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CCIAA, cresce l’impresa al femminile

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Commercio, comparto dei servizi alle imprese, attività ausiliarie dei servizi finanziari, attività professionali scientifiche e tecniche: sono questi i settori che registrano una crescita, nel terzo trimestre 2022, tutta al femminile.

Le imprese capitanate da donne sono arrivate a 10.256 unità, 35 in più rispetto al 30 giugno scorso, corrispondente ad un incremento dello 0,3%, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui dati Infocamere.

Il confronto annuale evidenzia inoltre la presenza di 121 imprese in più rispetto al settembre 2021, corrispondente ad una variazione dell’1,2%, mentre rimane stabile al 18,6 % la quota di imprese femminili sul totale delle imprese della provincia di Reggio Emilia.

La suddivisione per settori è rimasta sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti.

La maggioranza delle imprese femminili reggiane continua ad operare nel commercio che, da solo, vede una quota del 24,1% sul totale delle aziende guidate da donne; in quest’ambito, infatti, si concentrano 2.472 imprese femminili, con una prevalenza di quelle attive nel commercio al dettaglio (1.695 unità).

La graduatoria assegna il secondo posto al comparto dei servizi alle imprese con 1.934 aziende femminili, la maggioranza delle quali è presente nel comparto immobiliare (686 imprese), seguita dalle 163 che svolgono attività ausiliarie dei servizi finanziari, dalle 193 impegnate in attività di supporto per le funzioni di ufficio, e dalle 151 che sviluppano altre attività professionali scientifiche e tecniche.

Sebbene il comparto dei servizi alla persona giunga terzo nella classifica della presenza femminile nell’imprenditoria reggiana con 1.468 aziende, è proprio qui che la componente femminile risulta determinante, con una quota del 43,6% sul totale delle aziende attive nel settore.

Un’incidenza rilevante, dunque, che sale al 50,4% nell’ambito della sanità e dell’assistenza sociale e si porta addirittura al 64% all’area “altri servizi alla persona” (dalle lavanderie ai saloni da parrucchieri).

Stabili le imprese in rosa nell’ambito delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, con 1.008 unità, concentrate soprattutto nell’ambito dei servizi di ristorazione (937 aziende). Nel segno della stabilità anche l’agricoltura (1.289 aziende guidate da donne) e il comparto delle attività manifatturiere, in cui sono presenti 1.252 imprese femminili, 445 delle quali (35,5%) operanti nel tessile abbigliamento, 196 (15,6%) nella fabbricazione di prodotti in metallo e 112 (9%) nell’industria alimentare

In crescita, infine, la presenza di imprenditoria femminile straniera; al 30 settembre di quest’anno, infatti, la componente delle imprenditrici non nate in Italia ha guadagnato il 2,7% rispetto all'anno precedente (da 1.385 a 1.423 imprese registrate), confermando il trend degli ultimi anni.

Analizzando le cariche femminili iscritte nel Registro delle Imprese, limitando l’analisi alle imprese individuali, le sole per le quali è possibile reperire lo stato di nascita dell’imprenditore, Cina, Nigeria, Marocco e Romania restano i principali Paesi di origine delle imprenditrici straniere.

 

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