Home Dalla Provincia Mostra Istoreco: a 80 anni dall’arresto degli ebrei a Reggio Emilia

Mostra Istoreco: a 80 anni dall’arresto degli ebrei a Reggio Emilia

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Nell’ottantesimo anniversario dell'emissione del mandato di arresto degli ebrei nella provincia di Reggio Emilia (3 dicembre 1943) Istoreco racconta la storia di questi uomini e di queste donne, e di quell’epoca, nella mostra “Reggio Emilia 3 dicembre 1943 N° 01808 Oggetto: provvedimenti a carico degli ebrei”, progettazione di Roberta Bruno, Elisabetta Del Monte e Matthias Durchfeld, testi di Arturo Bertoldi, Elisabetta Del Monte, Matthias Durchfeld e Massimo Storchi, grafiche di Sara Vittadini.

La mostra sarà inaugurata il 3 dicembre 2023 e resterà aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2024, il secondo anniversario, giorno di arrivo ad Auschwitz (il 26 febbraio 1944) del convoglio con i dieci ebrei reggiani e della loro uccisione nelle camere a gas.

Il percorso espositivo si snoda in tre sale

Nella prima vengono raccontate le storie di 29 persone deportate il 16 febbraio 1944 da Reggio Emilia a Fossoli (Modena). Così come la descrizione della macchina burocratica della morte a partire dall’elenco nominativo di deportazione firmato dal Capo della Provincia, Enzo Savorgnan. Non trovando solidarietà queste persone vennero arrestate, poi uccise ad Auschwitz-Birkenau. Sui muri della sala sono disegnate, di spalle, le sagome di ipotetici cittadini reggiani che all’epoca scelsero di non vedere, di restare indifferenti.

Nella seconda sala, altre storie: persone che si sottrassero agli arresti, che si nascosero o riuscirono a raggiungere la salvezza fuori dai confini italiani. Alle pareti di questa sala gli ipotetici cittadini sono disegnati di fronte, a dimostrare che l’attenzione, il supporto hanno cambiato, o provato a cambiare, le loro vite.

La terza sala ospita testi di contestualizzazione e una mappa geografica: percorsi di colori differenti segnano i luoghi di vita, le residenze; le vie della fuga, i nascondigli, i luoghi individuati nel tentativo di sopravvivere o le tappe della deportazione e della morte. Una sorta di Google map di chi cercò disperatamente di salvare la propria vita e quella dei suoi familiari.

La mostra è pensata anche come elemento didattico e di preparazione per gli studenti - circa 1.200 - che a febbraio 2024 parteciperanno al Viaggio della Memoria Istoreco 2024 a Cracovia Auschwitz.

La storia 

Il 30 novembre 1943 il ministro dell'Interno della Repubblica Sociale Italiana, Guido Buffarini Guidi, firmò l’ordinanza che diede il via alla persecuzione fascista degli ebrei sul territorio nazionale: la confisca dei beni, l’arresto, la detenzione nei campi di concentramento italiani, l’avvio alla morte nei lager nazisti.

Per Benedetto Melli e la moglie Lina Jacchia, per Lucia Finzi, per le sorelle Ada e Bice Corinaldi, per Ilma e Iole Rietti e per altri ottanta ebrei presenti nella provincia di Reggio Emilia iniziò quel giorno un incubo peggiore persino della Guerra in corso e delle leggi razziali: la Shoah.

Come reagirono agli ordini di arresto? Qualcuno fuggì qualcuno riuscì a nascondersi o morì nel tentativo di farlo; ci fu chi venne tradito e chi fu subito fermato e avviato ad Auschwitz.