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CCIAA, in aumento le imprese reggiane attive: terzo trimestre positivo per 177 unità

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Continua ad essere positivo il saldo tra le imprese che si sono iscritte al Registro della Camera di Commercio (627) e quelle che, al contrario, hanno espresso la volontà di non proseguire l’attività (450): 177 imprese in più, dunque (erano state 285 tra aprile e giugno), che portano il totale delle imprese attive in provincia di Reggio Emilia a 49.343, con uno 0,3% in più rispetto al giugno scorso e un +0,9% rispetto alla fine di settembre 2021.

L’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio evidenzia, tra l’altro, che la crescita registrata nel terzo trimestre 2022 porta il numero delle imprese reggiane attive leggermente al di sopra di quello del periodo pre-covid: rispetto al settembre 2019, infatti, si registra un aumento pari all’1,6%.

La performance migliore viene dal settore delle costruzioni, che nel terzo trimestre del 2022 mostra una crescita dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, mentre è leggermente in calo l’industria, che con un -0,2% scende a 6.356 imprese. Stazionario rispetto al trimestre precedente l’andamento del commercio all’ingrosso e al dettaglio, con 9.854 imprese attive.

Per quanto concerne le aziende che forniscono servizi alle imprese, crescono di 32 unità arrivando a 9.686, grazie soprattutto al buon andamento delle attività immobiliari (3.104), delle attività professionali, scientifiche e tecniche (1.923 le imprese a fine settembre), a quelle del noleggio, agenzie di viaggio e altre attività di supporto alle imprese (1.469) e da quelle dei servizi di informazione e comunicazione (1.054).

In attivo, nel trimestre luglio-settembre 2022, anche le imprese reggiane che svolgono attività dei servizi rivolti alla persona (3.207) e buon andamento delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, con un incremento dello 0,2% , arrivando a quota 2.816 imprese.

In lieve calo, invece, il settore primario; quest’ultimo registra 14 imprese in meno, portando la consistenza imprenditoriale agricola a 5.767 unità.

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1 commento

  1. Sarebbe interessante capire meglio le caratteristiche di queste nuove aziende suddivise per età degli imprenditori/trici, la distribuzione geografica sul territorio, gli investimenti in termini economici. Il fenomeno del lavoro precario
    è sicuramente diffusissimo e le aziende più grandi “consigliano” l’apertura di una partita IVA ai propri dipendenti caricando su di loro tutti i costi e le incertezze collegati. Che solidità prospettica possono avere queste “nuove aziende” lo vedremo e lo vedranno sopratutto questi nuovi imprenditori. La precarietà del lavoro dipendente sta forse contaminando anche quello imprenditoriale. Cordialità C.V.

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