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Studentessa e una mamma social: dibattito sull’efficacia della Didattica a distanza

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Nei giorni scorsi ho avuto l'occasione di leggere questo post di una mamma, Carla.

“Quando, tre mesi fa, le scuole erano ancora aperte, mio figlio era un bambino che amava scrivere, studiare, imparare, vivere cinque ore al giorno con i suoi compagni e le sue insegnanti. Poi l'emergenza da Covid-19 ci ha costretti in casa e siamo passate a un onesto 'Mi sbrigo a fare i compiti, così posso andare a giocare'.
Ora, dopo quasi tre mesi di didattica a distanza, devo combattere ogni santo giorno con tutto il mio impegno di genitore contro svogliatezza e demotivazione:
'Uff, mamma. Lo so che devo farli, ma mi annoio tantissimo'.
Per molti dei nostri figli, a questo punto di un anno che se non definisco perso è solo per un residuo di folle ottimismo, la scuola è diventata qualcosa di vago e indefinito, privo di attrattiva. Un dovere noioso e insensato, anche se noi genitori assicuriamo loro che no, la scuola è importante, è preziosa, che settembre è dietro l'angolo e bisogna farsi trovare pronti. Ma 'pronti'a cosa, di preciso?

Che la didattica a distanza (Dad) non sia scuola, né una soluzione vincente (checché ne dica la nostra ministra dell'Istruzione) insegnanti e famiglie lo hanno capito da un pezzo.

La famigerata Dad non è scuola perché la scuola è socialità, sfida, emozione, è lasciare la propria comfort zone per misurarsi con i coetanei, dividere la merenda e scambiarsi le matite, fare amicizia tra i banchi, sbagliare, sbagliare di nuovo, imparare.

La scuola è sperimentarsi come persone in un contesto accogliente e stimolante. La scuola è inclusione, valorizzazione delle diversità.

La scuola è un diritto, non dimentichiamolo mai.

Sono tre mesi che noi genitori gestiamo la didattica a distanza nel silenzio totale del Governo e del suo ministro.

E cosa succede quando chiediamo una riapertura delle scuole a settembre organizzata, sicura, sostenibile?

Sogno di salutare i miei figli alle sette e cinquanta di mattina davanti alla scuola.
Sogno di tornare a prenderli cinque ore dopo, chiedere loro 'Cosa hai fatto?' e sentirmi rispondere il solito 'Niente'.

Perché in quel 'Niente', in realtà, c'è tutto”.

Sono rimasta veramente colpita dalle parole di questo genitore tanto che ho deciso di esprimere la mia opinione di studentessa liceale riguardo questi tre mesi di reclusione e sulla Dad .

Essendo una liceale ancora non ho figli e quindi la mia esperienza è ben diversa da quella di un bambino e del genitore.

La passione per la scrittura, lo studio e l'apprendimento sono caratteristiche proprie della mia personalità ma, d'altro canto, sono anche una persona con un carattere più solitario, per questa ragione, in questi tre mesi di costrizione in casa, non ho sentito la grande necessità di avere contatti diretti con i compagni.

Lo studio per me è qualcosa di fondamentale ed è un dovere e una responsabilità che oramai, essendo una ragazza adulta, credo di riuscire a comprendere meglio per quanto non si finisca mai di imparare.

Concordo che la scuola sia qualcosa di importante e di prezioso e a mio avviso anche per gli studenti più grandi non è stato facile arrivare alla fine dell'anno scolastico. Sicuramente ci sarebbero ancora molte cose da sistemare considerando che ancora non si sa quasi nulla su ciò che ci aspetta l'anno prossimo.

Penso anch'io che la scuola sia un modo per socializzare, per mettersi in gioco uscendo dalla propria zona di comfort e ciò porta a un incremento della propria autostima e della fiducia in se e negli altri. Sicuramente la Dad non è la soluzione ottimale, ma senza dubbio ha dato la possibilità di portare a termine l'anno che in questo modo non è andato completamente perso.

Ora come ora l'unica cosa che possiamo fare è augurarci che il Governo riesca a darci indicazioni sempre più precise su come si svolgeranno le lezioni del prossimo anno scolastico.

Io come questa mamma mi auguro che questa situazione termini nel minor tempo possibile per tornare alla vita di tutti i giorni, che per quanto banale e ripetitiva appaia, in realtà ci accresce e ci stimola ogni giorno di più.

 

(Nadia Romani)