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A Cinquecerri apre “La bottega della nonna Emma”

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Quando chiude una bottega chiude un paese, perchè la montagna senza negozi, punti di ritrovo, e servizi di vario genere, muore e favorisce lo spopolamento.

E’ questo che Francesca Cremaschi ha pensato dopo la chiusura dell’unico negozio di generi alimentari in paese. Dopo tante perplessità ha deciso di rilanciare l’attività e oggi, 1 maggio alle ore 16, inaugura, ‘La bottega della nonna Emma’, in via Centrale 40 presso K2Cinquecerri a Ventasso.

Per lei si tratta di una sorta di ‘ritorno al passato’: “La bottega della nonna Emma, che sarà affidata ad una nostra dipendente e amica, esisteva già tanto tempo fa. Mia nonna, la mamma di mia mamma, gestiva un negozio di alimentari proprio qui a Cinquecerri”.

Francesca oggi gestisce con la sua famiglia un bar- pizzeria.- tabaccheria, quindi con un mole di lavoro già pesante; la scelta di aprire la bottega è stata una decisione ben opinata: “La chiusura del negozio che c’era prima in paese – ci racconta  -  ha causato qualche difficoltà ai residenti, soprattutto per la fornitura di latte e pane fresco ogni giorno. Una difficoltà non da poco”.

“E’ evidente che c’è la necessità della presenza di un negozio che fornisca generi alimentari, tra l’altro - continua nel suo racconto -  in paese c’è solo un forno che fa il pane e bisogna recarsi lì per acquistarlo. Ciò che mi ha frenata all’inizio è poi il timore di come affrontare questa avventura, dal momento che già abbiamo tanto lavoro. Ci ho davvero riflettuto tanto e alla fine, supportata soprattutto dalla mia famiglia, ho deciso di non togliere questa la possibilità al mio splendido paese. Nella bottega si può trovare di tutto, è il classico negozio dove puoi acquistare generi di prima necessità e specialità locali”.

'La bottega della nonna Emma’ , come la recente aperture del Bar 855 a Cerrè Sologno, sono l'esempio di come in Appennino si prova a contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale.

 

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2 Commenti

  1. Fa piacere leggere di imprenditori che, sul nostro Appennino, provano “a contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale”, e nell’augurare intanto buon lavoro agli interessati, auspico che queste attività, frutto della iniziativa privata, e che aiutano la tenuta del tessuto sociale, possano trovare al più presto forme di sostegno ed incoraggiamento economico.

    Come mi è già capitato di scrivere su queste pagine in precedenti occasioni, ritengo infatti che per il territorio montano andrebbero previste, sul piano normativo, azioni di agevolazione fiscale, agire cioè tramite lo strumento della cosiddetta “defiscalizzazione”, che mi sembra essere quello più diretto (e anche ad effetto più immediato, perlomeno a mio modesto parere).

    P.B. 01.05.2022

    P.B.

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