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A Bologna la Regione ha presentato il documento sul progetto “Montagna del latte” (Strategia d’area dell’appennino emiliano)

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Rafforzare le prospettive economiche del territorio, potenziando la rete dei servizi alla popolazione, a partire dai trasporti, quindi la copertura digitale, l’assistenza sociosanitaria, l’istruzione e le opportunità formative, contrastando il rischio di spopolamento. È allo sviluppo dei centri minori, quelli più distanti dalle grandi città, spesso collocati in aree collinari o montane, che guarda la Strategia nazionale delle Aree interne, che per l’Emilia-Romagna riguarda quattro ambiti: Appennino emiliano, Basso Ferrarese, Appennino Piacentino Parmense e Alta Valmarecchia.

Ora dalla Regione arriva il via libera alla “Strategia d’area dell’Appennino emiliano”, che coinvolge le province di Reggio Emilia, Parma e Modena e prevede per lo sviluppo dei comuni appenninici interessati e le loro comunità, complessivamente oltre 75mila abitanti, investimenti che superano i 28 milioni di euro. Nei giorni scorsi, infatti, dopo l’approvazione del Dipartimento per le politiche di coesione, anche la Giunta ha dato il suo assenso al documento di indirizzo, a cui dovrà seguire la sottoscrizione di uno specifico accordo di programma tra Regione, Enti locali e amministrazioni centrali  necessario per avviare gli interventi.
Il dettaglio degli interventi è stato presentato alla stampa questa mattina in Regione, a Bologna,  dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, dall'assessore regionale al Coordinamento delle Politiche europee allo sviluppo, Patrizio Bianchi, dal sindaco di Castelnovo ne' Monti, Enrico Bini, e da altri amministratori locali dei territori coinvolti.

Le risorse previste - 3 milioni 740mila euro nazionali, 17 milioni regionali (Psr, Por Fesr e Por Fse), 6 milioni dai privati e 1,2 stanziati dagli enti locali coinvolti - saranno destinate alla tutela del paesaggio, alla valorizzazione della vocazione agricola e turistico-culturale del territorio, al rafforzamento delle attività economiche, ma anche dei servizi relativi a mobilità, sanità e istruzione.

Una strategia, quella che riguarda l’Appennino emiliano, messa a punto con la collaborazione diretta delle comunità locali: alla definizione del documento, infatti, hanno partecipato cittadini, imprenditori e istituzioni dell’area, coordinati dal sindaco di Castelnovo ne’ Monti  Enrico Bini con il supporto tecnico del Consorzio Caire, coordinato da Giampiero Lupatelli e il Comitato nazionale aree interne.
“Siamo assolutamente convinti della grande potenzialità di crescita dell’area appenninica, un territorio che per la Regione non è certo marginale, su cui abbiamo investito e continueremo a farlo- hanno sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale al Coordinamento alle Politiche europee allo sviluppo, Patrizio Bianchi-. Oltre alle risorse stanziate dal Governo, abbiamo messo in campo 17 milioni di euro. Un sostegno economico concreto ai comuni e alle realtà locali, per finanziare operazioni di rilancio economico, turistico e demografico e rafforzare ulteriormente i servizi per la popolazione. Perché tutti, dai grandi centri urbani alle realtà più interne, devono avere adeguate opportunità di crescita e sviluppo”.

“Siamo chiamati a realizzare un programma importante, il più importante forse che la nostra montagna abbia mai conosciuto- ha ricordato il sindaco Enrico Bini, presidente dell’Unione Montana dell’Appennino Reggiano capofila del sistema locale-. Per internazionalizzare la filiera del Parmigiano Reggiano di Montagna, promuovere il turismo sostenibile nei territori del crinale e lungo gli itinerari della fruizione culturale, operare il più massiccio investimento immateriale sul capitale umano sin qui realizzato, sostenere e diffondere l’infrastruttura sociale delle Cooperative di comunità, guardate come eccellenza da tutta la Rete nazionale delle aree interne, e realizzare la rete della banda ultra larga che ci terrà solidamente ancorati al mondo”.

“Montagna del latte” è il titolo della Strategia d’area dell’Appennino emiliano, che richiama la natura dell’economia prevalente della zona, legata principalmente alla produzione casearia (Parmigiano Reggiano). Nel documento vengono indicati come obiettivi per lo sviluppo il rafforzamento dei servizi socio-sanitari per gli anziani, il potenziamento della didattica per lo sviluppo delle competenze anche finalizzate al mondo del lavoro e per contrastare le forme emergenti di disagio. Sul fronte mobilità, saranno potenziati i servizi di trasporto locale e quelli di trasporto a chiamata. E ancora, per incentivare lo sviluppo locale, oltre agli investimenti sulla filiera del Parmigiano Reggiano di montagna si punta sul turismo sostenibile e salutistico, prevedendo la creazione di una rete di itinerari di trekking, enogastronomici e cicloturistici. Infine, è previsto un importante investimento per portare la banda ultra larga in tutto il territorio.

L’area interessata
L’area interessata dal progetto “Montagna del latte” è posta interamente in territorio reggiano e comprende i sette comuni di Castelnovo ne' Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto, Villa Minozzo e Ventasso (nato dalla fusione dei Comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto), riuniti nell’esperienza associativa dell’Unione montana dei Comuni dell’Appennino reggiano, che conta una popolazione di circa 34 mila abitanti. L’obiettivo principale è quello di invertire il declino demografico che negli ultimi quarant’anni ha determinato il calo del 6,1% della popolazione, con punte fino al 30% nel crinale appenninico.
Ma la strategia si estende anche oltre questi confini, includendo i comuni di Frassinoro (Mo), Baiso, Vezzano sul Crostolo, Canossa (Re), Monchio delle Corti, Tizzano Val Parma, Neviano degli Arduini, Palanzano, Corniglio, Lesignano de Bagni, Langhirano e Berceto (Pr), in cui vivono 42 mila persone. Quest’area include le alte valli del Secchia (per piccola parte) e dell’Enza, fino ai territori collinari parmensi e reggiani con i quali l’Unione montana dell’Appennino reggiano condivide, sul versante emiliano-romagnolo, l’esperienza del programma Man and Biosphere (MaB) dell’Unesco.?

Gli investimenti in sanità
La Strategia d’Area dell’Appennino Emiliano prevede, sul fronte sanitario, investimenti per 2 milioni 481mila euro, destinati a: realizzazione Casa della Salute nel comune di Toano; attivazione di un Centro di prevenzione cardio-vascolare nell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo; inserimento di infermieri di comunità nel territorio del comune di Ventasso per lo sviluppo dei servizi domiciliari; attivazione di posti letto ad alto grado di attività assistenziale nella Cra (Comunità riabilitativa di alta assistenza) “I Ronchi di Castelnovo”; un progetto per formare personale capaci di eseguire interventi di supporto in caso di arresto cardiorespiratorio e, infine, un progetto per il sostegno e la valorizzazione delle cooperative di comunità che fanno assistenza sociosanitaria.
Inoltre, nell’ambito degli investimenti sanitari, la Giunta regionale ha recentemente approvato, tramite specifiche delibere, un piano di interventi da 13 milioni di euro per potenziare gli ospedali di montagna di Borgo Val di Taro (Pr), Pavullo sul Frignano (Mo) e Castelnovo ne’ Monti (Re); in particolare, per l’ospedale reggiano “Sant’Anna” sono previsti 3,8 milioni di euro (risorse destinate in parte alla struttura, in parte al personale).

Gli investimenti nella scuola
Nell’ambito della strategia dell’area interna sono stati previsti interventi per una cifra complessiva di 2 milioni e 600 mila euro. Si va dalle attività didattiche per favorire la creatività dei bambini da 0 a 10 anni ai laboratori per i ragazzi più grandi per migliorare il rapporto con il mercato del lavoro. Nell’ambito della strategia verrà finanziata il progetto per l’unificazione del polo scolastico di Villa Minozzo e la riqualificazione degli edifici scolastici.

Gli investimenti nell’accessibilità
Al miglioramento dell’accessibilità sono destinati oltre 8 milioni e 500 mila euro, la maggior parte per dotare il territorio della Banda Ultra Larga (8.177.000 euro). Altre risorse saranno destinate alla realizzazione di un punto di coordinamento centrale della mobilità per servizi pubblici di mobilità a chiamata e per un servizio navetta per il Comune di Castelnovo ne’ Monti che possa ridurre l’accesso di traffico privato.

Gli investimenti nel sistema produttivo agricolo
Al comparto agricolo sono destinati quasi 10 milioni di euro, 9 dei quali destinati ad un progetto di filiera finalizzato alla creazione di un marchio di Parmigiano Reggiano di montagna, che garantisca una migliore redditività alle aziende impegnate in questa produzione. Altre risorse saranno destinate a migliorare le competenze delle imprese nell’ambito dell’internazionalizzazione e a favorire l’avvio di start up agroalimentari.

Gli investimenti nel turismo sostenibile
Sono 4 milioni e 800 mila euro complessivamente le risorse destinate al turismo naturalistico. In particolare 2 milioni e 900 mila euro saranno dedicati ad interventi per la fruizione sostenibile nei parchi del territorio, dove saranno realizzati percorsi per il trekking e ciclabili. Un circuito turistico sarà dedicato anche alla filiera del Parmigiano Reggiano, la Montagna del Latte, con la realizzazione di un percorso imperniato sulla rete dei caseifici sul modello di territori di eccellenza come le Langhe o lo Champagne.

Gli investimenti per difesa del suolo, bonifica, protezione civile nelle aree montane
Nel triennio 2015-2018, per opere di difesa del suolo, bonifica, protezione civile, sicurezza idraulica e idrogeologica, prevenzione del dissesto sono stati destinati, nelle aree montane di tutta l’Emilia-Romagna, oltre 100 milioni di euro (108) per 1.334interventi.
In particolare, per i comuni di montagna della provincia di Reggio sono stati realizzati 116 interventi per 10,6 milioni. Per le zone montane di Parma 388 interventi, per 13,7 milioni; per i comuni montani di Modena 140 interventi per 11,6 milioni. Per il 2018 sono poi stati programmati ulteriori 8 interventi per quasi 5 milioni di euro nelle tre province comprese nell’Area interna dell’Appennino emiliano.
Inoltre, attraverso il Fondo regionale Montagna, per il triennio 2018, 2019 e 2020 per la provincia di Reggio Emilia sono stati stanziati 1 milione e 620mila euro, mentre per i comuni del parmense e del modenese che fanno parte del territorio dell’Area interna 700mila euro. Infine, per il miglioramento delle strade montane, attraverso i Fondi per lo sviluppo e la coesione, sono stati ripartiti dalla Regione, a gennaio 2018: 680mila euro per il territorio della provincia di Reggio Emilia compreso nell’Area interna e 500mila euro per le rimanenti aree di Parma e di Modena. 

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La Strategia Nazionale Aree Interne

 La “Strategia Nazionale per le Aree Interne” (Snai) è, assieme alle politiche per le città, una delle due grandi politiche territoriali promosse dal Governo nel ciclo di programmazione 2014/2020.

Agisce sulle aree caratterizzate da fenomeni di spopolamento e invecchiamento della popolazione che rappresentano una parte ampia del Paese, circa tre quinti del territorio. Per invertire la tendenza e intraprendere duraturi percorsi di sviluppo, la Snai mette a disposizione della singola area interna pilota stanziamenti nazionali e regionali per un totale minimo di 7,5 milioni di euro, di cui: 3 milioni 740 mila euro (fondi legge di stabilità) per incrementare i servizi di trasporto, istruzione e sanitari; almeno altrettanti (dai programmi regionali finanziati con fondi Por Fesr, Por Fse e Psr) per azioni di sviluppo locale e produttivo. La Strategia, che si caratterizza per l’intensa attività di progettazione dal basso, coinvolge lo Stato, le Regioni e i sindaci delle aree interne pilota, che devono nominare un portavoce.

 Le quattro aree interne dell’Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha selezionato 4 aree interne pilota:

  1. Appennino Emiliano
  2. Basso Ferrarese
  3. Appennino Piacentino Parmense
  4. Alta Valmarecchia

Nel complesso sono coinvolti 71 comuni, in buona parte piccoli e piccolissimi, e salvo quelli del Basso Ferrarese ricadenti in area montana e collinare. Il cuore degli interventi Snai si concentra però nelle cosiddette aree progetto, considerate maggiormente critiche, e che coinvolgono 35 comuni.

Il quadro finanziario nazionale

Con l’ultima legge di stabilità, il fondo nazionale per le aree interne è stato incrementato ed ha raggiunto oltre 281 milioni di euro, che consentono di finanziare tutte le 72 aree interne del Paese e, alla Regione Emilia-Romagna, di ottenere quasi 15 milioni per finanziare tutte le 4 aree interne regionali.

La Regione ha scelto di attivare la Snai in tutte le 4 aree interne selezionate indipendentemente dalla certezza del finanziamento nazionale che, salvo la prima area, è arrivato successivamente. Ad oggi tutte le 4 aree sono impegnate nella programmazione delle strategie.

 Le Aree interne dell’Emilia-Romagna

1) L’Appennino Emiliano, prima area interna, finanziata con la legge di stabilità del 2014 i cui fondi sono stati programmati con la delibera Cipe n. 9/2015, è stata la prima ad avviare le attività di programmazione nell’area. Il portavoce dell’area è il presidente dell’Unione dei Comuni Appennino Reggiano, Enrico Bini.

2) Il Basso Ferrarese, seconda area interna, finanziata con la legge di stabilità 2015 i cui fondi sono stati programmati con delibera Cipe n. 43/2016, il portavoce dell’area è il sindaco di Copparo, Nicola Rossi. La strategia d’area è in corso di definizione e si prevede di consegnare il progetto definitivo nei prossimi mesi.

3) L’Appennino Piacentino-Parmense, terza area interna, ha ottenuto, a novembre 2017, l’assegnazione della quota di finanziamento nazionale pari a 3,740 milioni di euro non utilizzata dalla Provincia Autonoma di Bolzano e già stanziata con la Delibera Cipe n. 43/2016. Il portavoce dell’area è Presidente dell’Unione Montana Alta Val Nure, Sergio Copelli. La strategia di area è in corso di definizione e si prevede di consegnare il progetto definitivo nei prossimi mesi.

4) L’Alta Valmarecchia, quarta area interna, rientra tra le aree finanziate con l’ultima legge di stabilità e per le quali si attende la Delibera Cipe di programmazione delle risorse. Il portavoce dell’area è il Presidente dell’Unione Valmarecchia, Marcello Fattori.  La strategia di area è in corso di definizione.

 

 

3 COMMENTS

  1. Bene. Però nell prime righe si legge “rafforzare… l’assistenza socio sanitaria…” e via discorrendo, quando in Appennino non si nasce più. Sarebbe meglio entrare nel dettaglio, in agricoltura non è specificato nella pratica come si agirà.

    (MA)

    • Firma - MA
  2. “Strategia aree interne”, un progetto mirato ed articolato, finanziamenti sicuramente importanti. leggendo il progetto alcuni importanti quesiti restano non chiariti nonostante le ripetute richieste. Quando si parla di “assistenza sociosanitaria” ancora non ci è stato chiarito quali saranno i servizi di base che rimarranno! In base ai numeri che produrremo come popolazione montana a cosa avremo diritto in ambito sanitario e cosa sarà via via sottratto in nome di una razionalizzazione e centralizzazione sempre più doverosa, ma realmente necessaria? Il documento redatto sul territorio da tecnici sanitari, forze politiche, associazioni di volontariato e comitato, approvato da tutti i sindaci della montagna e presentato in Regione, che fine ha fatto e cosa di questo documento la Regione ritiene valido e cosa invece pensa non possa essere portato avanti? A tutte queste domande una sola risposta: la chiusura del punto nascita e l’impoverimento della qualità della vita per i cittadini della montagna, perché il problema non è solo per le donne in stato interessante. Attendiamo il passare degli anni e confidiamo nella lungimiranza di chi prenderà posto in Parlamento affinché le politiche per le aree montane tengano davvero conto dei bisogni e delle necessità di chi li abita e vuole nascere, vivere e non solo morire.

    (Comitato Salviamo le Cicogne)

    • Firma - Comitato Salviamo le Cicogne