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Il silenzio prezioso di William Shakespeare 

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Henry Wriothesely, 3° Conte di Southampton. Forse il 'fair youth'?

Il sonetto 102 è uno dei sonetti che Shakespeare (1564-1616) dedicò al ‘fair youth’, il ‘bel giovane’ la cui identità ci è ignota e col quale Shakespeare ebbe una relazione molto intensa, descritta appunto nella raccolta di poesie, la cui natura è difficile da definire con sicurezza. Al tempo l’omosessualità maschile, anche se nella lingua del periodo non esistevano termini per definire questo tipo di rapporti a parte quello di ‘sodomia’, era considerata inaccettabile, ma, al tempo stesso, l’amicizia tra uomini era incoraggiata e perfettamente ammissibile poiché le donne erano considerate inferiori e quindi inadatte ad un’ amicizia stretta . Il sonetto che leggiamo è legato ad altri sonetti: dal 100 al 103, per quattro volte, Shakespeare parla del suo silenzio sull’amore per il giovane. Non lo canta più come era solito fare, ma, ovviamente, il motivo del suo tacere diventa una preziosa riflessione. 

 

SONNET 102 (1609)                                                    SONETTO 102 (1609)

 

My love is strengthened, though more weak in seeming; 

Il mio amore è più forte, sebbene sembri più debole;

I love not less, though less the show appear;             

Non amo meno, sebbene lo dimostri meno;

That love is merchandized, whose rich esteeming,   

E’ reso merce quell’amore, il cui ricco valore,

The owner’s tongue doth publish every where.   

L’amante stesso divulga ovunque.

Our love was new, and then but in the spring,   

Il nostro amore era nuovo, allora, nella sua primavera,

When I was wont to greet it with my lays;       

Quando ero solito accoglierlo coi  miei canti;

As Philomel in summer’s front doth sing,             

Come Filomela canta all’inizio dell’estate,

And stops his pipe in growth of riper days:         

E poi trattiene il suo strumento  quando i giorni avanzano maturi:

Not that the summer is less pleasant now       

Non che l’estate sia ora meno dolce

Than when her mournful hymns did hush the night,   

Di quando le sue note tristi zittivano la notte,

But that wild music burthens every bough,           

Se non che musica selvaggia  appesantisce ogni ramo;

And sweets grown common lose their dear delight.           

E le dolcezze divenute abitudini perdono la loro delizia

Therefore like her, I sometime hold my tongue:           

Quindi come lei, a volte trattengo la lingua:

Because I would not dull you with my song.         

Perché non voglio annoiarti col  mio canto.

Il 'First Folio'. la prima raccolta delle opere pubblicata nel 1623.

Nel quarto verso c’è la parola ‘publish’, che è praticamente la stessa del ‘pubblica’ che si trova in un pulsante blu su Facebook e che qui ha un’accezione decisamente negativa. L’amore, ci dice Shakespeare, che viene ‘pubblicato’, reso pubblico, messo sotto gli occhi di tutti, diventa come merce. Non è vero, dice il poeta, che io amo meno, anzi amo di più, ma viene il momento del silenzio. L’amore non può essere volgarizzato da chi quell’amore possiede. Quando il loro sentimento era ancora all’inizio, nella sua primavera, il poeta parlava spesso di questo affetto nei suoi versi, ma poi, come fa anche l’usignolo quando l’estate avanza, man mano che l’amore matura non c’è più bisogno di cantarlo apertamente. L’usignolo, che si credeva cantasse di più all’inizio dell’estate e si tacesse  col progredire della stagione, è identificato, com’era tradizione, col pronome femminile (anche se “his” dell’ottavo verso ha dato adito a confusione e diverse spiegazioni) e con la figura mitologica di Filomela (Filomela era stata trasformata dagli dei in usignolo dopo una macabra vicenda di violenza). 

Scena dal film 'Shakespeare in love' del 1998

Come il poeta, l’uccellino si tace quando in estate i rami sono carichi di altri uccelli e di canzoni, perché tutti questi suoni creano confusione, “appesantiscono il ramo”, non servono ad un amore maturo. Come la stagione avanza, anche i sentimenti crescono e si fanno più intensi. La distinzione tra amore ed innamoramento è evidente: nell’innamoramento si è alla mercé delle sensazioni, non si riesce a tenere il proprio amore segreto, lo si vuole annunciare, condividere, perché ci si sente come prescelti dalla vita per qualcosa di unico. L’amore maturo non ha bisogno di queste dimostrazioni, e infatti “l’estate non è meno dolce”, anzi si comprende quanto la creazione di un sentimento vero sia un dono prezioso che non può essere condiviso con tutti perché gli altri non possono capire la profondità del legame che si è costruito. Il dodicesimo verso sottolinea questa percezione: le dolcezze che diventano “common”, “comuni”, note a tutti, come abitudini di ognuno, sbiadiscono e perdono la loro dolcezza. L’amore va protetto, contenuto all’interno del guscio degli amanti, e il silenzio è l’alleato più prezioso. Il legame che si crea può così sopravvivere a tutto, anche al passaggio del tempo. E infatti nel sonetto 104 Shakespeare dice che:

To me, fair friend, you never can be old, 

Per me, caro amico, tu non sarai mai vecchio,

For as you were when first your eye I ey'd, 

Perché così com’eri la prima volta che ti vidi,

Such seems your beauty still.                     

Così è ancora la tua bellezza.

 

E nel 116, uno dei più famosi, il poeta afferma che:

(.........) Love is not love                              

(.........) L’amore non è amore

Which alters when it alteration finds,          

Se cambia quando trova motivo cambiare,

Or bends with the remover to remove:      

O si piega per mutare col mutamento che arriva:

O, no! it is an ever-fixed mark,                  

O, no, è un punto fisso,

That looks on tempests and is never shaken; 

Che guarda le tempeste ma non è mai scosso;

It is the star to every wandering bark,       

E’ la stella che guida ogni barca sperduta,

Whose worth's unknown, although his height be taken. 

La cui essenza è sconosciuta, sebbene si possa calcolare la sua altezza.

Love's not Time's fool, though rosy lips and cheeks 

L’amore non è il giullare del Tempo, sebbene labbra e guance rosate

Within his bending sickle's compass come; 

Cadano sotto i colpi della sua falce;

Love alters not with his brief hours and weeks, 

L’amore non cambia nelle breviore e settimane della nostra vita,

But bears it out even to the edge of doom. (,,,,) 

Ma continua fedele fino al giorno del giudizio. (....)

La Londra di Shakespeare

L’essenza dell’amore è di non accettare il cambiamento per se stesso, perché è come la stella polare, di cui, al tempo, non si conosceva la natura, ma la cui posizione guidava le navi che si trovavano alla mercé delle acque e delle tempeste. L’amore non è neanche schiavo del tempo, sebbene col tempo la bellezza sbiadisca; la nostra vita scorre in ore e giorni, arriviamo al colpo finale di falce della morte in un attimo, senza quasi rendercene conto, eppure l’amore vero resta fisso e immutabile, come una stella ci appare nel cielo, guidandoci, fidato e costante, tra le onde e i sussulti della vita.