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Zona Peep, i residenti abbandonano le case

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Nella mattina di oggi, domenica 3 marzo, i residenti delle prime palazzine di via Fratelli Cervi hanno lasciato le abitazioni a causa di un peggioramento della situazione.

Coloro i quali possiedono infatti situazioni abitative alternative si sono trasferiti già nella notte di ieri,  mentre chi non ha altre possibilità di alloggio, oltre al proprio domicilio, verrà trasferito nella giornata di martedì in albergo. Il Comune infatti ha avvertito i residenti delle prime quattro villette a schiera che proprio martedì (7 marzo) inizieranno i lavori di consolidamento della strada, che ha proseguito lo smottamento verso il basso. In base a quanto riferito loro dai tecnici comunali “si provvederà ad inserire nel terreno grossi piloni in cemento armato per frenare il movimento franoso in atto”.

Alcuni anziani del quartiere riportano il fatto che “un tempo, proprio dove ora c’è lo scavo del cantiere, scorreva il rio Maillo” e riferiscono come i lavori si svolgano di conseguenza su un terreno per conformazione naturale instabile. Ora il corso del fiume si trova più a valle, dove le acque defluiscono al di sotto del viadotto costruito per sostenere la strada di recente ultimazione. Un anziano del quartiere, sorridendo a malincuore, dice che “solo la chiesa della Pieve si trova su uno coc di roccia e solo lei è sicura”

Un residente inoltre della strada che si trova a monte rispetto alle villette a schiera riferisce che “davanti al condominio in cui abita, al civico 21, si sono aperte crepe sull’asfalto che prima non c’erano”.

Una ragazza infine racconta di come “camminando di sotto, al piano terra, sentiamo il rimbombo dei passi” e che “ieri sera il vaso sul tavolo si è spostato da solo”.

Nelle giornate di venerdì e sabato si sono verificate interruzioni di energia elettrica e anche l’acqua potabile, interrotta a più riprese, presenta una evidente scarsa trasparenza. L’acqua torbida di colore lattiginoso non viene bevuta dai residenti e con preoccupazione la si usa per cucinare. A tal proposito gli abitanti della zona non sono stati avvertiti riguardo alle interruzioni dell’erogazione dell’acqua e nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta loro in merito alla sicurezza sull’utilizzo della stessa. Più volte la parte più a monte del quartiere, i condomini in prossimità della Pieve, sono rimasti senza luce per le strade.

(Maria Chiara Baldini)

3 COMMENTS

  1. Premesso che non sono un geologo, ma vivendo parte della mia giornata in campagna, penso di aver colto il modus operandi della natura.
    Se vi fosse la possibilità di far retrocedere le lancette del tempo , risulterebbe palese che la zona PEEP non era morfologicamente cosi.
    Negli anni la mano dell’uomo ha profondamente modificato le acque di superficie ed ha appesantito l’area con innumerevoli metri cubi di riporto.
    L’area in questione ha ricevuto gli scarti di tutta l’urbanizzazione di Castelnovo.
    Non va dimenticato che a monte sono state tagliate le vene sorgive ove è passata la variante di ponte rosso, che il quartiere a monte della variante ha subito con grandi assestamenti la realizzazione della strada.
    A valle sono state portate centinaia di migliaia di tonnellate di detriti ricavati dalle gallerie della SS63.
    Cosa sia successo sotto nessuno lo sa, ma non dimentichiamo che come riportato nell’articolo l’anziano ha detto che l’unica costruzione sulla roccia e la Pieve.
    Purtroppo la natura a lungo andare presenta il conto, e a pagare “dazio” sono sempre chi non ha colpe.
    Forse sarebbe ora di considerare il fatto che l’uomo ha “modificato” troppo l’area alle porte di Castelnovo ne’ Monti e che sarebbe ora di fermarsi, sempre che la frana conceda il tempo per questa riflessione.
    Auspico che il comune oltre ai pali abbia preso in considerazioni di fare trivellazioni per capire a che profondità si trova il piano di scivolamento in modo da approntare un progetto definitivo di consolidamento.
    Cordialmente
    Malvolti Roberto

    http://RobertoMalvolti

    • Firma - RobertoMalvolti
  2. Ho 85 anni molto pratica del posto frequentato fin da piccolissima
    mai sentito dire da nessun anziano di allora che Rio Maillo passasse di lì
    solo un ruscello che scaricava le acque dell’Arbiaccio, ma molto spostato dopo la casa degli Arduini
    La Pieve è stata rinforzata pochi anni fa da mio cugino don Battista Giansoldati perchè pericolante

    Elda Zannini

    • Firma - Elda Zannini
  3. Rio Maillo era un grosso torrente che passava sotto il ponte della Macchiusa
    proprio all’imbocco della via che porta a Campolungo poi scendeva dietro la casa
    di mio nonno Zuccolani e proseguiva senza toccare i “piani dell’Arciprete”

    Elda Zannini

    • Firma - Elda Zannini