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Settanta volte sette, il nuovo libro di Renato Borghi

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Non si tratta di formule cabalistiche o scaramantiche. E neppure dell'approfondimento del pensiero di Gesù “Dovrai perdonare settanta volte sette” (Mt 18, 21/25), anche se un riferimento a quest'ultimo concetto lo si trova a conclusione della lettura. È semplicemente una raccolta di poesie, un regalo che Renato ci  fa per passare meglio l'estate e ricaricarci di fiducia.

Tecnicamente ogni componimento (settanta) è costituito da una strofa di sette versi, a rime alterne o baciate, e predomina l'intramontabile endecasillabo che offre una musicalità e un respiro ampio e sereno.

Il contenuto viene così riassunto dalla presentatrice dell'opera, Cristina Vettori: “Una sorta di enciclopedia del presente in cui i temi sono trattati sempre senza alterigia, senza la presunzione di avere la verità in tasca ma semmai con il beneficio del dubbio di fronte all'immensità e al mistero della storia umana”.

Ho percepito che il dubbio, la delusione, anche la sofferenza possono diventare dei gradini per ascendere, per migliorarci.

Gli argomenti trattati? Da quelli più intimi e sempre attuali (i rapporti con la famiglia e col territorio, l'amore, le aspirazioni artistiche e intellettuali) a quelli della prosaica quotidianità, della cronaca, lasciando comunque spazio alla speranza: “Siamo come le api sui fiori. / Ci posiamo un attimo, / poi siamo altrove. / Ma qualcosa del nostro transito rimane. / Il nostro viaggio non è stato inutile. / Siamo di passaggio per restare”.

Ci capita di incontrare chi si considera superiore ed osteggia quanto di utile ci propone la società? “Fra chi nega lo sbarco sulla luna / e chi non crede sulla terra tonda, / c'è chi s'affida solo alla fortuna / e chi di bufale bestiali abbonda, / e il proprio mondo tutto intorno inonda. / Questa è la gara che nel mondo avanza: / si chiama Festival dell'ignoranza.

C'è il richiamo a posizioni pretestuose contro la vaccinazione, con la conclusione che “Sfidando la ragione lui fa festa, ma “la propria verità tenendo viva / trova la morte in terapia intensiva”. C'è anche il problema del suicidio assistito, per il quale neppure i politici più intraprendenti si decidono a proporre una soluzione. E c'è pure una interpretazione di Bismantova: “Dai ali ai sogni sfuggiti di mano”.

Beh! Non voglio guastare la sorpresa. Se gradite una lettura serena, magari “Sotto l'ombra di un vecchio faggio” ove “fermare il tempo all'infinito”, oggi la possibilità c'è: Settanta volte Sette – poesie di Renato Borghi.