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Unità Pastorale di Carpineti: “Il sapere specifico del discepolo”

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UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro, Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 05 al 12 febbraio 2023

 

DOMENICA

05 febbraio

S. Agata patrona di Poiago. Giornata per la Vita

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (def. Famiglia Bertocchi) ore 11.15 (pro populo) ore 18.00 (def. Giovanni e Armida)  Pontone ore 10.00  Pantano ore 10.00

LUNEDI’

06 febbraio

S. Messa: ore 18.00

(def. Magnani Lorenzo e Ida) all’asilo  

MARTEDI’

07 febbraio

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione) all’asilo

Dalle ore 20.30 alle 21.30 Adorazione Eucaristica

MERCOLEDI’

08 febbraio

S. Messa: ore 10.30 (libera intenzione)                                                                                                     
GIOVEDI

09 febbraio

S. Messa ore 18.00 (libera intenzione) all’asilo     
VENERDI’

10 febbraio

Il vero discepolo di Cristo, luce del mondo, non può che essere egli stesso portatore di luce, di speranza, di gioia, di pace.

Siamo sale della terra e luce del mondo dando valore e amando tutto ciò che è caro al cuore di Dio.

 

S. Messa ore 18.00

(per le Anime del Purgatorio) all’asilo

SABATO

11 febbraio

B.V. Maria di Lourdes.  Giornata del Malato, S. Messa ore 10.30

Dalle ore 15.00 alle ore 16.00 incontri gruppi di catechismo.

Prefestive: ore 18.00 a S. Donnino ore 19.00 a Velluciana.

DOMENICA

12 febbraio

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (Meglioli Giacomino e famigliari def.) ore 11.15 (pro populo) ore 18.00 (Defunti di Mercati Gianni)  Pontone ore 10.00.    Pantano ore 10.00

 

MEDITAZIONE DOMENICALE. Il sapere specifico del discepolo. Nella prima lettura di questa domenica siamo invitati dal profeta Isaia a rimettere al centro il significato di una delle espressioni tipiche dalla penitenza, quella del digiuno, che non può essere vissuto solo come una privazione, ma deve diventare occasione di condivisione, di compassione, per coloro che il digiuno (in qualsiasi forma) non lo fanno per scelta ma perché costretti dalla vita. Questo digiuno “gradito a Dio” è quello che deve caratterizzare la vita di chi vuole stabilire una relazione con il Signore. Anche nel vangelo si affronta il tema delle caratteristiche del vero discepolo, di colui che vuole seguire il Maestro: per essere discepolo non basta una sequela privata, serve invece una disponibilità a esprimere, anche a costo di oltraggi, con gesti pubblici e visibili, una fede e un amore profondi nei confronti del Padre, radicati nell’amore di Gesù crocifisso (seconda lettura).

45ª GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA, si celebra oggi domenica 5 febbraio sul tema «La morte non è mai una soluzione. “Dio ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte” (Sap 1,14)». L'auspicio dei Vescovi è che questo appuntamento "rinnovi l’adesione dei cattolici al 'Vangelo della vita', l’impegno a smascherare la 'cultura di morte', la capacità di promuovere e sostenere azioni concrete a difesa della vita, mobilitando sempre maggiori energie e risorse". Mi piace augurare a tutti di poter vivere questa giornata contemplando con gioia e consapevolezza il dono della vita che abbiamo ricevuto. “Un dono, che ci chiama a dialogare con l’autore del dono, quindi con la grandezza di Dio creatore, e con tutte le altre creature. Certo, siamo consapevoli della fatica che pesa sul nostro cammino e che, a volte, ci fa sentire come chiusi in noi stessi”. “Il dramma di questa nostra epoca risiede forse nel pensare che con la morte si risolvano le situazioni difficili della vita, mentre ciò che davvero può aiutare l’umanità a camminare e a crescere è la nostra vicinanza. Essere prossimi gli uni agli altri dà speranza, accompagna e accoglie la vita, cogliendo in ogni sua diversità la ricchezza più grande con la quale siamo chiamati a condividere il bene”. Buona vita a tutti!

RICORDIAMO I NOSTRI MORTI. Ovi Secondo di anni 73 deceduto a Carpineti il 29 gennaio. La notizia della sua morte ha rattristato i tanti che lo conoscevano. Secondino come da tutti veniva chiamato, è nato e ha vissuto a Carpineti. Il periodo più lungo di lontananza dal paese credo sia stato il tempo del servizio militare nel corpo degli alpini. Si è sposato con Costi Enrica e dal loro matrimonio è nata Laura. Ha iniziato a lavorare col papà Arturo e il fratello Giuliano artigiani elettricisti, offrendo un prezioso servizio per le famiglie che cominciavano ad avere in casa i primi elettrodomestici. Persona conosciuta, capace di rapporti interpersonali, amante della natura: camminatore instancabile per i sentieri del nostro appennino. Aveva anche la passione per l’antiquariato; volontario nell’associazione Carpineti da Vivere. Ha saputo affrontare le prove della vita, sempre in unione con la sua consorte, si sono sostenuti vicendevolmente donando esempio di amore coniugale. L’amore e la vicinanza della figlia, del genero e dei nipoti sono stati per lui una forza grande soprattutto nei mesi di infermità. Conosco Secondino da sempre ma ho potuto sperimentare la sua sincera amicizia in questo ultimo periodo, ogni volta che lo incontravo i suoi occhi si illuminavano e anche se faceva fatica ad esprimersi la sua calorosa stretta di mano erano un eloquente messaggio. La chiesa di Maria Ausiliatrice in Carpineti non ha potuto contenere tutti coloro che lo hanno voluto salutare. I molti alpini presenti sono stati il picchetto d’onore per lui “che è andato avanti”. Presenti anche la Croce Rossa e la Protezione Civile. Carissimo Secondo, il tuo funerale lo abbiamo celebrato il giorno che ricorda S. Giovanni Bosco, lui che voleva tutti in Paradiso, lì ti accolga. Il suo corpo sepolto nella terra benedetta del cimitero di S. Prospero accanto ai suoi genitori, vi riposi in pace. Condoglianze ai famigliari.

Offerte ricevute. In memoria di Ovi secondo, la moglie per la chiesa. Anonima offerente per il riscaldamento.

A tutti Grazie!

XXXI giornata del malato 11 febbraio b. v. Maria di Lourdes. 

Papa Francesco per la Giornata mondiale del malato ha già condiviso un messaggio con il popolo di fedeli attraverso una lettera che recita: “La malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma essa può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono, se non è accompagnata dalla cura e dalla compassione. Quando si cammina insieme, è normale che qualcuno si senta male, debba fermarsi per la stanchezza o per qualche incidente di percorso. È lì, in quei momenti, che si vede come stiamo camminando: se è veramente un camminare insieme, o se si sta sulla stessa strada ma ciascuno per conto proprio, badando ai propri interessi e lasciando che gli altri “si arrangino”. Perciò, in questa XXXI Giornata Mondiale del Malato, nel pieno di un percorso sinodale, vi invito a riflettere sul fatto che proprio attraverso l’esperienza della fragilità e della malattia possiamo imparare a camminare insieme secondo lo stile di Dio, che è vicinanza, compassione e tenerezza […] – si legge – Anche l’11 febbraio 2023, guardiamo al Santuario di Lourdes come a una profezia, una lezione affidata alla Chiesa nel cuore della modernità. Non vale solo ciò che funziona e non conta solo chi produce. Le persone malate sono al centro del popolo di Dio, che avanza insieme a loro come profezia di un’umanità in cui ciascuno è prezioso e nessuno è da scartare. All’intercessione di Maria, Salute degli infermi, affido ognuno di voi, che siete malati; voi che ve ne prendete cura in famiglia, con il lavoro, la ricerca e il volontariato; e voi che vi impegnate a tessere legami personali, ecclesiali e civili di fraternità. A tutti invio di cuore la mia benedizione apostolica”

Preghiera per la XXXI Giornata Mondiale del Malato.

Padre santo, nella nostra fragilità ci fai dono della tua misericordia: perdona i nostri peccati e aumenta la nostra fede.
Signore Gesù, che conosci il dolore e la sofferenza: accompagna la nostra esperienza di malattia e aiutaci a servirti in coloro che sono nella prova.
Spirito consolatore, che bagni ciò che è arido e sani ciò che sanguina: converti il nostro cuore perché sappiamo riconoscere i tuoi prodigi.
Maria, donna del silenzio e della presenza: sostieni le nostre fatiche e donaci di essere testimoni credibili di Cristo Risorto.