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Sotto le lenzuola della satira

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Immagine di proprietà de Il Fatto Quotidiano

Il giornale "Il Fatto Quotidiano" ha scatenato una forte polemica nei giorni scorsi per una vignetta pubblicata in prima pagina. L'immagine, disegnata da Natangelo, ritrae Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia Meloni, a letto con un uomo di colore. Nel disegno, l'uomo chiede a Arianna dove sia il marito, e lei risponde che è tranquillo perché "sta tutto il giorno a combattere la sostituzione etnica". Il titolo della vignetta, a lettere maiuscole e sottolineato in giallo, recita "Obiettivo incentivare la natalità", mentre il sottotitolo specifica che l'ambientazione è "in casa Lollobrigida".

Tutto nasce dalle parole del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha fatto riferimento al concetto di "sostituzione etnica". Questa teoria, figlia di vecchie teorie complottistiche, è molto cara alle destre più estreme in Europa e negli Stati Uniti. Essa sostiene che le migrazioni dalle nazioni più povere a quelle più ricche sono in realtà invasioni programmate, il cui obiettivo finale è sostituire le popolazioni autoctone con immigrati di altre etnie e confessioni religiose. La teoria è stata largamente smentita e condannata dalla comunità scientifica e da esperti di vari campi. Essa è considerata una delle tante false teorie del complotto, che hanno l'obiettivo di creare divisioni e tensioni tra le persone, anziché promuovere la pace e la cooperazione tra i popoli.

Barbara Incerti

Le reazioni alla vignetta sono state molto forti, e Barbara Incerti, Partito Democratico di Casina, ha condannato l'immagine definendola un attacco personale e un'offesa alla dignità delle donne. “Siamo davanti all'ennesimo episodio di sessismo. Si può essere divisi sul piano politico ma non su quello umano. A parer mio questa non è satira, è un attacco personale e un'offesa al corpo e alla dignità delle donne. Trovo tutto ciò volgare e inaccettabile. Questo scempio, su una testata nazionale, non fa che alimentare la diffusione di linguaggi violenti e aggressivi che stanno diventando, lo stile della nostra società. Il rimedio a tutto questo? Il continuo dissenso verso questi episodi e un recupero dell'uso consapevole e attento delle parole, dei gesti e delle immagini.”

Mauro Moretti

Mauro Moretti, illustratore di Villa Minozzo, ha invece difeso la vignetta sostenendo che la polemica serva solo a distogliere l'attenzione dalle dichiarazioni "deliranti" del cognato della signora Meloni. "Premesso che sono un fan sfegatato di Natangelo che trovi uno dei più bravi giovani vignettisti italiano trovo assurde queste polemiche fatte per distogliere dal discutere del vero problema ovvero le dichiarazioni deliranti del cognato della signora Meloni. La satira o è pungente e cattiva o è barzelletta da settimana enigmistica. Inoltre trovo anacronistiche le critiche da chi sui palchi usava bambole di gomma chiamandole con il nome dell’allora presidente della camera, come del resto la signora Montaruli che, condannata per peculato e normale visitatrice di Predappio salutante con braccio alzato, fa la morale al prossimo.”

Gabriele Arlotti

Gabriele Arlotti, giornalista e direttore editoriale di Redacon, ha preso invece una posizione intermedia, affermando che la libertà di satira è un elemento di democrazia, anche se è preferibile evitare di sconfinare in temi sensibili in maniera volgare. “La libertà di satira è un elemento di democrazia, anche quando è politicamente scorretta. Le vittime del settimanale satirico Charlie Hebdo sono lì a testimoniarlo. Ciò detto è sempre preferibile evitare di sconfinare in temi sensibili in maniera volgare. Nel caso citato è difficile discernere tra ruolo privato della sorella della premier, Arianna, da poco responsabile del tesseramento di Fdi e moglie del ministro autore della dichiarazione incriminata. Infatti, rispetto alla vignetta appaiono assai più gravi, invece, le parole sulla sostituzione etnica del ministro Lollobrigida che, almeno, ha fatto ammenda.”

6 COMMENTS

  1. L’art. 21 della nostra Costituzione, sancisce, nel suo primo comma che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, il che mi porta a fare il seguente ragionamento: se consideriamo la vignetta quale mezzo per esprimere il proprio pensiero, condivisibile o meno che essa sia, logica vuole o vorrebbe, quantomeno per un principio di reciprocità, che altrettanto venisse fatto nei confronti di chi esprime concetti sgraditi al pensiero “politicamente corretto”, il quale non di rado, ritenendosi il depositario della “verità”, si affretta invece a censurare e voler “silenziare” le voci ritenute dissonanti rispetto alle proprie idee.

    P.B. 22.04.2023

    • Firma - P.B.
    • Ma infatti non si capisce perché LaRussa,Lollobrigida,Meloni non possano ad ALTA VOCE rivendicare tesi nazionalsocialiste in Italia dove è condannata la apologia di fascismo e non di nazionalsocialismo.
      E la la teoria della sostituzione etnica non è fascista ma bensì nazionale socialista.
      Poi se nazionale e socialista sono parole sgradite pure queste….

      • Firma - AN
      • E infatti lo hanno URLATO per anni dalla opposizione senza nessuna censura o denuncia. Sia la Meloni che Salvini. Solo che adesso sono al governo e loro stessi rinnegano questa frase. Vedi la lega che l’ha giudicato inopportuna.
        Che abbiano paura di apparire all’estero per quello che sono????

        • Firma - AG
  2. Attenzione: democrazia e libertà sono in pericolo in quel paese ove hanno diritto di tribuna coloro che vorrebbero pure sopprimere la satira! (Anche quella che non piace).

    PS. Alla sig.a Incerti mi permetto suggerire di trattare argomenti più consoni al suo sapere: il sessismo non c’entra per niente in quella vignetta.

    (Commento firmato)

    • Firma - MeF
  3. Quando sento parlare di “denuncia”, come si legge nel terzo commento – il che richiama i cosiddetti “reati d’opinione” – mi viene da pensare che la prima regola di chi si dichiara democratico dovrebbe essere il rispetto dell’altrui pensiero, indipendentemente dal tono della voce con cui viene esposto, sommesso od URLATO che sia, ma c’è invece chi forse vorrebbe far esprimere “sotto dettatura” anche chi ha idee politiche diverse dalle proprie (decidendo casomai pure la gradazione della voce con cui poterle esternare).

    P.B. 23.04.2023

    • Firma - P.B.
    • Egregio P.B.
      dovremmo innanzitutto chiarire il concetto di “politicamente corretto”, che da quanto scrive mi pare per lei indissolubilmente legato al concetto di destra e di sinistra. Ho l’impressione (ma potrei ovviamente sbagliarmi), che nel suo immaginario tutto quanto sia “politicamente corretto” sia legato alla sinistra, mentre il “politicamente scorretto” (da salvaguardare), è ciò che dice la destra.
      Forse lei ha visto troppe trasmissioni di Mario Giordano, altrimenti non mi spiego il concetto di “principio di reciprocità” tra una vignetta che è assolutamente politicamente scorretta, ed la salvaguardia del “politicamente scorretto” come se si trattasse di qualcosa di diverso (forse facendo questa vignetta satira verso la destra, allora non può annoverarsi come tale?).
      Mi sento infine di affermare che, quando si sconfina nel politicamente scorretto, sia esso di destra o di sinistra, si deve d’altro canto essere pronti a subire critiche anche aspre, come legittimamente avvenuto anche in questo caso. Non si tratta di censura, ma solo di diritto di critica.
      Cordiali saluti

      • Firma - Andrea