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Frane, Bondavalli: “A breve riapertura della Sp57 tra Vetto e Ventasso”

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Entro l’inizio della prossima settimana riaprirà la Sp57, che collega Vetto e Ventasso, interessata, lo scorso 13 giugno, da una frana all’altezza dell’incrocio di Gottano.

“I primi interventi, considerati più urgenti, per un totale di 24 mila euro, sono già stati attivati e conclusi” spiega la Consigliera regionale Stefania Bondavalli (Gruppo Bonaccini Presidente) che ha presentato in Assemblea legislativa un’interrogazione su questo tema, alla quale ha risposto in Aula la vicepresidente Priolo. Sono ora in corso lavori sulla scarpata di monte nei due Comuni (50 mila euro).

Sempre per quanto riguarda la messa in sicurezza della Sp57, si prevedono poi ulteriori interventi per la riduzione del rischio idrogeologico, ovvero opere di consolidamento della scarpata di monte sull'arteria viaria indicata, al km 1+900, nel Comune di Ventasso, per un importo complessivo di 180.000 euro e lavori di messa in sicurezza delle scarpate di monte della stessa strada al km2+400, nel Comune di Vetto, per un importo di 150.000 euro. Tra gli “ulteriori interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo su beni danneggiati dall’evento”, in più, “in coerenza con gli strumenti di programmazione e pianificazione esistenti” è indicato il rifacimento di un manufatto ai fini dell’adeguamento idraulico, per un importo di 10 milioni di euro.

“Si tratta di notizie importanti per il nostro territorio, così come per tutti coloro che lavorano in quest’area”, conferma la Consigliera regionale. Secondo la ricognizione attivata dal Commissario per l’emergenza, il Presidente Stefano Bonaccini, ammontano a 63,58 milioni di euro i danni causati, in provincia di Reggio Emilia, da smottamenti, frane e allagamenti. “I fenomeni di dissesto si sono manifestati in aree territoriali già interessate da conclamate fragilità, è evidente, dunque, che è indispensabile una pianificazione complessiva che sia funzionale ad affrontare strutturalmente la questione relativa al dissesto idrogeologico, in una prospettiva anche di lungo periodo – sottolinea Bondavalli -. Su questo fronte la Regione ha avviato un confronto, ad oggi con esiti interlocutori, con il Governo, che è tuttora in corso. L’auspicio è che l’Esecutivo nazionale stanzi i fondi necessari in maniera tempestiva”.

L’Emilia-Romagna, nel frattempo, prosegue Bondavalli, “sta valutando, come comunicato dall’ assessore Priolo in Consiglio regionale, l’utilizzo delle risorse rese disponibili dal Ministero dell’Ambiente per la programmazione di competenza sul 2023, pari a 13 milioni di euro, per le emergenze di maggio. E incontrerà il Ministro Pichetto Fratin per coordinarsi con il Mase, competente in materia di programmazione delle risorse destinate alla difesa del suolo, in attesa delle indicazioni sul percorso che ci condurrà alla ricostruzione”.

“La nostra priorità è la sicurezza di coloro che vivono in Appennino, è la qualità di vita e di lavoro delle comunità montane. Un obiettivo che è perseguibile, tuttavia, solo in un clima di leale collaborazione e rispetto interistituzionale, e non di strumentalizzazioni politiche o di attacchi immotivati alla nostra Regione da parte di esponenti di primo piano del Governo. In Emilia-Romagna non stiamo facendo campagna elettorale. Stiamo ricostruendo”.

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