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Montagna: l’agricoltore deve tornare ad essere il tutore del territorio. Lo sostiene la Coldiretti provinciale

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"Bene le opere di sicurezza territoriale anche contro il dissesto in Appennino e i fondi stanziati per sostenerli"  commentano il neo vice delegato confederale Eugenio Torchio e il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Assuero Zampini. " Accrescere la sicurezza del territorio montano è un obiettivo imprescindibile così come ogni azione volta alla mitigazione del rischio idrogeologico. Ed è proprio in questa ottica che ritorna necessario riconoscere all’agricoltura di montagna il ruolo di presidio e tutore del suolo e dell’ambiente e – continua Coldiretti Reggio Emilia – recuperare il governo dei boschi".

Con questa priorità si è appena concluso un corso organizzato da Coldiretti sulla sicurezza del taglio dei boschi per professionalizzare sempre più gli agricoltori. Il corso è stato condotto da Claudio Cervellati, tecnico forestale della Coldiretti di Reggio Emilia, di recente annessione all’organico di Coldiretti con la funzione, tra le altre, di consulenza e supporto alla manutenzione e sviluppo della risorsa ‘bosco’.

Sono 1458 le aziende agricole attive con sede nei comuni montani della provincia reggiana – dichiara Coldiretti Reggio Emilia. È con la collaborazione di tutti i protagonisti, azienda agricole in primis, e degli enti ed istituzioni, che si può pensare ad un futuro di crescita e sviluppo dell’appennino reggiano.