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Dal rito all’innovazione: le mucche amano i robot

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Cinque del mattino e cinque del pomeriggio. Questo è il rito quotidiano, invariato nel tempo, che si ripete incessantemente in tutti gli allevamenti di bovine da latte, in ogni angolo del pianeta, senza eccezioni per le festività. Un secolo fa, questo rituale dipendeva esclusivamente dalla forza delle braccia e delle mani umane, ma poi, con l'avvento delle prime mungitrici meccaniche, si è assistito a un notevole miglioramento, alleviando la fatica dell'uomo ma il "rito" in sé è rimasto immutato: due volte al giorno, a volte addirittura tre.

Questo "rito" implica una serie di passaggi dettagliati e scrupolosi. Inizia con l'accompagnare pazientemente gli animali attraverso i corridoi che li conducono alla sala di mungitura dove si passa a prendersi cura di ciascuna mucca, lavando delicatamente le mammelle e prelevando il primo getto di latte. Poi, con precisione millimetrica, si attaccano gli ugelli ai quattro capezzoli, consentendo al liquido prezioso di fluire nei tubi. Alla fine della mungitura, gli ugelli vengono staccati con cura e riposti, mentre le mammelle vengono nuovamente pulite e disinfettate. E non finisce qui: a conclusione delle operazioni, viene eseguita una pulizia approfondita dell'intero impianto di mungitura.

Un lavoro che richiede impegno costante e appassionato e che diventa molto di più di una semplice routine; è un legame tra l'agricoltore e le sue bovine, una simbiosi tra l'uomo e l'animale che va al di là della produzione di latte. È un atto di cura e dedizione che si perpetua, giorno dopo giorno, per garantire la salute e il benessere del bestiame e la qualità del latte che finisce sulle nostre tavole.

Ma oggi, questo "rito" sta vivendo una svolta epocale. Con l'introduzione della tecnologia e dell'automazione, la mungitura sta attraversando una rivoluzione che cambierà per sempre il volto dell'allevamento. Gli innovativi robot di mungitura stanno sostituendo gradualmente le mani umane, garantendo una maggiore efficienza, produttività e benessere degli animali.

La famiglia Gariselli, fonte Facebook

L'azienda di famiglia Gariselli, Società agricola La valle del Secchia con sede nella frazione di Cavola nel comune di Toano, è stata tra le prime a implementare la tecnologia di robot di mungitura nel cuore dell’Appennino installando due robot di mungitura DeLaval VMS V310 all'avanguardia, dotati di contacellule in linea OCC e di un sistema di disinfezione dei prendicapezzoli a vapore. Questa moderna tecnologia, completata da uno spingiforaggio OptiDuo e tre spazzole basculanti SCB3, è stata messa in funzione ad Ottobre 2022. Gli effetti positivi si sono fatti notare quasi immediatamente.

Samuele Gariselli, uno dei membri della famiglia, ha condiviso con noi l'esperienza dell'azienda con i robot di mungitura. "Abbiamo dalle 90 alle 100 vacche da mungere, a seconda dei periodi e dei parti che ci sono," ha spiegato. "Pensavamo di cambiare la sala di mungitura, perché piccola e ormai vecchia per le vacche che mungevamo. Alla fine, abbiamo iniziato a guardare i robot e ci hanno convinto. Ne abbiamo montati due della DeLaval, e lavorare ora è completamente diverso e molto meno faticoso rispetto a prima."

Il robot mungitura

Il funzionamento dei robot è efficiente e basato sull'individualità di ogni vacca. "Il robot fornisce a ciascuna vacca una quantità giornaliera di mangime, e poi, in base alla curva di lattazione della vacca, la munge," ha spiegato Samuele. "Il robot quindi, quando entra la vacca, sa già quanto latte deve produrre in quel momento. Se prevede 10 litri di latte la munge altrimenti le fornisce un po' di mangime e la fa uscire."

Anche se all'inizio le vacche hanno reagito con una certa incertezza alla nuova tecnologia, col passare del tempo si sono gradualmente abituate e ora sembrano più che felici di cooperare. Samuele Gariselli ha affermato: "All'inizio non sembravano molto convinte, ma ora sono sempre dentro il robot. Non possiamo fare a meno di notare miglioramenti significativi nella produzione di latte e, soprattutto, nella loro tranquillità."

L'integrazione di queste tecnologie non solleva dall'importante compito di monitorare costantemente la mandria e ciascun animale individualmente. Controllo che oggi può essere esercitato anche a distanza grazie all'ausilio di dispositivi digitali connessi al sistema centrale. È proprio questo sistema centralizzato che assume un ruolo cruciale nell'avvisare tempestivamente l'allevatore di eventuali anomalie, permettendo di isolare gli animali che necessitano di un'attenzione particolare o che richiedono, ad esempio, la visita del veterinario aziendale. In questo modo, la tecnologia non sostituisce il coinvolgimento attivo dell'allevatore, ma lo potenzia, consentendogli di gestire con maggiore efficienza e precisione la salute e il benessere della sua mandria, anche a distanza.

1 COMMENT

  1. Quando leggo di tecnologia ed automazione in questo settore, ossia di strumenti impiegabili nell’ambito agro-zootecnico e volti a rendere meno gravosi i connessi lavori – i quali richiedono comunque un costante ed attento impegno – mi viene sovente di ricordare l’epoca in cui entrarono in scena i trattori nell’aratura dei campi, a sollevare da una dura e pesante fatica uomini ed animali, i secondi nel trainare l’aratro, e i primi a guidarli e a manovrare l’attrezzo (così che il vomere fendesse il terreno in modo tale da ottenere solchi ottimi, o quantomeno buoni).

    C’è da augurarsi che tutto ciò che può agevolare la conduzione della stalla e dei terreni riesca a far sì che le nostre aziende agricole possano vedere la continuità generazionale, vista la grande importanza che l’agricoltura ha avuto per il nostro territorio, e il rilevante posto che continua tuttora a ricoprire, per una pluralità di conosciute o intuibili ragioni, ivi compreso l’indotto economico che riesce ad attivare, e vuoi per la tipica produzione casearia che caratterizza e qualifica i nostri luoghi, configurabile quale vera eccellenza (di cui tutti dovremmo andare fieri).

    P.B. 11.09.2023

    P.B.

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