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Erano latitanti, due fratelli arrestati dalla polizia dopo essere rientrati in Italia

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Avevano messo in piedi una fiorente attività di spaccio con epicentro il Villaggio Stranieri, ‘chiacchierato’ e problematico quartiere di Reggio Emilia, salito agli onori della cronaca locale negli ultimi anni per aver dato vita a svariati fenomeni di devianza giovanile, non ultimo un video ‘trap’ divenuto famoso per i contenuti delle strofe della canzone ad esso associato, salvo poi venire arrestati più volte dalla polizia, allontanarsi dal Paese e rientrarvi illegalmente per poi, finire, nuovamente in manette.

E’ la vicenda di due fratelli di 21 e 20 anni, arrestati dalla Squadra mobile presso la questura reggiana, circa una settimana fa e detenuti, oggi, nel carcere di Bologna, il tutto in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione emessa dal Tribunale di Reggio per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso commesso nel novembre del 2022.

I due giovani devono scontare una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione.

Come detto, il più giovane dei due fratelli, era già noto alla Questura poiché presente all’interno di un video trapper, girato nel quartiere Villaggio Stranieri che, nel gennaio 2021, aveva suscitato un significativo allarme sociale tra la cittadinanza reggiana.

In particolare nel novembre di un anno fa, un’operazione antidroga della Mobile, al Villaggio Stranieri, aveva portato alla perquisizione dei due fratelli che aveva dato esito positivo. Infatti, il duo, era in possesso di circa 420 euro in contanti e delle chiavi. Presumendo che quel denaro fosse provento di un’attività di spaccio, gli agenti hanno proceduto anche alla perquisizione dell’abitazione. In particolare, l’attenzione degli investigatori si è concentrata sulla cantina, dove erano stati rinvenuti poco più di 4 kg. di marijuana, 1 kg. e 350 gr. di hashish oltre che 140 gr. circa di cocaina.

Da qui, un primo ordine di custodia cautelare in carcere, la successiva rimessa in libertà e l’applicazione di misure cautelari più blande che non frenavano i due fratelli dal rimettere in piedi il ‘business’. Provato da un’altra perquisizione della polizia che faceva rinvenire 280 gr. di hashish e 100 gr. di marijuana.

Una situazione che comportava l’aggravamento della misura cautelare e l’applicazione degli arresti domiciliari, che i due violavano allontanandosi dal Paese e riparando in Tunisia, rendendosi di fatto latitanti.

Una latitanza terminata, come detto, la settimana scorsa, quando i due ventenni hanno tentato di rientrare clandestinamente in Italia, venendo però fermati dalle forze dell’ordine. Da qui l’arresto e l’accompagnamento al carcere di Bologna.