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Il dottor Fabio Croci: “Così sono cambiate le cose in ospedale a Castelnovo”

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Il dottor Fabio Croci, medico in pensione da circa due mesi che ha  lavorato per ventitrè anni all’ospedale Sant’ Anna di Castelnovo, è intervenuto nel corso della manifestazione organizzata dal gruppo Facebook ‘Associazione La rinascita della montagna’ che si è svolta a Castelnovo sabato 21 gennaio.

“Sono qui perché è necessario dare un sostegno – spiega il dottor Croci – perché purtroppo l’ospedale sta perdendo moltissime potenzialità e sono un po’pessimista.  Negli anni ho visto la perdita di diverse opportunità che l’ospedale poteva avere: abbiamo perso il radiologo reperibile, l’ortopedico reperibile, abbiamo una ginecologa che di sabato non c’è e durante la settimana c’è fino alle 4 o 5 del pomeriggio".

Il dottor Croci ha lavorato al pronto soccorso e auto medica con molto orgoglio "ora, afferma che le cose stanno un pochino precipitando, anche per la mancanza degli operatori sanitari, sia medici che infermieri.

“Sento spesso i miei colleghi e si lamentano – afferma - perchè lo stipendio è sempre lo stesso ma si lavora sempre di più. Ma il problema è che dobbiamo dipendere sempre dall’ospedale di Reggio Emilia perché è aperto a tutte le ore, o quasi perché anche lì ci sono delle reperibilità”.

Comunque rivolgersi a Reggio è un gran problema quando si devono risolvere soprattutto le emergenze dovute alla lontananza e spiega: “Caricare un paziente sull’ambulanza e trasportarlo non è una cosa così semplice, occorre organizzare il viaggio e così il tempo passa”

E poi non manca un accenno al problema del punto nascite: “Far partorire una donna in ambulanza, al pronto soccorso o a domicilio, e io l’ho fatto, è un cosa stressante anche per un operatore sanitario. Questa cosa deve finire”.

“Mi auguro - conclude- che ci sia un futuro. Ma non vedo grandi alternative”.

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3 Commenti

  1. Un grazie di cuore al Dott. Paolo Croci per il suo intervento e le sue parole, dice semplicemente pane al pane e vino al vino, cose mai sentite da politici e amministratori locali, sembra che su questi paesi montani sia vietato parlare. L’ospedale di Castelnovo, vista la distanza da Reggio Emilia, non andava minimamente sguarnito, chiunque doveva comprenderlo, ma nulla è stato fatto per impedire che sia ridotto in questo stato. La speranza non muore mai, ma per avere una speranza su queste terre alte occorre che gli Amministratori e i Politici locali pretendano di avere ciò che serve per garantire la vita su questi paesi, fatti, non parole o promesse, servono le infrastrutture, a partire da una buona viabilità, manca tutto, da Castelnovo se vai al Cerreto arrivi che sei ubriaco, non si chiede Aeroporti, Autostrade o Alta Velocità, ma almeno una fondovalle che raggiunga l’Appennino; basti pensare a che tipo di strada c’è tra Vetto e Ramiseto, passa ancora su due guadi, peggio del terzo mondo, ma qui vige il silenzio assoluto, sembra che l’unico obbligo sia tacere e ubbidire.
    Lino Franzini
    Presidente della Municipalità di Ramiseto

    http://FranziniLino

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