Home Cronaca Bargiacchi: “Propongo una forte Unione montana”

Bargiacchi: “Propongo una forte Unione montana”

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Riceviamo e pubblichiamo.

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Paolo Bargiacchi sindaco di Collagna

La diatriba, interna al Pd della montagna, circa il futuro assetto istituzionale dei Comuni dell’attuale Comunità montana, induce a una qualche riflessione, ancorchè non richiesta né sollecitata dai protagonisti del dibattito.

Tema del contendere, sfrondato delle considerazioni  di carattere storico, localistico o personalistico che l’accompagnano, riguarda sostanzialmente la coesione e l’unità del comprensorio dell’Appennino e quindi l’opportunità o meno di mantenere o ricostituire una rappresentanza politico-amministrativa che, oltre alla gestione dei servizi con unità di indirizzo, e attraverso un adeguato numero di subambiti territoriali, rispecchi quel sentimento di appartenenze e di comunità d’Appennino che sia spendibile nelle competenti sedi istituzionali come voce dell’Appennino tutto, sintesi ed espressione della volontà delle popolazioni insediate e delle loro rappresentanze comunali.

In proposito la posizione espressa da alcuni sindaci appare minoritaria, in rapporto al documento della zona montana Pd sottoscritto da vari segretari comunali.

E, del resto, chi  ha vissuto e sofferto le vicissitudini e il travaglio di questo territorio, essendo portatore di un forte sentimento di appartenenza sempre utilizzato per difenderlo da ogni  marginalizzazione o esproprio, e per salvaguardarne le caratteristiche e le potenzialità anche con i pregi e purtroppo anche con i limiti che l’accompagnano, sa bene che solo in un quadro di unità e di fondamentale coesione ci si può battere con prospettive di successo, per la difesa delle nostre fondamentali risorse di ambiente e di paesaggio, per il rafforzamento dei servizi sanitari, scolastici, energetici che abbiamo conquistato e quindi per perseguire gli ulteriori traguardi di mantenimento  e di possibile  miglioramento che le nostre popolazioni ci chiedono.

Solo chi si sente, in qualche misura estraneo alla vicenda sociale, politica, ambientale che ha interessato questo territorio negli ultimi decenni o che ha abbracciato forse con eccessivo entusiasmo il perimetro della “propria”,  piccola Unione ravvisando in essa il più efficace strumento di soluzione dei problemi della montagna (ma è tutto positivo? Ad esempio vogliamo parlare del Psc che altri comuni coordinati dalla Comunità montana hanno fatto e l’Unione associata no? Le difficoltà incontrate vorranno pur dire qualcosa, o no?), può ignorare il quarantennale positivo ruolo svolto dalla Comunità montana per il nostro territorio e confidare in futuri successi attraverso l’istituzione di alcune micro aree nelle quali coltivare uno splendido, quanto inutile isolamento.

Purtroppo, nella nostra come in altre realtà, può capitare che gli amministratori locali siano portati talvolta a non guardare al di là dei propri confini comunali: ma la maggioranza della popolazione e  delle istituzioni territoriali, non può fermarsi lì, tanto meno per ragioni contingenti o localistiche o di geografia interna al Pd.

Non è più il tempo di confidare sulle relazioni personali con il presidente di un ente o il segretario di un partito: oggi, al di là delle singole e rispettabili posizioni politico-partitiche, è fondamentale cogliere, individuare, prospettare e costruire, in chiara e democratica sintesi, le necessità e le prospettive di un’area più vasta di ogni singolo Comune e quindi espressione di esigenze e prospettive comuni e condivise.

E’ per queste ragioni che intendo dissociarmi da chi propone improbabili riordini istituzionali con accorpamenti o varie, piccole unioni di scarso respiro che oltre a non perseguire la tanto conclamata riduzione dei “posti politici”, finirebbero per indebolire quel complesso di servizi dei quali ci siamo faticosamente dotati e che rivendichiamo come una conquista delle nostre popolazioni e delle loro istituzioni, sostenute con consenso e fiducia perché capaci di portare a questi risultati.

Se poi davvero si arriverà alla soppressione della nostra Provincia con accorpamenti tutti da inventare, a maggior ragione un’unione montana, unica, coesa, efficiente, ancorché declinata in pochi ma puntuali subambiti operativi (nei quali avviare esperienze di “fusione” di Comuni), può rappresentare uno strumento in più, nelle mani delle nostre popolazioni, per far sentire la propria voce e per creare migliori condizioni di ascolto.

 

(Paolo Bargiacchi)

 

5 COMMENTS

  1. Bravo Bargiacchi, finalmente un po’ di Coreggio! Altro che mezze misurine con i confini finalizzati solo ed esclusivamente agli interessi del momento (mi spiegate cosa c’azzecca l’unione di Carpineti, Castelnovo con Vetto e basta? perchè – come dice il sindaco che lo propone – c’è il servizio il Segretario in condivisione? e se quando va in pensione questa configurazione cambia, variamo i confini?). Occorre un organismo nuovo per tutta la montagna in sostituzione di tutti quelli esistenti: Comune di Bismantova con sede in Castelnovo ne’ Monti.

    (Pancrazio Fontana)

  2. Un personaggio che meritava uno spazio politico ben più importante. L’unico in montagna per capacità ad ambire a palcoscenici più importanti. Una dialettica invidiabile, una capacità di sintesi, un entusiasmo da trasmettere ai giovani neofiti, un’intelligenza particolare, che anche in questo caso ha evidenziato, con una riflessione più che giusta, e fortunati gli abitanti amici di Collagna ad avere un sindaco che sicuramente farà del bene a loro ed al nostro intero territorio.

    (Alberto Corsi)

  3. Possibile che con il mare al Cerreto, dove recentamente è stato scoperto il confine tra Europa e Mediterraneo, a nessuno venga in mente di dare un taglio netto e deciso con un passato ormai decisamente antico e fondare una nuova, bella, straordinaria gloriosa, Repubblica Marinara?
    Come stendardo, propongo il “lupo” riportato in Appennino, in campo rosso. Bellissimo.

    (mv)

  4. Tante belle parole, come sempre. Sarebbe bella una nuova unione montana, ma sarebbe ancora più bello vedere finalmente facce nuove e giovani a guidarla e gestirla e possibilmente senza la politica in mezzo. Sarebbe bello poter lasciare la politica, che tanto è inutile e sporca, al di sotto del Comune di Castelnovo Monti e amministrare per la gente e con la gente, non per i politici e per il piacere del partiti che della montagna si ricordano solo in campagna elettorale.

    (Luca Ferretti)

  5. Egregio signor Sindaco, la sua proposta mi appare roba vecchia anzi morta e gli umani noi tutti sappiamo che non sono capaci di rescuscitare cose morte. La Comunità montana a me sembra una di quelle. La più eclatante manifestazione della sua inutilità gliela dimostro con un esempio pratico: il canile comprensorialè che non si riesce a localizzare. Le unioni che hanno senso, a mio parere, sono quelle tra comuni che mettono assieme interessi e servizi comuni da gestire in forma associata.

    (Mariastella G.)

    • Firma - G.Mariastella