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Saldi estivi, sistema obsoleto

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Lapam Confartigianato, all'avvio dei saldi estivi, programmati per giovedì 6 luglio, ci tiene a ribadire alcuni concetti in condivisione con i commercianti.

Cinzia Ligabue, presidente commercianti Lapam, rimarca per l’ennesima volta come sia necessario rivedere il periodo di sconti, sia estivi che invernali, in tutto il sistema.

Cinzia Ligabue, presidente Lapam

Il meccanismo dei saldi in Italia vige ormai dai primi anni 2000. In più di 20 anni, il mercato ha subito delle trasformazioni. «È cambiata la stagionalità e, con essa, dovremmo cambiare anche il nostro modo di intendere i saldi – prosegue la presidente commercianti Lapam Cinzia Liguabue –. Ormai diventa controproducente avere due mesi di sconti per noi commercianti, questo è un modello antico che non funziona più. Purtroppo è radicato nella nostra cultura, ma dovremmo avere il coraggio di iniziare un cambiamento. Per prima cosa, sarebbero sufficienti 30 giorni come lasso di tempo in cui abbassare i prezzi. In più, si potrebbe pensare di posticipare l’avvio del periodo di sconti di almeno un mese, e quindi non fare iniziare i saldi estivi a luglio, bensì ad agosto, limitandoli solo a quel periodo. Meglio ancora, poi, se si avesse il coraggio di eliminare definitivamente il meccanismo: questo non significa che non si dovrebbero fare sconti sui prodotti, ma ogni negoziante, in base alle sue esigenze e alle sue caratteristiche, dovrebbe essere libero di decidere quando mettere i propri articoli in saldo."

"Nei grandi magazzini del Nord Europa, ad esempio - conclude Ligabue - in ogni negozio viene adibito uno spazio con prodotti perennemente scontati. Come associazione, e pure io personalmente parlando anche a nome di altri colleghi, abbiamo già sottolineato a più riprese come il sistema saldi vada completamente rivisto. Senza dimenticare che, e questo lo auspichiamo da tempo, si inizi a regolamentare anche l’online, che rappresenta sempre un fattore a nostro svantaggio, dato che quotidianamente si trovano prodotti a prezzi ribassati, impedendo di fatto una concorrenza leale».