, si teneva una gara di campionato di motocross, l’appuntamento è durato pochi anni, probabilmente il gioco non valeva la candela e se non lo valeva allora, figuriamoci adesso.

      Antonio D. Manini

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  16. Sentiamo dire, non di rado e non senza ragione, che il buon senso, di cui parla qui Franzini, era la stella polare dei nostri vecchi, e se noi lo perdessimo casomai per strada non so dove andremmo a parare.

    P.B. 14.04.2022

    P.B.

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