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Lasagni (Fnp Cisl): “16 punti programmatici contro la crisi della sanità territoriale”

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La crisi della medicina territoriale? Il Sant’Anna di Castelnovo Monti, così come, anche quelli di Scandiano, e altre strutture in diverse zone della provincia reggiana, ne sono un esempio.

La chiusura di reparti e servizi, assieme alla carenza di personale, è uno dei temi che hanno caratterizzato il dibattito sulla sanità in provincia e oltre degli ultimi tempi. Di cui, il nosocomio del capoluogo del nostro Appennino non è del tutto scevro.

Anche il sindacato, in particolare la Fnp Cisl Emilia Centrale, ha voluto dare il suo contributo sul tema, stilando un documento programmatico in 16 punti per il rilancio della sanità, anche nella provincia di Reggio Emilia.

16 punti fondamentali

Un documento programmatico in 16 punti per il rilancio della sanità. Lo illustra Adelmo Lasagni, segretario generale dei pensionati della Fnp Cisl Emilia Centrale di rientro dal convegno del sindacato a Roma dove è stato condiviso dalla Cisl.

“A partire dal 2010 – spiega Lasagni - sono stati tagliati oltre 40 miliardi dal Fondo sanitario nazionale con le conseguenze che vediamo anche a Reggio Emilia”.

L’osservatorio della Fnp Cisl denuncia nel reggiano: “Una sofferenza per le persone più fragili e gli anziani, come l’insufficienza cronica di posti letto ospedalieri e nelle strutture territoriali, l’aumento dei tempi di attesa, lo smantellamento della medicina territoriale, la carenza endemica di infermieri e medici, il blocco delle assunzioni, eccessive esternalizzazioni di servizi, la chiusura di reparti e servizi negli ospedali delle aree interne, come Castelnovo Monti o, più a valle Scandiano”.

Le soluzioni ci sarebbero...

Adelmo Lasagni, segretario generale dei pensionati della Fnp Cisl Emilia Centrale

Per la Fnp Cisl una soluzione, sul fronte medico, ci sarebbe: “Un errore il decreto che impedisce ai medici in pensione di continuare a collaborare all’interno delle strutture pubbliche. Si è via via prodotto un indebolimento delle strutture e l’assunzione di questi medici nel privato, strutture nel tempo cresciute per fama ed attrattività. A nostro avviso quella legge va rivista poiché penalizza la sanità pubblica”.

Da qui, tra i 16 punti elencanti, la richiesta avanzata da Cisl con le categorie Fnp Cisl, Cisl Fp e Cisl Medici per “ridisegnare il nostro sistema sanitario attraverso diversi interventi tra cui: maggiori investimenti (recuperabili con la lotta all’evasione fiscale), stabilizzazione del precariato, superamento dei tempi di attesa, assunzione di nuovo personale, rinnovo dei contratti e poi, ancora, forti interventi sulla medicina territoriale di prossimità per integrare i servizi socio-sanitari assistenziali puntando alla domiciliarità, alla prevenzione, alla telemedicina”.

Il Sant'Anna di Castelnovo Monti

"Per la riduzione dei tempi di attesa e della difficoltà della presa a carico delle cronicità la Cisl Emilia Centrale chiede da subito un confronto con la direzione dell’Ausl reggiana Usl di Reggio Emilia sul tema delle agende bloccate, tempi biblici per le prestazioni di diagnostica e interventi programmati, la difficoltà della presa in carico delle cronicità”.

Un tavolo anche in Regione

Confronto richiesto anche alla Regione Emilia-Romagna sul tema della riorganizzazione dell’emergenza- urgenza con una forte preoccupazione per la “mancanza di risorse, scarsità di personale e il necessario coinvolgimento delle parti sociali. Tutto questo in un contesto in cui i cittadini, in assenza di risposte del pubblico, si riversano sui pronto soccorso con eccessi che sfociano in fenomeni di violenza verso i medici e gli operatori”. “Siamo altresì impegnati – conclude il segretario della Fnp – a richiedere e ottenere risorse per la non autosufficienza, indispensabili per le famiglie messe così duramente in difficoltà dalla loro situazione e dall’aumento dei costi”.

1 COMMENT

  1. Visto che anche qui si parla della carenza di medici ed infermieri, sarebbe interessante conoscere il pensiero del Segretario generale pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale riguardo all’Ospedale di comunità, struttura che mi sembra essere prevista anche a Castelnovo Monti, per il nostro territorio montano, e presso la quale si troverà ad essere impegnato personale sanitario, il che porta di riflesso a domandarsi se non varrebbe invece la pena di destinarlo e concentrarlo quanto più possibile nell’ambito del nostro storico Ospedale, ossia il Sant’Anna, dal momento che ripetutamente è stata ivi segnalata la carenza di personale sanitario.

    E’ poi prevedibile che la montagna risenta sempre di più dell’invecchiamento della propria popolazione, fenomeno che pare essere significativamente maggiore rispetto a quello di altri comprensori, il che dovrebbe comportare un rafforzamento della rete dei servizi sociali, verosimilmente non privo di difficoltà, sul piano organizzativo ed economico, e il ricorso a strumenti snelli,.vedi i vuocher, per chi, avendo bisogno di un qualche aiuto occasionale, e comunque discontinuo, e non entra nella predetta rete, potesse avvalersi della collaborazione di un vicino di casa, per fare un es. (anche qui, a mio vedere, sarebbe interessante conoscere l’opinione del Segretario).

    P.B.

    • Firma - P.B.