Appennino, strappati i manifesti elettorali di Fratelli d’Italia

Manifesti elettorali di Fratelli d' Italia strappati a Felina di Castelnovo né Monti e a Ramiseto.

E’ quanto denuncia il presidente del circolo di Fratelli d ' Italia di Castelnovo Sauro Fontanesi: “Esprimo profondo rammarico per quanto accaduto, segno di profonda intolleranza e di spregio alla democrazia. Come Fratelli d 'Italia non abbiamo mai cercato dei nemici da combattere ma degli avversari politici con i quali confrontarci, nel bene della nostra comunità”.

“A quanto pare – continua - i cattivi maestri ritengono che insegnare, proteggere e stimolare simili comportamenti possa a loro portare un incremento di consenso. Noi, a tale incremento, frutto di comportamenti anti democratici, rinunciamo decisamente. Di quanto accaduto abbiamo trasmesso notizia al comandante della Polizia Locale di Castelnuovo ne' Monti ma non abbiamo ancora ricevuto risposta”.

 

 

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18 Commenti

  1. Questa è la democrazia applicata da alcune menti che pensano di combattere gli spettri del fascismo usando sistemi fascisti. Assalto ai gazebo, impedire lo svolgimento dei comizi e strappare i manifesti degli avversari sono metodi vergognosi ma che accadono sempre più frequentemente e la cosa preoccupa. Non sono il colore dei simboli o delle bandiere che fanno essere fascisti, sono le azioni, i comportamenti verso gli avversari, e queste di cui parliamo come le definireste ? Questi episodi mi fanno pensare a quei personaggi che essendo senza argomenti validi per sostenere un discorso civile, alzano la voce e a volte le mani. Non so ancora se mi fanno più rabbia o più pena.

    Antonio D. Manini

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  2. Scusa ma cosa c’entrano i vigili con dei cartelloni strappati ? Vuoi metterli a presidiare h 24 i cartelli ? Per 2 cretini in vena di bravate

    Franco

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  3. Fontanesi ha ragione. La Polizia Locale e i Carabinieri devono intervenire. Futuro Sindaco siamo con lei.

    Marco

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  4. Queste azioni non sono degne di alcun commento. Questi he non hanno altre forme di lotta politica, non ci mettono la faccia e neppure hanno un barlume di idee sono peggio degli ignavi di memoria dantesca. A questi trasmetto un detto di saggezza popolare:”La madre degli imbecilli è sempre Incinta”.
    Cavana

    Cavana

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  5. P. S. Questi non sono fascisti, né comunisti, né altro che abbia attinenza col confronto politico. Sono imbecilli, maleducati e senza gli attributi necessari per la vita civile
    Cavana

    Cavana

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  6. se devono vincere vincono comunque, non pensi l’autore di un simile gesto di cambiare le carte in tavola.

    anonimo

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  7. Condanno il gesto, ma la gravità dell’accaduto va a mio avviso ridimensionata. Penso che il primo partito d’Italia possa avere la disponibilità economica di riattaccare quattro manifesti strappati dal vandalo di turno.
    Vero spregio alla democrazia è piuttosto, sempre a mio modesto parere, difendere i poliziotti che hanno massacrato i manifestanti a Genova, oppure opporsi all’istituzione del reato di tortura perchè “impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”.

    Andrea

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  8. Certo che strappare manifesti non è una cosa ben fatta, Forse chi lo ha fatto non è d’accordo con chi si allea all’estrema destra di Orban e non vuole che in Italia vada al potere l’estrema destra anti europeista.

    Max Carpineti

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  9. Che scocciatura sempre offendersi a vicenda. Invece di metterla sulla difensiva “con noi non facciamo queste cose” e sentirsi sempre attaccati da tutti era più intelligente segnalare l’accaduto e non commentare. Non saranno degni di notorietà chi ha fatto questo gesto ma neanche chi lo ha ricevuto a risposto in maniera da contraddistinguersi.

    Luca Rodolfi

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  10. Io non so se il deprecabile episodio sia ascrivibile ad atti di vandalismo, o abbia invece motivazioni di natura politica, ma nella seconda eventualità mi verrebbe da pensare che gli oppositori di FdI abbiano poco da dire se devono ricorrere a questi mezzi di “lotta politica”, dopo aver gridato inutilmente al pericolo fascista (inutilmente, ho scritto, con riferimento al dato dei sondaggi, ancorché solo le urne potranno confermare o meno tale dato).

    Quanto ad Andrea, che fa la graduatoria degli “spregi alla democrazia”, mettendo questo fatto in terza o ultima fila, dovrebbe aver presente che così facendo, nel senso di utilizzare tale principio, c’è sempre modo di “declassare” e far passare in second’ordine l’uno o altro problema, potendosi trovare sempre qualcosa di più importante da anteporre, il che può tornare comodo ogniqualvolta si vogliano tatticamente sminuire questioni “scomode”.

    Circa poi il ritenere “che il primo partito d’Italia possa avere la disponibilità economica di riattaccare quattro manifesti strappati dal vandalo di turno”, stando sempre al commento di Andrea, sarebbe suppergiù come il giustificare il danneggiamento di qualcosa posseduto da una persona abbiente, visto che la stessa ha le possibilità economiche per ripararlo, il che non mi sembrerebbe granché condivisibile (quasi un eco dei cosiddetti “espropri proletari”).

    P.B. 16.09.2022

    P.B.

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    • Ha ragione P.B. quando afferma che il “benaltrismo” è pratica assai diffusa. E lo sa bene, visto che qualche tempo fa minimizzava il disdicevole episodio della citofonata di Salvini. Alla faccia del garantismo, che per qualcuno sembra valere solo per ricchi imprenditori e politici corrotti. Ognuno ha la propria scala di priorità, e la mia rimane quella espressa nel precedente commento.
      Per il resto, P.B. mi pare troppo colto per non conoscere il significato della parola “esproprio”, che significa appropriazione. In questo caso i manifesti non sono stati espropriati ma vandalizzati. Capisco che il tema sia assai ricorrente nei commenti di P.B. ma mi pare fuori luogo tirarlo in ballo quando c’entra poco o nulla.
      Infine, in risposta agli altri commenti, tengo a ribadire che non è mia intenzione giustificare il gesto. Solo mi stupisce sentire parlare di spregio alla democrazia esponenti di un partito che ha preso certe posizioni. Tutto qui.

      Andrea

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  11. Sicuramente certi atteggiamenti e attacchi rivolti ultimamente a G. Meloni possono favorire certi atti …. fascisti. Pensiamo ai problemi veri degli italiani anzichè fare demagogia. Ma da chi ha distrutto pensioni, sanità, lavoro … cosa ci si può aspettare?

    Solstizio

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  12. La vera vergogna – a mio avviso – è che nessun altro partito si è degnato di appendere i manifesti nel nostro capoluogo e dintorni. Questo mi fa pensare al peso che dobbiamo avere noi montanari in politica. Certo, so che circoleranno volantini in maniera esponenziale, ma “metterci la faccia” dà più lustro al proprio schieramento. Costi anche essere strappati.

    mn

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  13. Se strappano quelli di destra va bene quelli di sinistra no. Il dott. Fontanesi ha solo segnalato la faccenda, cosa c’entra la diaz e ul reato (ridicolo) di tortura. E poi cosa c’entra con il partito politico in questione? La sinistra parla sempre di quelle tre cose.

    Marco

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    • Sono convinto che se il signor Marco, o un suo famigliare, o un suo amico, avesse subito certi trattamenti, si guarderebbe bene dal definire “ridicolo” il reato di tortura.

      Andrea

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  14. ….quanto moralismo e quanta demagogia su un gesto che ho visto fare in tutte le elezioni e a danno di tutti i partiti. Condanno ovviamente il gesto, sicuramente antidemocratico, però mi piacerebbe ricordare anche chi vandalizza le lapidi dei partigiani (…mi pare sia successo anche recentemente) o chi risponde alle manifestazioni della sinistra con pestaggi e cariche a volto coperto (..reminescenze dei tempi dell’università). A chi invece ‘piange’ il disinteresse dei partiti verso la montagna perchè non ci sono manifesti appesi negli appositi spazi, rispondo di fare un giro in pianura: potrà verificare che tali spazi risultano vuoti in quasi tutta Italia: evidentemente la resa elettorale di tale strumento e’ giudicata non sufficiente …e forse serve solo per polemiche inutili e ridicole come quella citata in questo post.

    carlo

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  15. Rispondendo a “carlo”, che sembra minimizzare e banalizzare l’episodio, le società si nutrono anche di simboli e “riti”, anzi ne stiamo forse riscoprendo l’importanza dopo che si è cercato da più parti di sminuirne il significato, e i manifesti elettorali rientrano nella nostra tradizione e ritualità pre-voto, anche se paiono andare via via in disuso perché sostituiti da altri mezzi di “propaganda e promozione politica”.

    P.B. 20.09.2022

    P.B.

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  16. Ad Andrea, attento osservatore, e anche censore dell’altrui pensiero – lo dico in modo non critico perché apprezzo chi esprime delle posizioni, anche se diverse e lontane dalle mie – non dovrebbe sfuggire che il mio quasi accostamento tra lo strappare i manifesti elettorali e “l’esproprio proletario”, accumunava due sfregi alla proprietà altrui che a me paiono essere, in entrambi i casi, un disvalore.

    Quanto a temi ricorrenti nei miei commenti, come dice sempre Andrea, può essere in effetti che io abbia la fissa dei “valori”, ma nel corso degli anni ne ho visti “buttar via” tanti, con la scusa o ragione che occorre liberarsi da vincoli e conformismi, il che mi fa supporre che anche questo sia stato causa del disorientamento in cui è via via scivolata la nostra società (secondo il mio opinabile punto di vista).

    P.B. 24.09.2022

    P.B.

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