Appennino, torna il turismo ma manca la ricettività

La Pietra di Bismantova vista da Ginepreto, di James Whitlow Delano.

Voglia di montagna e di visitare la bellezze dell'Appennino reggiano: i turisti tornano e, dopo il blocco dovuto alla pandemia, tornano anche gli stranieri.

E' boom di turisti dunque ma l'offerta non riesce a soddisfare pienamente la domanda, così come ci spiega Rachele Grassi, responsabile dell’ Ufficio turistico di Castelnovo Monti (Iat).

“Abbiamo una domanda turistica molto forte. Agosto è un mese bello pieno, ma ci sono state richieste fin dalla scorsa primavera per case in affitto da parte di chi voleva venire in vacanza in Appennino. Siamo al punto che abbiamo esaurito la ricettività: c’è davvero pochissima disponibilità; si fa fatica a trovare un alloggio. Per fare qualche esempio, a Castelnovo ne’ Monti o Cerreto Laghi sono ben organizzati nel senso che hanno una buona accoglienza, ma non è così negli altri comuni, ci sono poche strutture nel comune di Villa Minozzo e in quello di Ventasso. Fa eccezione, come dicevo prima, Cerreto Laghi dove non mancano alberghi e ristoranti".

“Come ufficio IAT- conclude - rispetto allo scorso anno, abbiamo ricevuto molte più telefonate e email di richieste e riscontriamo un notevole aumento di persone che vengono a chiedere informazioni. E quello che soddisfa è anche il ritorno degli stranieri. Finalmente, dopo il blocco causato dalla pandemia, li  ritroviamo seppur  in una percentuale minore rispetto agli italiani, ma sono tornati".

 

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2 Commenti

  1. Se ci sono aree del nostro Appennino dotate di strutture numericamente insufficienti per rispondere alla attuale richiesta turistica, a me pare che la ragione di questo “scompenso” vada cercata innanzitutto nella “disaffezione” verso i nostri bei luoghi – cui sono state preferite altre località turistiche estive – iniziata ben prima del Covid.

    Se tale disaffezione – che mi sembra aver riguardato in larga prevalenza la movimentazione turistica interna, ossia di casa nostra – darà segni abbastanza costanti e stabili di recupero, o controtendenza, viene ragionevolmente da supporre che la ricettività andrà via via a crescere, in modo sostanzialmente parallelo.

    Credo poi si possa dire che questo “turismo di ritorno” è avvenuto in maniera del tutto spontanea, com’è verosimile che così succeda anche per l’adeguamento della ricettività, il che può significare che nel futuro della nostra montagna l’intraprendenza e lo spirito d’iniziativa dei suoi operatori potrebbero giocare una parte molto importante.

    P.B. 11.08.2022

    P.B.

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  2. Le cause dell’attuale situazione sono molteplici, non ultima quella delle seconde case dove sono state staccate le utenze per non pagare la Tari che spesso diventa una tassa iniqua e piuttosto rilevante e di conseguenza non possono essere affittate. Quest’anno in particolare vi era una discreta richiesta e per assurdo mancava l’offerta. Se vogliamo ancora avere ambizioni turistiche, serve un profondo e radicale ripensamento, sia per ciò che riguarda le strutture che come mentalità.

    Antonio D. Manini

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