Per San Martîn – castìgni e vîn.

Clima uggioso, nebbia pesante, freddo che penetra nelle ossa. Così la pensava il Carducci, quando la nebbia … saliva agli irti colli.

Giarêda e coronavirus

Quarantunesima edizione del concorso LA GIAREDA – Una edizione castigata dal Covid, ma c’è stata.

Davide Sorbi – poeta a tutto tondo

Confido in una data eccezionale – per ritrovar gli amici…

Genitoni: poesie per la montagna

L’ultima opera di Francesco Genitoni.

Da Modena a Roma, passando per la vita

Una buona lettura per l’estate e oltre

5 – Manzoni e gli Inni Sacri – Il Nome di Maria

Dio lodando esclamò: tutte le genti mi chiameran beata!

La Pentecoste di Alessandro Manzoni

“Ma questi uomini che parlano non sono tutti Galilei? Li sentiamo annunciare nella nostra propria lingua le grandezze di Dio” (Atti, II°, 7,11).

La Resurrezione

È risorto! È un dato di fatto. Il resto può diventare una discussione sterile.

Manzoni e gli “Inni Sacri” – 2 – La Passione

“O tementi dell’ira ventura, / cheti e gravi oggi al tempio moviamo”.

A Simona Sentieri il primo premio al Concorso di Poesia “Luciano Serra”-

Tra una ventina di poeti, tra cui una francese, emerge Simona Sentieri.

Manzoni e gli “Inni sacri” – il Natale

“Oggi egli è nato in Èfrata / vaticinato ostello” – Èfrata (Betlemme) significa “paese del Pane”, simbolo dell’Eucarestia (pane mistico) ma anche della solidarietà (pane da condividere col prossimo).

A caccia di fantasmi… e di storia

   Crovara: la chiesa, la riapertura solenne al culto (2013) e il complesso Ostello-Museo Giornata intensa quella del 26 novembre scorso per gli alunni delle scuole primarie di Vetto. La gita è stata organizzata dalle maestre Simona, Ilaria, e Sonia, […]

L’Antigone di Fioroni a Cinquecerri

Relax, cultura, mitologia, ecco gli ingredienti di un pomeriggio d’estate.

Mortaletto: forse c’è un motivo

Mortaletto: tante ipotesi allettanti ma non convincenti. Che il nome sia troppo semplice per dire la verità?

Roncaglio – La sua storia, i suoi borghi

Un paese fotografato nei suoi particolari più interessanti

L’é rivâ ste carnevâl

Un po’ di gnocco, quattro salti al suono di un grammofono, la visita delle “Maschere”. In armonia con l’adagio: Chi s’accontenta gode.

I giorni della merla: 29, 30, 31 gennaio

C’è sempre qualcosa da imparare: Se piove nei giorni imprestati – granturco e fagioli van seminati. Ma questo può andar bene in Toscana, non da noi.

Gnîv in vè-g stasîra?

La veglia? Un modo per socializzare alla buona, ma anche per comunicare, per informarsi per scambiarsi opinioni.

Brùnsa, parlèta, lavèš, accompagnano l’uomo fin dai primi passi.

Cosa bolle in pentola? La storia della cottura del cibo accompagna, passo passo, la storia dell’uomo, ne indica le tappe del progresso e della ricerca.

Pietre magiche?

Un mondo in ebollizione quello su cui camminiamo, con testimonianze geologiche risalenti a milioni  di annifa, e poi graffiti che l’uomo, appena ieri, ha lasciato sulla pietra a testimoniare la propria presenza.

Bìndel o Bindèl? È pur sempre qualcosa che gira…

Quando si lavora ci può stare una svista e procurarsi una ferita.

A mezzanotte in punto ti aspetto alla fontana

Andare alla fontana col bàšel e due secchi per rifornirsi di acqua era dura, ma era peggio se qualcuno minacciava di druvâr ‘l bàšel  per … raddrizzarti le ossa!

È meglio essere un baladûr o un balugân? Verrebbe da dire: Né l’uno né l’atro!

Certi termini col tempio cambiano significato. E non sempre in meglio.

Cêrsi, batdûr, gròla: ve le ricordate?

Al têmp dal bàtre: un misto di fatica, sudore, polvere, soddisfazione per il raccolto messo al sicuro, socializzazione.

Lê la dîš ch’ la gh’ha un bel lèt

“Il figlio di Spina  – l’ha tolto mojêra: – Gli abbiam regalato – il letto e l’altêra”, cantavano i nostri nonni, quando un letto nuovo era un sogno per chi si sposava. (da Le falìstre e i fulminânt di M. Redighieri).

Ardensâr, Arvìa o Arvéja

Lo dice una nota canzone popolare: La bèla la va al fosso / al fosso a resentàr.

Archervâr

Il culto degli antenati, di origine pagana, viene nobilitato anche dal cristianesimo, in particolare verso i santi. Per i pagani i morti rivivono nei discendenti. Per i cristiani i morti diventano stimolo ed esempio.

Arnêga  e  Ašìj

A gh’é ‘na púsa ch’arnêga! e Al bèstij a-gli han ciapâ l’ašìj. Due espressioni della quotidianità. Più costatazione che meraviglia.

Alsìa, Arbàtla

Dire ad una persona: T’ê lìs cme l’alsìa significava considerarlo, viscido e inaffidabile.

A s’ vèd ch’l’é chersû a l’ajbašîn

  C’è concordia nel sostenere che il termine indica: luogo posto a nord, freddo, o almeno fresco, ombroso. Se ne è già parlato in passato con molto interesse su un sito facebook della montagna reggiana, in seguito a una provocazione […]

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