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Casa della Comunità a Carpineti: un avvio dei lavori ‘polemico’

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Casa della Comunità a Carpineti: un avvio dei lavori ‘polemico’

Un avvio dei lavori polemico a Carpineti, dove tra qualche mese sorgerà la Casa della Comunità. Nelle ultime ore è nato un botta e risposta ‘social” tra il primo cittadino e Rita Migliaccio, capogruppo di minoranza “Futuro Carpineti”.

Il  sindaco Borghi definisce “improprio l’intervento di una consigliera comunale di minoranza”, riferendosi alle affermazioni della Migliaccio che, dopo l’annuncio della direzione dell’Ausl dell’avvio dei lavori, è intervenuta sostenendo che “da uno stringato annuncio di AUSL e del Sindaco, si viene a sapere che fra pochi giorni per accedere a prestazioni pediatriche i bambini di Carpineti dovranno essere portati a Casina”.

Un disagio insomma che secondo la consigliera carpinetana si poteva evitare “trovando una soluzione alternativa temporanea per mantenere in paese l’ambulatorio pediatrico”.

Il primo cittadino specifica che la Migliaccio “non cita mai la costruenda Casa della comunità, le sue funzioni, perché le ignora completamente, critica fortemente i lavori e dichiara che Carpineti soffre di un forte disagio sanitario che dovrà essere affrontato dal prossimo sindaco. Lo sguaiato paradosso della consigliera ha addirittura suscitato la reazione della AUSL, che come minimo si sarebbe aspettata un ringraziamento per gli investimenti e per gli interventi sanitari riservati al territorio di Carpineti, che qui allego. Ma davvero, nel prossimo futuro, nel nostro comune, ci sono dei cittadini che vorrebbero essere amministrati da persone così impreparate?”.

E poi precisa che le Case di Comunità sono “delle strutture sanitarie fortemente innovative - sottolinea il primo cittadino Tiziano Borghi nel campo della assistenza medica alla popolazione e saranno dotate di attrezzature diagnostiche tipicamente ospedaliere. Inoltre le attività svolte saranno integrate, dove corre il caso, dalla assistenza sociale. Insomma, rappresenteranno un grande vantaggio per i cittadini”.

Alla Migliaccio aveva risposto prontamente anche la direzione sanitaria spiegando che “in previsione dell’inizio ha cercato a Carpineti, sia direttamente, che tramite avviso pubblico di manifestazione di interesse, locali idonei ad ospitare temporaneamente gli ambulatori.  Ricerca vana, purtroppo, che non ha portato ad alcun risultato, in quanto i locali devono rispondere a requisiti tecnici e strutturali precisi e nessun locale rispondeva a questa caratteristica”.

Le accuse al sindaco Borghi

La consigliera Migliaccio accusa Borghi di “non aver saputo trovare una sede per l'ambulatorio di Valestra né di essersi interessato della perdita di un medico di famiglia”.

Afferma che “non ha detto nulla quando dopo il Covid non è stato riaperto il consultorio ginecologico Ha approvato con il suo voto favorevole la riduzione dei servizi di guardia medica della montagna. Non sa che una Casa della Salute svuotata di servizi resta un normale poliambulatorio”.

“Borghi non può dare lezione a nessuno - continua la Migliaccio - mi auguro che lui e chi intende fargli da erede per proseguire con questo andazzo, provino un minimo di imbarazzo per il disastro combinato in questi 10 anni. Il sindaco non ha mosso un dito per evitare di perdere un medico. Non ha mosso un dito per la riapertura del consultorio ginecologico. Con il 52% degli immobili sfitti non ha mosso un dito per trovare una sede per l'ambulatorio pediatrico. Non abbiamo bisogno di un sindaco che di fronte ai problemi si gira dall'altra parte. Abbiamo bisogno di un sindaco che si attivi per raggiungere risultati a favore della nostra comunità. Quando ha votato a favore della riduzione dei punti di guardia medica in Appennino, dove guardava? Lei non lo deve giustificare a me, ma a tutti i montanari danneggiati dalla sua posizione”.

Borghi risponde alla Migliaccio

“La signora Migliaccio sa benissimo che quello che scrive è tutto ad appannaggio della sanità della regione Emilia Romagna, l'ambulatorio a Valestra è funzionante, se non è utilizzato la ragione va cercata nell'organizzazione territoriale dell'ASL. Bisogna che ci mettiamo d'accordo, perché non è che un giorno la signora Migliaccio possa dire che la regione Emilia Romagna ha la migliore assistenza sanitaria e l'altro giorno attribuisce le difficoltà organizzative dell'Azienda al sindaco locale. La signora Migliaccio, mi accusa di non avere lottato abbastanza con la Regione per mantenere alcuni servizi sanitari sul territorio. Anche qui bisogna che ci mettiamo d'accordo se c'è da lottare con un organo sovraordinato per mantenere i diritti acquisiti, attribuisce a questo organo una potestà matrigna che, a mio parere, non si può certo imputare alla regione Emilia Romagna. Bontà sua se ha questa impressione della nostra regione e di Bonaccini. Penso comunque che sia una strumentalizzazione politica alla quale ormai non crede più nessuno, ma soprattutto non risolve e non fa bene a nessuno, tantomeno alla Regione che si blasona della migliore sanità. Fermo restando che ciò che dice la Migliaccio è tutto falso e di questo chiamo a testimoniare la Direzione sanitaria Distrettuale con la quale ho sempre attivamente collaborato per le migliori soluzioni alle difficoltà che sta attraversando l'Ausl, la rimando a leggere per il commento politico la mia precedente risposta. Nel pacchetto, preparato e proposto dall'AUSL della Regione Emilia Romagna, c'era il mantenimento e potenziamento del Pronto soccorso montano, l'alternativa era il declassamento del PS di Castelnovo; io ho accolto la proposta di Donnini e della Regione del potenziamento, proposta della quale leggo che lei dissente”.

1 COMMENT

  1. Che la Sanità Regionale sia in affanno Consigliera Migliaccio sui nostri monti è frutto di uno politica ultradecennale cieca ed imparziale a marchio PD.
    Non si scarichi responsabilità, in vista delle prossime elezioni sul primo cittadino di Carpineti, sminuisce l’intelligenza di noi cittadini, quando per calcolo matematico proprio l’assenza “casuale” ??? dei suoi amici Sindaci PD in Ctss ha permesso la riduzione dei servizi di guardia medica.
    La realizzazione della Casa di Comunità proprio nel nostro Comune si propone come un “potenziamento” dell’assistenza territoriale che va oltre un ambulatorio pediatrico o ginecologico,e di questo cara Signora Lei dovrebbe esser grata.

    • Firma - Selvaggia