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I Bersaglieri reggiani in Africa

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I Bersaglieri reggiani in Africa

Soldati italiani scortano prigionieri britannici in Africa. Crediti: Archivio ASMER, Fondo Verrecchia.

I Bersaglieri, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono presenti su tutti i fronti. Inquadrati nelle Divisioni corazzate, motorizzate e celeri, si distinsero sul fronte greco-albanese e iugoslavo (1°, 2°, 4° e 5° Reggimento), sul fronte occidentale (1°, 3°, 7°, 8°, 9° e 12°); sul fronte russo (3° e 6° Reggimento) sul fronte balcanico (5°, 4°, 6°, 11° e 12°) e in Africa Settentrionale (5°, 7°, 9°, 10°, 12° Reggimento), più altri reparti autonomi con le Divisioni "Ariete", "Centauro", "Littorio", "Trento" e "Trieste". I bersaglieri presero parte alla Guerra di Liberazione con il celebre Battaglione “Goito”.

In riferimento all’articolo odierno, i soldati italiani furono impegnati tra Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco, con gli alleati tedeschi, tra il giugno 1940 e il maggio 1943. Già in Africa dall’estate 1940, Mussolini fu costretto a chiedere l’aiuto nazista delle Afrikakorps guidato dal generale Erwin Rommel, che arrivò nel marzo 1941. Decisiva fu la battaglia di Ain El – Gazala, che costrinse i britannici a ripiegare in Egitto. La svolta inglese avvenne nell’autunno 1942, quando il generale Bernard Montgomery e i suoi uomini vinsero la seconda battaglia di El Alamein, costringendo l’Asse ad abbandonare la Libia.

Nello specifico:

  • il 5° Reggimento fu impiegato in Tunisia (Kasserine, El Guettar, El Mareth) e Algeria (Tebessa)
  • Il 7° Reggimento in Tunisia
  • Il 9° in Libia (Marmarica e Sirtica)
  • Il 10° in Tunisia (Biserta)
  • Il 12°, di cui esisteva un importante distaccamento a Scandiano e di cui tanti reggiani hanno fatto parte, in Libia (Tripoli, Tobruk) ed Egitto (Marsa Matrh ed El Alamein)

Intanto, il generale americano Dwight Eisenhower, sbarcava in Marocco l'8 novembre 1942, dando inizio all’operazione Torch. Privi di rifornimenti e di uomini, l’Asse passata sul campo al comando dei generali Giovanni Messe e Hans-Jürgen von Arnim, si arrese il 13 maggio 1943.

Pietro Montipò. Foto per gentile concessione dei famigliari.

In particolare, dalla provincia di Reggio Emilia partirono, senza tornare a casa, i fanti piumati:

  • Ballabeni Elvio, figlio di Alfredo e Ligabue Amarinda, nato il 21 novembre 1922 a Novellara, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in Tunisia il 26 febbraio 1942
  • Bassoli Umberto, figlio di Pietro e Scanzani Clorinda, nato il 20 agosto 1914 a Campagnola Emilia, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in Egitto in seguito di ferite da schegge alla testa il 15 agosto 1942
  • Bedini Guerrino, figlio di Giuseppe, nato il 29 marzo 1914 a San Polo d’Enza, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, caduto in Africa Settentrionale, in località El Alamein, il 5 novembre 1942 (il suo ruolo matricolare non compare negli elenchi di ISTORECO)
  • Beltrami Gastone, figlio di Alfredo e Rabitti Carolina, nato il 4 aprile 1919 a Correggio, caporale dell’8° Reggimento Bersaglieri, morto in prigionia il 6 dicembre 1941
  • Boselli Giovanni, figlio di Arcangelo e Gazzotti Ada, nato a Correggio il 30 ottobre 1920, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, deceduto in seguito a ferite di artiglieria in Africa Settentrionale il 10 luglio 1942
  • Canovi Clarenzio, figlio di Ercole, nato il 20 dicembre 1919 a Castellarano, caduto in Africa Settentrionale il 28 giugno 1942 (il suo ruolo matricolare non compare negli elenchi di ISTORECO)
  • Capiluppi Giulio, figlio di Desiderio e Ferrari Viduina, nato il 31 ottobre 1914 a Bagnolo in Piano, bersagliere scelto del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in Egitto in seguito di una ferita al cuore il 6 luglio 1942
  • Castagnetti Giulio, figlio di Antonio e Aleotti Edvige, nato il 31 marzo 19221 a Reggio Emilia, caporale del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in località El Alamein (Egitto) in seguito a ferite il 4 settembre 1942
  • Catellani Cesare, figlio di Luigi e Ferrari Anni, nato il 26 aprile 1917 a Scandiano, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, deceduto in località Bub El Qattara (Egitto) per colpi di artiglieria il 10 luglio 1942
  • Cervi Guido, figlio di Giovanni e Gilioli Alberta, nato ad Albinea il 23 settembre 1920, bersagliere del 10° Reggimento Bersaglieri, morto in prigionia in Africa Settentrionale il 28 marzo 1943
  • Ferrarini Nelson, figlio di Gino e Montanari Robertina, nato il 18 ottobre 1921 a Guastalla, caporale del 12° Reggimento Bersaglieri, disperso in combattimento nei pressi di El Alamein (Egitto) il 2 novembre 1942
  • Francia Ettore, figlio di Arcangelo e Montecchi Maria, nato a Vezzano sul Crostolo il 24 maggio 1920, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, deceduto in Egitto a seguito di una ferita al torace il 27 ottobre 1942
  • Freddi Nardino, figlio di Luigi e Guaita Sibilia, nato a Luzzara il 20 aprile 1914, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, disperso in combattimento a El Alamein (Egitto) il 2 novembre 1942
  • Guazzetti Gino, figlio di Lenifore e Baldelli Maria, nato a Vetto il 25 febbraio 1919, caporale maggiore del 12° Reggimento Bersaglieri, morto nell’895° Ospedale da campo in seguito a frattura di entrambe le gambe il 9 luglio 1942
  • Lasagni Angelo, figlio di Camillo e Pedroni Maria, nato l’8 settembre 1920 a Reggio Emilia, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, deceduto in Egitto a causa di ferite il 24 gennaio 1942
  • Liviani Domenico, figlio di Giorgio e Dall’Olio Lucia, nato il 23 marzo 1920 a San Polo d’Enza, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in seguito a ferite in Africa Settentrionale il 2 novembre 1942
  • Marchi Carlo, figlio di Odoardo, nato il 14 settembre 1920 a Correggio, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in Africa Settentrionale il 10 luglio 1942 (il suo ruolo matricolare non compare negli elenchi di ISTORECO)
  • Marmiroli Angelo, figlio di Ernesto, nato il 17 luglio 1920 a Quattro Castella, caporale dell’8° Reggimento Bersaglieri, caduto in Africa Settentrionale il 22 febbraio 1942 (il suo ruolo matricolare non compare negli elenchi di ISTORECO)
  • Massari Realino, figlio di Stefano e Fornaciari Ardia, nato il 18 maggio 1920 a Campagnola Emilia, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, morto nel 165° Ospedale da campo in località El Dafà (Egitto) il 3 luglio 1942
  • Montanari Cesarino, figlio di Vincenzo e Ugoletti Ida, nato a Scandiano il 6 aprile 1920, bersagliere del 12° Reggimento Bersaglieri, disperso in combattimento in zona El Alamein (Egitto) il 2 novembre 1942
  • Montipò Pietro, figlio di Giuseppe e Ferrati Ernesta, nato il 5 aprile 1920 a Scandiano, caporale del 12° Reggimento Bersaglieri, morto in Tunisia in combattimento il 24 aprile 1943
  • Taglini Ugo, figlio di Vittorio, nato a Castellarano il 29 settembre 1914, caporale maggiore dell’8° Reggimento Bersaglieri, morto in Africa Settentrionale il 17 giugno 1942 (il suo ruolo matricolare non compare negli elenchi di ISTORECO)
Fanti italiani nel Nordafrica durante la battaglia di El Alamein. Fonte: Wikimedia.

Come oramai noto ai lettori, qualora qualcuno dovesse riconoscere un proprio parente, può cercarne il ruolo matricolare: esso è il primo documento di identificazione di un soldato, che riporta le notizie essenziali. Questi documenti si trovano presso l’Archivio di Stato di Modena, che custodisce i documenti dei soldati modenesi e reggiani. Nella provincia di Reggio Emilia opera ISTORECO, che ha digitalizzato la quasi totalità dei questi documenti. Navigando sul loro sito web, è possibile reperire gratuitamente alcuni ruoli matricolari e altri importanti documenti di tutti i militari reggiani che hanno combattuto, sono caduti o sono stati deportati durante le guerre del Novecento.

È infine possibile recuperare ulteriori documenti dei soldati caduti o dispersi seguendo le indicazioni contenute sul sito del Commissariato generale per le onoranze ai caduti (ONORCADUTI), ovvero l’ente del Ministero della Difesa che, oltre alla gestione dei sepolcreti e delle zone monumentali, si occupa di ricercare, recuperare, rimpatriare i caduti italiani non ancora individuati, dando o ricevendo notizie dai congiunti.

Fare ricerca storica e ricordare i caduti significa portare una testimonianza di un particolare evento bellico, fra i tanti possibili, affinché ciò che è stato non si ripeta mai più.