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Emergenza siccità in Regione, la Cabina di regia provvede

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Dieci milioni e mezzo. È questa la somma stanziata dalla Regione Emilia-Romagna per affrontare l’“emergenza siccità” dello scorso anno. È stato proprio il Governo, infatti, che ha ritenuto necessario iniziare subito a prendere provvedimenti per contrastare il fenomeno: le risorse ammontano oggi a 8,7 milioni di euro per la realizzazione di 58 interventi tra quelli già conclusi e quelli in corso, insieme a 1,8 milioni per altri 21 nuovi interventi imminenti.
Le scarse precipitazioni, le portate dei fiumi esigui, i livelli acquiferi delle falde basse, le temperature elevate sono solo alcune delle tematiche più incombenti discusse durante la riunione della Cabina di regia in Regione.
L'anomalia climatica del 2022 continua a preoccupare: l'anno scorso, in media regionale, ha visto il registrarsi del nuovo valore più alto dal 1961.

A causa della perdurante assenza di precipitazioni, la vicepresidente della Regione con delega all’Ambiente, Irene Priolo, ha convocato un incontro di aggiornamento della Cabina di regia sulla criticità idrica, dichiarando che sono in corso le valutazioni sui provvedimenti da adottare in caso di necessità per non lasciarsi trovare impreparati.

“L’obiettivo dell’incontro è fare una fotografia della situazione attuale - ha sottolineato Priolo -. Quest’anno, purtroppo, le premesse non sono accattivanti. Parlano i dati: anche se dovesse arrivare una stagione ‘sufficientemente’ piovosa, le falde idriche potrebbero non raggiungere un riempimento adeguato. Occorrerà condurre al più presto una seria valutazione sui provvedimenti necessari per non farci trovare impreparati. Come Regione - ha aggiunto la vicepresidente - abbiamo realizzato interventi mirati e continuiamo a lavorare su più fronti, monitorando costantemente la situazione per affrontare la prossima stagione estiva focalizzandoci in particolare sulla Romagna e la diga di Ridracoli”.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti dell’assessorato all’Ambiente, Autorità Distrettuale Fiume Po, Aipo, Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, Arpae, Atersir, Gestori Servizio Idrico integrato, Anbi (Unione regionale delle bonifiche) e Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna.
Sono stati letti i punti riguardanti anche le risorse assegnate dal Governo per far fronte all’emergenza siccità 2022 in Emilia-Romagna che, ad oggi, risulta essere la Regione che ha ricevuto più aiuti: si parla di 58 interventi di cui 13 conclusi o in corso e altri 21 da avviare.
A febbraio è previsto un aggiornamento della Cabina di regia con la partecipazione degli enti locali, così da poter valutare eventuali provvedimenti di loro competenza.
Tra i numeri dell’anno appena concluso, oltre alle temperature elevate, anche la quantità di pioggia ha segnato numeri inconsueti: sono caduti complessivamente circa 670 mm d’acqua rispetto ai circa 900 mm di media registrati tra il 1991 e il 2020. Quello appena concluso si annovera tra i 5 anni più siccitosi dal 1961 dato che per tutto il 2022 le precipitazioni si sono mantenute vicine o inferiori ai record minimi precedenti, in particolare nei mesi di luglio, agosto e novembre.
La temperatura media regionale di 14.1°C ha registrato il nuovo valore più elevato dal 1961 e gli ultimi giorni del 2022 sono stati i più miti almeno dal 1991, con uno scostamento di +5.7 °C rispetto al clima degli anni 1991-2020 e +6.3 °C rispetto al clima del periodo 1961-1990. È stata eccezionale anche la temperatura del 1° gennaio 2023: gli 8.6 °C medi regionali sono di gran lunga il valore più elevato dagli anni ‘60.

I livelli delle falde, aggiornati al 10 gennaio 2023, risultano più bassi in tutto il territorio rispetto a quanto registrato a gennaio 2022, ad eccezione del conoide (ossia l’accumulo, a forma conica, di detriti che si forma allo sbocco del corso d’acqua in pianura o nel fondovalle) Trebbia-Luretta nel piacentino. I valori di soggiacenza sono nettamente in calo in tutta la regione. Anche gli invasi, purtroppo, non presentano una situazione ottimale.

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1 commento

  1. Ritengo che spendere soldi di noi Italiani in questo modo sia un sistema per avere consensi ma non certo per risolvere il problema idrico dell’Emilia Romagna, problema che questa Regione per la sua configurazione geografica non dovrebbe assolutamente avere. Per risolvere il problema idrico, irriguo e idropotabile, non occorre organizzare summit che coinvolgono tanti Enti, basterebbe prendere una cartina geografica fisica dell’Emilia Romagna per comprendere che dalla dorsale Appenninica, da Piacenza a Forlì, scendono centinaia tra fiumi e torrenti che portano a mare ogni anno decine di miliardi di metri cubi di acqua di montagna; basterebbe verificare se esiste qualche località idonea a trattenere parte di queste acque, località come Vetto (PR-RE), Castrola (BO), Armorano (PR), Farini (PC), ecc. per risolvere tutti i problemi idrici di questa Regione; ma temo che il problema sia proprio qui, il problema non lo si vuole proprio risolvere, finirebberp certi businnes, e allora ci si aggrappa agli specchi distribuendo alcuni milioni di Euro, per dimostrare che si sta facendo qualcosa. Se la neve che cade è diminuita per i cambiamenti climatici, cade pioggia in abbondanza, lo vediamo in Val d’Enza da due mesi, piove in continuazione e l’Enza è sempre piena; anche in Sicilia o in Puglia non cade la neve ma i Pugliesi con la Diga di Monte Cotugno, tra Puglia e Basilicata, da 600 milioni di metri cubi di acqua assicurano molta acqua all’agricoltura, ai prati, alle industrie e ai rubinetti, ma anche in altre Regioni Italiane sono state fatte dighe da 200, 400 o 800 milioni di metri cubi per assicurare l’acqua a chi ne ha bisogno, ma in Emilia, pur avendo il settore agroalimentare più importante d’Italia non si riprendono neppure i lavori della Diga di Vetto, si parla di studi di fattibilità, che ritengo ridicoli. Leggo che le falde sono in esaurimento, è normale che lo siano, si consente di prelevare ogni anno decine e decine di milioni di metri cubi d’acqua da falda e ora ci si meraviglia se si stanno prosciugando!!!, ma in che mondo siamo, ben sapendo che le Dighe ad uso irriguo sono la principale risorsa proprio per le falde. Ci sarebbe da scrivere una enciclopedia ma credo che fino a quando non si cambieranno alcune cose, questo problema il sottoscritto non lo vedrà risolto.
    Lino Franzini
    Presidente della Municipalità di Ramiseto

    http://FranziniLino

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