Elda racconta: Maggio

E’ arrivato maggio e sta ricoprendo di verde la mia amata “Pietra”, ed è un piacere osservarla al tramonto illuminata dagli ultimi raggi del sole, in mezzo al verde si affacciano le sue rocce argentate con qualche striatura gialla, colori che sembra aver copiato dalla chioma di qualche vecchia signora. Io mi inchino davanti a lei e ringrazio Dio di avermi fatta nascere in questo posto meraviglioso.

Maggio il mese degli sposi come si diceva una volta, allora i matrimoni fatti in questo mese erano tanti, si formava una famiglia sotto la protezione della Madonna, maggio era il mese dedicato a Lei, scusate mi sono sbagliata non “era”, ma “è”, anche se forse è meno sentito di allora.

Noi ragazzini aspettavamo questo mese, tutte le sere al calar del sole ci si radunava davanti all’oratorio di Santa Maria Maddalena, per recitare il Santo Rosario. Mio padre aveva la bottega da falegname proprio attaccata a questa chiesetta e ogni sera a quell’ora spegneva tutti i macchinari, per non disturbare quelli che pregavano, lui non è mai stato un gran praticante, ma aveva molto rispetto per la chiesa e per la Madonna in particolare.

A una cert’ora molta gioventù del paese si radunava in “via degli orti” allora era chiamata così, ora invece è via primo maggio, davanti a questa chiesetta che è sempre stata il punto di riferimento principale di tutti i credenti Castelnovini, le persone aspettavano l’arrivo del cappellano che scendeva a piedi ogni sera dalla Pieve per farli pregare tutti insieme.

Per i giovincelli era anche un ‘occasione per dare qualche occhiata furtiva alla bella del momento, che ricambiava con un mezzo sorriso, ma senza staccarsi dal gruppo delle ragazze. Allora esistevano ancora i maschi e le femmine, sia in chiesa che a scuola, solo verso i diciotto, vent’anni, abbiamo cominciato a scambiare chiacchiere   assieme e a programmare gite o recite in compagnia. Non esisteva la promiscuità del giorno d’oggi e io non so dirvi se ciò sia un bene o un male, so solo che allora se un ragazzo ti guardava con interesse, tu arrossivi e giravi l’angolo, eppure abbiamo trovato tutte l’anima “gemella” e abbiamo portato avanti i nostri matrimoni, bene o male, per delle cinquantine di anni.

Sarà meglio che torniamo al mese di maggio, quando nelle stalle nascevano i vitellini e la mia capra mi regalava due capretti, che quando mi mettevo seduta in mezzo all’erba del prato, mi si avvicinavano e con la loro tenera bocca tentavano di slegarmi i nastrini che mi tenevano in ordine i capelli, quando si tosavano le pecore dopo averle lavate nel Secchia, la lana di maggio era la più pregiata, oppure quando interrogavamo il famoso “cucù”:

“Oh… cucù dal bech fiurì quanc an am det prema ed tör marì !...”

Urlavamo così e cominciavamo a contare la risposta un numero imprecisato di “cucù”, sempre troppi per noi ragazzine che volevamo crescere in fretta. Anche i maschi interrogavano il “cucù”:

“Oh…Cucù dàla panéra quanc an am det prèma ed tör muiera!...”

E giù tante risate, mentre guardavamo le nostre bestie che pascolavano.

Mese delle gran fioriture di alberi da frutto, le visciole, cioè i famosi “Balìn” che punteggiavano il bosco, le amarene, le prugne “carlette”, erano nuvole bianche scese in terra, poi quelle rosa pallido dei meli e qualche rara pesca. Quando i contadini cominciavano a ripulire le siepi, raccogliendo fascine per accendere il forno, quando lungo le rive vicino al cimitero, dove oggi c’è l’eliporto, straripavano le ginestre e il cimitero era ancora molto piccolo racchiuso da quattro mura e due cancelli in ferro battuto che gli davano un non so che di signorile.

Maggio, ogni sabato e ogni domenica la strada che passava da casa mia era battuta da gruppi di persone che si recavano a rendere omaggio alla Madonna della Pietra, ma c’erano anche quelli che passavano ogni mattina molto presto e ogni santo giorno per tutto il mese si recavano ad ascoltare la prima messa al Santuario, questi erano i credenti solitari che il ritorno lo facevano quasi di corsa, perché dovevano recarsi al lavoro, chi era artigiano o chi doveva aprire il negozio in orario.

Poi l’Onorevole sul suo “Jeeppino” verde con a fianco l’inseparabile figlia Paola, lui guidava serio col sigaro spento fra le labbra, lei sempre sorridente sembrava voler rincuorare le persone che salutava, ma andavano di fretta gli ammalati non hanno tempo d’aspettare che gli altri preghino anche per loro, sentono il male e vogliono ristoro subito.

Come vedete i miei sono sempre ricordi del passato, era finita la guerra da pochi anni e la gente era molto devota e riconoscente a Maria.

Maggio il mese della Madonna ancora adesso come allora non scordiamolo e rivolgiamoci a Lei che se vuole può farlo si rivolga a Suo Figlio e Gli chieda di far cessare queste ignobili guerre che stanno distruggendo paesi e famiglie, non parlo solo dell’Ucraina, essendo questa più vicina a noi ne parliamo di più, anche perché temiamo di venirvi coinvolti, ma pensiamo anche alle altre, da anni questi vari focolai stanno distruggendo popoli ed usanze. Non vi so dire quanti popoli nel mondo siano da decenni in guerra, ho cercato una risposta su internet come del resto faccio quando voglio essere preparata a rispondere a certe domande, ma stavolta vi dirò che ho spento subito spaventata da ciò che ho letto. Allora non preghiamo solo per questa che ci colpisce di più anche perché ci appare più cruenta, ma anche per tutti gli altri popoli martoriati da anni. Chiediamo a Lei che ci metta la Sua Santa mano, preghiamo in modo che Lei ci ascolti come già l’ha fatto molte e molte volte in passato, e ci aiuti a cambiare la nostra vita solo con la “pace e il bene” si potrà ottenere qualcosa, con la guerra ci sarà solo distruzione.

E’ il mese di maggio il mese di Maria.

Elda Zannini

 

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4 Commenti

  1. Elda
    Questo scritto ha tanta grazia e leggerezza.
    È un respiro profondo di aria pulita e fa venire voglia di chiudere gli occhi per immergersi nella bellezza di quello che si è letto.

    Luca Fioroni

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  2. CIAO ELDA SEI SEMPRE LA MEMORIA “QUASI” STORICA DI CASTELNOVO NE’ MONTI
    COMPLIMENTI DI CUORE MI FAI RICORDARE MIO NONNO CANTONIERE IGINO CHE MI RACCONTAVA QUESTE COSE…..PECCATO CHE LUI E’ MORTO GIOVANE A 64 ANNI MENTRE IO NE AVEVO SOLO 8. IO SPERO CHE CONTINUI A RACCONTARCI QUESTE COSE BELLISSIME CHE FORSE AI NOSTRI GIOVANI FAREBBERO SOLO BENE………SE LE COMPRENDEREBBERO. TANTISSIMI SALUTI DA LUISITO.

    LUISITO

    Rispondi
  3. Complimenti ad Elda per il bel racconto dei tempi che furono.
    Convengo con lei che una volta c’erano maschi e femmine , con ruoli ben definiti…oggi invece siamo fluidi: mah…, quanto lavoro per la Madre di Dio !

    Ivano Pioppi

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  4. Grazie a Luca vedo che continui a seguirmi, grazie a Luisito che mi ha ricordato suo nonno che abbelliva gli argini delle strade piantandovi giaggioli (Spadun) e alberelli di noci grazie anche a Ivano condivido con lui e grazie a tutti quelli che mi seguono con pazienza. Elda

    EldaZannini

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