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Siccità, Meuccio Berselli: “Non c’è più tempo, servono investimenti”

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Meuccio Berselli segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale fiume Po

Si aggrava sempre di più la situazione della siccità. Mentre in Emilia Romagna è stata adottata l’ordinanza contro lo spreco idrico il governo è al lavoro sul decreto siccità che definirà “zona rossa” gran parte della pianura Padana. Abbiamo raggiunto Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale fiume Po, che ci presenta una fotografia allarmante dello stato attuale.

Segretario da lunedì 27 giugno sarà attiva l’ordinanza per limitare gli sprechi d’acqua, come siamo arrivati a questo punto?

Siamo arrivati a questo punto per 3 motivi principali. Il primo causato da un inverno in cui la precipitazione nevosa è calata del 60-70% e questo non ha consentito ai grandi invasi e ai grandi laghi alpini di predisporre di un giacimento d’acqua come di solito abbiamo. Il secondo fattore è determinato dalla mancanza di pioggia che in alcuni posti del distretto superano i 120 giorni di assenza di precipitazioni. Il terzo fattore riguarda le temperature che sono particolarmente alte, 3-4 gradi in più rispetto alla media, e questo ha generato la tempesta perfetta. La portata del fiume è in esaurimento, siamo in estrema siccità idrologica in tutte le sezioni con un grande e grave problema nel delta sia per quanto riguarda la tutela l’idropotabile a cui attingono 750mila persone per usi civili sia per quanto riguarda la risalita del cuneo salino che è già rientrato per 21 km e che ha modificato le falde rendendole di acqua salmastra anziché di acqua dolce.

In montagna non c’è neve e fa sempre più caldo, in pianura non piove e fa sempre più caldo, come si esce da questa situazione?

Ne usciamo ispirandoci al concetto di sussidiarietà e a uno spirito di cooperazione tra territori in cui se si ha più acqua si è disposti a non trattenerla tutta per sé ma a cederla un po’ all’amico vicino e in questo momento cerchiamo di dare una garanzia di resilienza e dignità a tutto il territorio. Operazione difficile perché il lenzuolo è molto piccolo motivo per cui abbiamo chiesto una riduzione al comparto agricolo del 20%, questo per garantirci una portata sufficiente ad evitare danni irreversibili al delta e per mettere in atto tutte quelle azioni di mitigazione dei danni che possono essere messe in campo. Il fatto che ci sia un’estrema siccità idrologica consente alle regioni di chiedere lo stato di emergenza e quindi di corrispondere i danni dovuti alle nostre scelte per il mancato raccolto.

L’acqua è il bene che tiene in piedi la nostra società eppure le si dedica cura solo quando suona l’allarme, non si poteva fare qualcosa in questi anni?

Si doveva e si poteva fare molto di più. Secondo me la nostra società non ha avuto la sensibilità o comunque l’accelerazione che avrebbe dovuto avere per quanto riguarda i processi e gli investimenti necessari all’adattamento al cambiamento climatico. Noi diciamo da anni che bisogna trattenere l’acqua perché ne tratteniamo solo il 10% di quella che cade, quindi bisogna realizzare gli invasi e soprattutto bisogna investire nel riutilizzo di acqua per la depurazione, bisogna efficientare le reti perché perdiamo circa il 43% dell’acqua nelle tubature, bisogna investire anche in un’irrigazione sempre più efficiente e di risparmio e infine confrontarsi sulla tipologia di colture che devono andare nella direzione di essere più resistenti o meno idroesigenti. Tutto questo non va fatto a spot ma va fatto con una strategia e una capacità di investimenti, questo è il sesto anno negli ultimi 20 in cui nel distretto del Po abbiamo una crisi idrica, questo è certamente l’anno peggiore perché a differenza degli altri siamo partiti con il deficit della neve quindi non abbiamo neanche potuto avere risorse stoccate.

Con strategia e investimenti c’è speranza per il futuro?

Non possiamo far altro che applicare le conoscenze che abbiamo, non c’è più tempo e siamo in ritardo. Lo dico con molta umiltà e molta modestia, spero che ci sia da parte del governo un’accelerata per consentire gli investimenti necessari per mitigare i problemi che ho cercato di descrivere.

4 COMMENTS

  1. Credo che ormai la misura sia colma…. Le risorse c’erano e sono state impiegate (scialacquate) ? diversamente. Adesso ci sono ed occorre attingervi e spenderle ,presto e bene! Abbandoniamo quindi cecità,ideologia,protervia e mettiamo in atto i cantieri per la costruzione di invasi. Faccio presente che le imprese italiane sono fra le migliori nel mondo nella costruzione di dighe , forse la politica scricchiola un pò di più. Ad maiora, ing. Cesare Gigli

    Cesare

    • Firma - Cesare
  2. Invito tutti i lettori di questa pagina a firmare la petizione:
    https://www.change.org/p/diciamo-si-alla-diga-di-vetto-reggio-emilia

    Purtroppo il portale change.org vi vesserà con richieste di denaro e richieste di utilizzare più volte la vostra email (a cui vi consiglio di dire di no), ma è necessario spingere con le nostre firme perché questo intervento, indispensabile per il futuro di tutti ed utile alla montagna, venga fatto.

    La politica è sensibile ai numeri e la pigrizia dei cittadini tende a trascurare le necessità e gli orizzonti di medio e lungo periodo, ma tempi come questi evidenziano gli errori del passato. Firmiamo perché un buon numero di firme aiuta a rimettere il tema della diga di Vetto sul tavolo dei decisori.

    SC

    • Firma - SC
  3. Si sappia che la mancata ripresa dei lavori di costruzione della Diga di Vetto dopo la comunicazione del Ministro dell’Ambiente, Carlo Ripa di Meana nel 1992 fu un errore gigantesco, ma ora qualcuno vuole commettere un errore mille volte più grande, propone un nuovo progetto di un piccolo invaso da 27 milioni di metri cubi, un invaso che provoca i danni ambientali di una qualsiasi diga ma che non darebbe alcun beneficio alla montagna e poca acqua all’agricoltura (darebbe sicuramente acqua a IREN), l’idropotabile è prioritario di legge. Costerebbe circa la stessa cifra del progetto Marcello ma dovendo fare un nuovo progetto si avranno i 27 milioni di metri cubi d’acqua nell’invaso tra 20 anni. Mi auguro che i montanari ritrovino un po’ di orgoglio, sacrificare la nostra valle per non avere benefici, questo grazie ad amministratori e politici vari a cui la montagna non importa nulla

    Franzini Lino

    • Firma - Franzini Lino
  4. Piena Condivisione con la Petizione.
    Come dice l’ Ingegner Gigli : Ad Maiora Semper!
    Ricordo ai decisori… L’ art. 1 della Costituzione Italiana… qualora qualcuno ne avesse smarrito il significato … e/o lo sapesse a sua insaputa!
    Semper verum est in Republica!

    Max Pinelli

    • Firma - Max Pinelli