Al Teatro Bismantova il 12 Settembre alle h 20:30 Giampiero Lupatelli presenta il suo ultimo lavoro col quale riflette su come la montagna da fardello diventa opportunità di crescita

Al Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti, lunedì 12 settembre alle ore 20:30, nell’ambito della rassegna “Teatro Parola”, Giampiero Lupatelli presenta in anteprima il suo nuovissimo libro intitolato “La montagna del latte. E le altre” (Ed. Consulta e progetti). Con lui a parlare di territorio montano saranno presenti Marco Bussone (presidente nazionale Uncem) e Barbara Lori (assessore regionale alla montagna).

L’autore racconta in seicento pagine come i valori che esprime la montagna si trasformano da “semplice vanto” per chi la abita a “concreto strumento per realizzare delle strategie di sviluppo locale”.

Senza svelare la trama del libro e le conclusioni alle quali giunge, l’autore anticipa che “si argomentano le motivazioni secondo le quali ci sono ottime ragioni per cui un paese possa puntare sulla sua montagna non considerandola un fardello da portarsi dietro ma una risorsa importante per stimolare la crescita dell’intera nazione”.

Approfondendo Lupatelli così prosegue: “Scorrendo il testo si scopre ciò che penso della montagna, dei suoi problemi ma anche delle sue speranze, prospettive e opportunità. Si tratta della visione di un osservatore tecnico che misura i fatti ma in qualche modo è partecipe e lo sono per quel che è stato il mio vissuto, grazie agli impegni professionali che mi hanno portato a conoscere diverse località montane. Da qui il sottotitolo del volume: ‘Riflessioni politiche sui destini delle montagne italiane all’ombra della Pietra di Bismantova’ “.

L’attenzione viene immediatamente attratta dal riferimento esplicito alla rupe dantesca che Lupatelli spiega come segue: “La Pietra di Bismantova ricorre di per se già nel nostro immaginario ma vado oltre. In uno dei saggi c’è la  rielaborazione di una lettera aperta che ho scritto a Giulio Ferroni (dantista). Ero stato molto colpito quando è uscito il suo libro “L’Italia di Dante” (ricostruzione in chiave moderna della topografia dei luoghi danteschi). Alla domanda che gli è era stata posta in radio dove gli si chiedeva se c’è nel nostro Paese oggi un luogo che le parla dell’Italia di Dante, ha risposto, senza esitazione, ‘La Pietra Di Bismantova’. Questa in effetti è diventata un po’ un riferimento culturale, un’idea di quello che permane di una lunga tradizione. Non è solo il riferimento locale per noi ma è anche un simbolo di più ampia portata, di dimensione nazionale. La Pietra evoca la storia comune, la nostra identità nazionale, è ciò che dice quanta montagna c’è nella nostra identità nazionale”.

Il lavoro narra una storia partendo dalla rielaborazione di documenti e scritti prodotti dall’autore nel corso degli anni sugli argomenti che sono stati oggetto dei suoi impegni professionali. E’ sviluppato in trentasei capitoli ciascuno dei quali ha un senso di per se. Il testo si  può quindi “spiluccare” al bisogno, leggere man mano che serve. E’ una sorta di deposito di tante considerazioni che possono essere fatte e lette nell’ordine che proposto dall’autore ma anche in altro modo in quanto la sostanza non cambia.

L’ampio volume si articola in due parti.

La prima “La montagna – le montagne“ è descrittiva  e si compone di tre sezioni. Si inizia con  quadro generale delle montagne italiane per poi scendere nel dettaglio della “Montagna del Latte”, per concludere con la parte dedicata alle “altre” montagne che sono quelle nelle quali l’autore si è misurato professionalmente.

La seconda parte “Una nuova centralità per la  montagna” riporta gli aspetti più propriamente politici. Consta di tre sezioni: “Le ragioni della crescita” apre con l’analisi degli aspetti prettamente economici del tema trattato, si prosegue con “I profili della diseguaglianza” e si chiude con “Nel giardino dell’eden” che par la di ambiente e sostenibilità.

 

Con le parole che seguono Lupatelli presenta il volume. “La lettura credo possa interessare  tutti quelli che sono preoccupati politicamente del destino della montagna: amministratori, imprese, economie, cittadini. I contenuti si rivolgono a coloro che guardano alla montagna con occhio partecipe e interessato. Può essere un buon strumento di conoscenza per chi si occupa ad esempio del contrasto della decrescita demografica o  per chi si impegna nella valorizzazione del capitale umano e naturale montano. Anche i giovani possono trovare il testo coinvolgente. Sicuramente può incuriosire coloro che stanno cercando nella montagna ragioni per restare o ragioni per venire”.

Giampiero Lupatelli, economista territoriale, si è formato ad Ancona con Giorgio Fuà e Massimo Paci. Da quaranta anni si occupa di politiche territoriali collaborando con Osvaldo Piacentini e Ugo Baldini nell’alveo della tradizione urbanistica di CAIRE, la più antica società professionale d’Europa in forma cooperativa. Ha partecipato alla redazione del Progetto Appennino della Regione Emilia Romagna, all’Atlante Nazionale del Territorio Rurale per il Ministero delle politiche Agricole, al progetto Appennino Parco d’Europa (APE) per il Ministero dell’Ambiente, alla Strategia Nazionale per le Aree Interne.

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