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Vita e commercio in Appennino hanno un futuro, ma vanno raccolte le sfide del presente

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Vita e commercio in Appennino hanno un futuro, ma vanno raccolte le sfide del presente

Pochi giorni fa avrebbe compiuto 100 anni. Eda Rinaldi, scomparsa pochi mesi fa, è stata una storica commerciante di Casina, titolare di un negozio di alimentari fino agli anni 80, quando avere un’attività del genere significava vivere fino in fondo la vita del paese, ospitando le chiacchiere, i momenti di felicità e le apprensioni di tutti.

La figlia di Eda, Giovanna Caroli, già assessore comunale alla cultura, ha voluto ricordare la madre con un incontro concepito come occasione per fare il punto sulla situazione del commercio in montagna ma diventato un’occasione per discutere a tutto campo del futuro dell’imprenditoria locale e delle prospettive di vita in comuni appenninici quale Casina.

Giovanna Caroli

Una sala convegni della Croce Rossa totalmente piena con partecipanti anche in piedi, dopo il ricordo di Eda Rinaldi tratteggiato dalla figlia ha visto gli interventi del sindaco Stefano Costi e del sindaco di Ventasso Enrico Ferretti, in qualità di rappresentante dell’Unione dei Comuni montani, chiamati a un confronto anche vivace con rappresentanti del mondo del commercio di ieri e di oggi; ha partecipato la Cna commercio attraverso il segretario Mauro Panizza e il presidente dei panificatori Marco Simonazzi.

Piacevolmente sorprendente la presenza dei giovani in sala

Se da un lato si è rivissuta la Casina di un tempo con le testimonianze di commercianti ed esercenti che hanno segnato la vita del paese dal dopoguerra, sorprendente per numero e intensità è stata la partecipazione dei giovani, spesso seconde o terze generazioni di negozianti e di artigiani ma anche nuovi imprenditori del commercio che hanno trovato nell’Appennino il terreno ideale per trasformare in realtà i propri sogni.

Si è passati dalla macelleria di alta qualità agli impianti sportivi, dalla gestione di locali pubblici all’allevamento di cani di razza, toccando praticamente tutti i settori del commercio, mettendo in evidenza come ciò che è economia in Appennino debba fare i conti con il numero dei residenti e con il turismo, nel tentativo di arrivare a destagionalizzare le presenze, perché paesi come Casina non sono solo un luogo dove evitare il caldo ma anche luoghi in cui vale la pena vivere da quando le gallerie hanno reso meno complesso lo spostarsi.

Adeguamento immobiliare e commercio telematico

In questo senso è stato significativo l’intervento della immobiliarista che ha messo in risalto come a fronte di una offerta importante di appartamenti da affittare per il turismo estivo vi sia un patrimonio di case ancora molto bisognoso di adeguamento. Quanto al commercio telematico e alla sua concorrenza, una delle possibili conclusioni è che la strada da intraprendere non sia il combattere la rete ma usarla a proprio vantaggio, trasformandola in mezzo di conoscenza del patrimonio appenninico verso l’esterno. In ogni caso la presenza massiccia di giovani è stata il segnale chiarissimo che la vita e il commercio in Appennino hanno un futuro, a patto che la sfida venga giocata su fronti in cui la città e la Rete non possono competere, cioè la qualità e il benessere di vita.

Come sottolineato dalla figlia Giovanna Caroli: “Eda non avrebbe potuto immaginare un ricordo per lei più azzeccato: un centenario rivolto al futuro, un centenario per giovani”.