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Carpineti, i parroci nelle stalle a benedire gli animali

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Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate ed è tornato l’appuntamento con una delle ricorrenze molto attesa nelle campagne: una tradizione molto antica nella Chiesa che si rinnova di anno in anno, acquistando un significato particolare soprattutto nelle zone con una forte cultura agricola.

Una festa religiosa e popolare insieme. A Carpineti don William Neviani ci racconta cosa e come è cambiata in questi anni.

“Dopo l’interruzione dovuta alla pandemia – spiega - ho ripreso, insieme ad un altro sacerdote, la benedizione delle stalle qui a Carpineti. Abbiamo iniziato tanti anni fa e tante cose sono cambiate. Nel nostro territorio ne restano ormai, circa una quindicina; quelle piccole ormai sono sparite. All’interno ci lavora personale straniero, spesso di altre religioni ma ci accolgono sempre con un sorriso e cortesia. C’ è anche qualche proprietario che chiede la benedizione non tanto per fede o per vocazione ma più per superstizione. E poi c’è chi invece resta ancorato al suo vecchio significato. Per noi resta comunque un momento importante sia dal punto di vista religioso che di convivialità, da condividere con gli agricoltori e gli allevatori”.

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