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“Sguardi divergenti”: ciclo di incontri sulla parità di genere

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Pende il via lunedì 12 giugno alle ore 21:00, il primo di una serie di appuntamenti di “Sguardi divergenti”, per parlare di “Maschi contro Femmine”, di come molto spesso gli stereotipi e i pregiudizi incidano creando fraintendimenti e difficoltà nel rapporto tra i generi. Una prima chiacchierata sincera, aperta per avviare il confronto su un tema di enorme importanza.

L’iniziativa, proposta dal Comune di Castelnovo ne’ Monti, in collaborazione con le associazioni Per te - Donne insieme contro la violenza e Villacultura, avrà luogo nella sala conferenze della Sede Croce Verde - Casa del Volontariato.

Spiegano l’assessore alle Pari opportunità di Castelnovo, Lucia Manfredi, e la presidente della commissione cultura del Comune, Erica Spadaccini: “Spesso quando si affronta il tema delle pari opportunità, lo si fa attraverso convegni frontali che, pur trasmettendo concetti importanti, rischiano di mantenere una distanza eccessiva tra relatori e pubblico. Noi abbiamo immaginato una serie di appuntamenti che vogliono essere estremamente aperti, coinvolgenti e quando possibile anche divertenti. Parlare di pari opportunità non deve essere riservato alle donne o agli “addetti ai lavori”, così come non può essere un tema relegato solo alle ricorrenze come la giornata internazionale della donna, la giornata contro la violenza sulle donne, la giornata contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Sappiamo che si tratta di un argomento enorme, vario, e che soprattutto tocca la vita di tantissime persone, donne ma anche uomini. Un tema che, se agito nella vita dei singoli così come in quella pubblica, potrebbe avere l’ambizione di cambiare la società per il meglio”.

Proprio questa ampiezza del tema consentirà di costruire incontri che potranno essere per molti aspetti sorprendenti. “Abbiamo l’ambizione – prosegue Lucia Manfredi – di costruire una rassegna che possa diventare “permanente”, di tipo culturale, che arrivi a toccare quanti più aspetti possibili, quali ad esempio il rapporto uomo-donna e come l’abbattimento di odiosi stereotipi potrebbe migliorare le relazioni indipendentemente dal genere delle persone; il confronto con culture diverse dalla nostra e la volontà di convivere in pace e scambiarci punti di vista che possono essere anche molto distanti su questo aspetto della vita; le possibilità e gli esempi virtuosi di aziende o singoli che ci sono anche sul nostro territorio; le disuguaglianze nell’ambito lavorativo che portano a disparità salariali, difficoltà a entrare nel mondo del lavoro per le donne, discriminazioni. Arriveremo anche a mettere in luce il contributo femminile spesso taciuto nella storia dell’arte, la disabilità con focus sul femminile, la comunità LGBTQIA+ e le sue tante sfaccettature”.

L’obiettivo della rassegna è quello di informare e stimolare il confronto, e gli organizzatori sono aperti alle possibili ulteriori collaborazioni di singoli o associazioni che si aggiungano al gruppo iniziale.

L’invito a partecipare è rivolto a tutta la comunità, senza distinzioni di età, di sesso e di idee.

Per informazioni: [email protected].

 

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  1. Se le parole hanno un senso, come è normale e ragionevole che sia, anche per evitare il rischio che il nostro dire diventi poco credibile, il leggere qui della “ambizione di cambiare la società per il meglio”, dà oggettivamente l’impressione che l’obiettivo finale possa essere quello di volerne “rivoluzionare” il volto, il che può ritenersi del tutto legittimo, specie a vedere di chi è insoddisfatto della società attuale, ma bisognerebbe allora conoscere l’alternativa che viene proposta (o quantomeno il suo indirizzo e orientamento).

    Venendo al dunque, si può certamente avviare il confronto con “chiacchierate sincere”, e procedere altresì tramite appuntamenti “quando possibile anche divertenti”, posto che un pizzico di ironia non guasta mai, ma il tema dei diritti civili e questioni etiche è notoriamente controverso e divisivo, oltre che alquanto complesso, ed è pertanto ipotizzabile che iniziative come questa nascano già con una determinata impostazione o linea, o filo conduttore, nel senso che difficilmente possono essere momenti soltanto interlocutori.

    E del resto, se si volesse conoscere l’opinione in proposito di una comunità, sarebbe probabilmente più indicato uno strumento come il questionario, anche perché chi partecipa ad un incontro dove il pensiero prevalente è casomai lontano dalle proprie idee, potrebbe essere anche indotto a starsene in silenzio, così da non avviare polemiche, e ancora, tornando sul voler cambiare la società, mi viene alla mente che quando ciò è avvenuto, nel corso di questi decenni, i risultati sono stati non di rado abbastanza deludenti, o suppergiù.

    Andando a riassumere, e senza ovviamente pretendere di aver ragione, a me sembrerebbe preferibile che per incontri di questo genere – e stante altresì la materia in causa, e la sua indubbia portata – si conoscesse o intuisse a priori il “taglio” che verrà dato alla trattazione degli argomenti, in modo che ciascuno possa decidere se partecipare o meno, e in quale forma farlo per quanti percepissero di avere punti di vista e tesi differenti rispetto a tale “taglio” (se cioè limitarsi ad ascoltare, o prepararsi semmai ad intervenire).

    P.B. 06.06.2023

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