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Roberto Lugli: “La mia verità sulle dimissioni da Assessore e Consigliere”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell'ex Assessore al Comune di Carpineti, Roberto Lugli.

"Il sindaco di Carpineti, rispondendo a un’interpellanza della consigliera di opposizione Rita Migliaccio in merito alla crisi di Giunta avvenuta a seguito delle mie dimissioni e, un anno dopo, di quelle del vicesindaco, ha affermato che la causa del mio allontanamento dall’esecutivo è da ricercare nel “conflitto inconciliabile tra il vicesindaco e l’assessore Lugli che comprometteva il buon funzionamento della Giunta stessa”. Ed ha aggiunto: “Come risaputo, avevo chiesto all’assessore Lugli di fare un passo indietro per riconciliare la Giunta ma non di dimettersi come consigliere, ruolo che lo avevo pregato insistentemente di conservare”. Per ogni spiegazione di merito ha poi indicato all’interpellante di rivolgersi ai diretti interessati, uno dei quali sono io.

Dunque, la Giunta non si è affatto riconciliata se a un anno dalle mie dimissioni anche il vicesindaco se n’è andato con una lapidaria sua motivazione: “Non essendo più in sintonia sulla gestione di importanti tematiche che riguardano il nostro Comune, non c’è più la possibilità di proseguire il mio mandato”.

Evidentemente la causa del conflitto non ero io, come invece il sindaco vuole far credere.

Quanto al fatto che il sindaco mi aveva pregato insistentemente di non dimettermi da consigliere beh, qui si sprofonda davvero nel ridicolo. Il sindaco toglie deleghe e fiducia a un assessore facendolo dimettere nel giro di 48 ore (come se avesse fatto o detto chissà che cosa) e gli chiede di rimanere al suo fianco in qualità di consigliere? Suvvia!

Come dimostra la seguente cronologia (anno 2022) la vicenda che porta alle mie dimissioni è piuttosto grave, anche se inizia con un elogio alla produttività.

11 luglio: il sindaco, con un comunicato per la stampa da lui redatto, decide di rispondere al Gruppo di minoranza “Carpineti Civica” in merito all’attività svolta dall’assessore Lugli, sottolineando, in buona sostanza, di non conoscere un Comune in Appennino in cui vi sia un assessore che abbia fatto di più.

Dal 16 luglio al 26 agosto, nella centralissima Piazza Matilde di Canossa, si tiene il “Salotto letterario con la Tavola tresinaria”: 8 incontri ideati e organizzati in collaborazione con l’Associazione Scrittori Reggiani - ed in particolare con la sua presidente, Prof.ssa Clementina Santi (che ancora ringrazio!) - a cui partecipano scrittori, giornalisti, editori, musicisti, il prof. Romano Prodi (dal 1993 cittadino onorario di Carpineti e da allora mai più invitato ad alcuna iniziativa pubblica in paese; per l’occasione la sua intervista è trasmessa integralmente da “Telereggio”), l’on. Iva Zanicchi, vengono offerti assaggi di prodotti tipici locali. La partecipazione ha contato un migliaio di presenze. Una bella opportunità promozionale per Carpineti.

13 agosto: si svolge la camminata Lago dei pini (Casina)-Valcava (Carpineti), organizzata insieme all’Associazione Culturale Effetto Notte di Casina, allo stesso Comune, con un concerto conclusivo a cui hanno preso parte circa 200 persone.

29 agosto: con un incontro molto partecipato viene ricordato il compianto Don Pietro Ganapini. L’iniziativa è promossa insieme alla sua famiglia, all’Istituto scolastico “Gregori” di Carpineti e Casina, alla Parrocchia di Pantano. Le alunne e gli alunni delle “medie”, insieme ai loro insegnanti, presentano tanti elaborati di alto valore simbolico sull’importanza della Scuola: tema a cui Don Pietro ha dedicato l’impegno di una vita.

Un programma intensissimo. Tutti eventi di successo come dovrà ricordare il sindaco in apertura del Consiglio comunale il 21 settembre (minutaggio 1’:42” e 9’:15” della registrazione agli atti), omettendo accuratamente di citare chi li ha ideati e organizzati, ovvero il sottoscritto (goffo tentativo di damnatio memoriae?).

4 settembre: pubblicazione sulla mia pagina Facebook della foto di una cena con la mia famiglia il 2 settembre a FestaReggio-Festa provinciale del PD.

9 settembre: un consigliere comunale di maggioranza si accorge della foto e pubblica immediatamente un post sulla propria pagina FB giudicando il luogo della cena di famiglia inappropriato; mi viene riferito che, qualche giorno dopo, egli scriverà al sindaco ricordando che nella passata legislatura si dovette dimettere un consigliere, reo di essersi recato più volte alla Cripta Mussolini a Predappio, chiedendo per me gli stessi provvedimenti; inoltre sottolinea di non voler rimanere in maggioranza con uno del PD, ritenendo di aver fatto parte di una lista civica. In verità le dimissioni del consigliere la passata legislatura - contro il parere del sindaco – non avvennero per colpa di una scampagnata al sepolcro del dittatore fascista, bensì per avere assunto una responsabilità rappresentativa in un partito politico di Centrodestra, compromettendo, di fatto, la natura civica della lista che lo aveva eletto.

A questo punto devo precisare di non essere iscritto ad alcun partito politico - e il sindaco lo sa bene – e, conseguentemente, non posso ricoprire alcun ruolo di responsabilità partitica.

15 settembre: a tambur battente il sindaco mi convoca per dirmi “devi dimetterti da assessore, da consigliere vedi un po’ tu…”.

17 settembre: il sindaco apre la riunione di maggioranza affermando che la “gerarchia del Gruppo composta da lui, vicesindaco e capogruppo” ha deciso di farmi fare un passo indietro. In altri termini: dimissioni dell’assessore Lugli. Perentorie. Entro 48 ore (!), per “decisione gerarchica”.

Con ogni probabilità, il “pretesto” è maturato nella convinzione del sindaco, secondo cui le elezioni che lo hanno fatto primo cittadino per la seconda volta (anno 2019) sono state vinte dal Centrodestra come ha ripetuto più e più volte lui stesso al termine di un Consiglio comunale (è verificabile ascoltando la registrazione al punto 1:55’:55”, all’Albo pretorio con Delibera consigliare n. 58/2022).

Affermazione inaccettabile poiché le elezioni in questione sono state vinte da una lista civica a cui candidati e sostenitori hanno partecipato in buona “fede civica”, responsabilmente convinti di poter dare il proprio contributo assolutamente disinteressato all’amministrazione del proprio Paese. Infatti, a occhio e croce oserei dire che all’incirca la metà dei candidati ha alle spalle esperienze elettive pubbliche, associative ed altro ancora, piuttosto distanti da posizioni di Destra-Centrodestra (materia di approfondimento per il Centrosinistra?).

Del resto anche la mia candidatura era sottoposta a condizioni molto precise, garantite dal capolista, messe nero su bianco nel programma elettorale che ho concorso a redigere con alcune priorità tra cui: lista realmente civica - ovvero con candidati non iscritti ad alcun partito politico (posto che una tessera partitica non corrisponde a un marchio d’infamia, tutt’altro); impegno a promuovere la valorizzazione dell’alta Valle del Tresinaro tra i Comuni di Baiso, Carpineti, Casina, Viano (obiettivo da me perseguito fin quando ero in Consiglio provinciale, anni 1995-2004, e che considero ancora valido, arrivando a proporre per essa un’“area vasta” identitaria di technology valley in virtù della presenza di un importante gruppo industriale meccatronico).

Dunque ritengo di non avere per nulla “snaturato” la “Lista civica bene comune per Carpineti” dove alle elezioni 2019 sono risultato primo degli eletti con 147 preferenze (gli ex vicesindaco Costetti e capogruppo Enrico Rossi, ne ottennero rispettivamente 99 e 97 ndr).

La mia opinione politica è orientata al Centrosinistra? Certamente, da sempre, ed è un fatto altrettanto pubblico tant’è che alle Elezioni regionali del 2014 sono stato candidato in una lista civica a sostegno del presidente Stefano Bonaccini.

A questo punto, per capire la crisi di Giunta occorre guardarla con le lenti della verità e leggere tutta la corrispondenza (avviata su mia iniziativa) tra me e il sindaco dal 21 ottobre e il 7 novembre 2022. Dà conto e conferma quanto cronologicamente ricostruito più sopra. Egli dovrebbe metterla a disposizione dei consiglieri comunali e della comunità carpinetana che essi rappresentano; per quanto mi riguarda ha il mio personale consenso: trattandosi di una vicenda istituzionale, di rilievo pubblico, penso sia giustificabile uno “strappo” alle regole della privacy (qualora vi fosse ma ne dubito fortemente).

Predappio può dunque essere idealmente accostato al Campovolo? Non scherziamo. Il pensiero che rimanda al duce incarna il Ventennio; i volontari di FestaReggio rappresentano la parte che lo ha tenacemente combattuto in nome della libertà, come fecero in tantissimi, tra cui mio padre e i fratelli di mia madre (uno morto in battaglia per respingere un rastrellamento dell’esercito tedesco, l’altro imprigionato nelle carceri nazifasciste), partigiani con la 27esima brigata modenese “Bigi”. A coloro che hanno ancora qualche dubbio sulle diversità dei ruoli storici suggerisco la lettura del bel libro di Aldo Cazzullo, “Mussolini il capobanda”.

Con le affermazioni pubbliche del sindaco (“elezioni vinte dal Centrodestra”) la qualificazione civica dei candidati che diedero la vittoria elettorale agli attuali amministratori non esiste oggettivamente più. Ne prendano atto e, se eletti in Consiglio comunale o nominati in Giunta, in tutta onestà e nel leale rispetto degli elettori carpinetani - che per l’appunto scelsero una lista civica - imbocchino dignitosamente la via delle dimissioni.

L’incompatibilità politica di cui parlo nella lettera con le mie dimissioni (e che ho letto telefonicamente al sindaco prima di inviarla al protocollo del Comune) direi che è piuttosto evidente. Quanto a quella amministrativa, essa è dipesa dalla mancanza di risorse di bilancio da destinare al corretto svolgimento delle mie deleghe. Delle proposte avanzate al sindaco posso fornire un elenco piuttosto corposo.

A Carpineti, tra ottimi tortellini, vin brulè e altre bontà natalizie, corre voce che il sindaco è intenzionato a candidarsi per il terzo mandato. Con una lista targata inequivocabilmente Centrodestra immagino.

Roberto Lugli"

3 COMMENTS

  1. Io penso che in montagna bisognerebbe smettere di litigare. Siamo in troppo pochi per continuare a farlo con profitto.
    Se quanto riporta l’ex Ass. Lugli descrive l’intera vicenda, male ha fatto il Sindaco Borghi a sollecitare una dimissione e male ha fatto l’Assessore Lugli a dimettersi.
    Centro destra… Centro sinistra… Lista civica…
    Scusate ma… a chi interessa?

    Le notizie sullo spopolamento e la demografia dei nostri comuni, riportate anche oggi su questa testata, sono devastanti. Le risorse umane e materiali inadeguate. Le sfide sono quasi impossibili e le teste e le idee per affrontarle poche.
    Per favore, trovatevi come giunta, maggioranza e opposizione in uno dei pochi bar rimasti aperti, discutete e mettete assieme le migliori soluzioni che saltano fuori, qualunque sia la provenienza. Grazie per il servizio che fate alla comunità.
    Forse anche a Carpineti si deve arrivare sotto i 1.000 abitanti per trovare la forza di unirsi e superare contrapposizioni che a livello locale sono irrilevanti?

    • Firma - SC
  2. Il disappunto espresso in queste righe può non mancare di ragioni, ma andrebbe nel contempo tenuto presente che a partire dal marzo 1993, con la legge n.81, art. 16, è stata messa nelle mani del Sindaco – da allora eletto direttamente dai cittadini – la nomina degli Assessori e la loro eventuale revoca, un principio mantenuto dall’art. 46 del Decreto Legislativo 247/2000, mentre nel sistema vigente in precedenza Sindaco e Giunta erano eletti congiuntamente dal Consiglio comunale (art.34 della legge 142/1990), e dal momento che qui si citano alcune date provo a cimentarmi anch’io con l’argomento.

    La cronologia delle norme in materia starebbe a dirci che il cambio del sistema di voto, alle elezioni comunali, è avvenuto negli anni in cui stava andando a finire la Prima Repubblica, e c’è chi ritiene, forse non a torto, che la legge 81/1993 sia anche un po’ figlia del Referendum tenutosi nel giugno 1991 sulla preferenza unica, quanto a Camera dei Deputati, e in ordine al quale un illustre politico del tempo invitò ad astenersi andando al mare, col seguito di tante polemiche (quel Referendum passò con un’alta percentuale di consensi e dunque, piaccia o meno, va preso atto della “svolta” avvenuta trent’anni fa)

    Vedo peraltro che oggi paiono moltiplicarsi i nostalgici della Prima Repubblica, e quell’invito non era forse così sbagliato, mentre tra quanti sono stati favorevoli alla elezione diretta del Sindaco scorgo ad es. contrarietà rispetto a qualcosa di simile per il Primo Ministro, il che mi sembrerebbe essere un bel controsenso, per non parlare di contraddizione, cui del resto una certa parte politica ci ha ormai abituati, dal momento che anche le Primarie sembrano andare in disuso dopo che erano state declamate come strumento di grande democrazia e partecipazione (criticando di fatto chi non le praticava)..

    Circa le liste civiche, tema importante toccato da queste righe, se il requisito per farne parte fosse l’apoliticità, ricordo, salvo errori di memoria, che un partito, non appartenente al centro-destra, ha ripetutamente presentato nel passato figure identificate come indipendenti, le quali – ancorché semmai di tutto rispetto – tali non si sono però rivelate, visto che hanno poi aderito a detto partito, il che mi porta a preferire le liste che nascono già sotto una precisa egida politica, pur con l’eventuale “neutralità” di taluni suoi membri, anziché accorgersi soltanto dopo di aver votato una lista che di civico aveva solo di nome.

    P.B. 12.12.2023

    • Firma - P.B.
  3. Magari bastasse che maggioranza e minoranza collaborassero allo scopo di elaborare le “migliori soluzioni”, come ritiene SC, e casomai farsi consigliare pure da esperti dell’una o altra materia, ma sappiamo bene, o quantomeno capita non di rado, che anche idee ritenute sulla carta buone, e financo ottime, non corrispondano poi alle aspettative allorché vengono calate nella realtà, causa semmai una concomitanza di fattori, talora inaspettati ed imprevedibili, o comunque condizionanti.

    Io penso ad esempio, e non da oggi visto che ne ho già scritto altre volte, che una delle strade per risollevare la montagna potrebbe essere quella della fiscalità, ossia una significativa riduzione del carico fiscale, nelle sue varie forme, per chi svolge un’attività nelle nostre zone, o intendesse farlo, sembrandomi la via più semplice e diretta per tendere al risultato, ma poi occorre fare i conti con la relativa disponibilità di risorse (ovvero il fattore condizionante di cui avanti dicevo).

    P.B. 12.12.2023

    • Firma - P.B.