Aristide Gazzotti dalla Bolivia ci ricorda che: Tutto ciò che non doniamo va perduto

Sono passati tanti anni, e la nostra storia ha intrapreso altri percorsi, ma in queste ultime settimane siamo tornati di nuovo in strada a raccogliere non solo bimbi ma famiglie intere nel tentativo di ricucire storie difficile perché la situazione sociale della Bolivia continua a provocare tante disgregazioni e viene chiesto il nostro aiuto

Cavalcare l’azzurro del cielo contro il tumore del piccolo Jamime

Ha solo 5 anni e per i medici non ci sono cure. I primi giorni non parlava mai… Abbiamo deciso di prenderlo con noi e trovare un posto anche per la sua famiglia

Se un felice nuovo anno pare impossibile occorre un Natale nel cuore

Il Natale visto con gli occhi del cuore dalla cittadella Arcobaleno in Bolivia

“I veri montanari dell’anno sono tanti: li ringrazio”

Aristide Gazzotti è nominato montanaro dell’anno. E scrive una toccante corrispondenza tra passato e presente: “Sono nato in montagna, a Toano, un paese piccolo e anonimo, disteso sulla cresta della collina che si affaccia al Monte Modino, si inchina alla distesa maestosa del Monte Cusna e come una scivolata verde di prati arriva a baciare le rive del Fiume Dolo, più sotto. Ne sono orgoglioso”

Lo sguardo oltre la finestra

A Toano un momento sacro nella sua quotidianità: era quello della recita del Rosario con mia madre. E ora a Chocabamba con Juanito del Cielo sul petto. Quanta necessità sincera di ringraziare! Ed anche di chiedere scusa… Il Rosario, come acqua benedetta che sgorga da un cielo appena dietro la stanza

La storia della bambina che ancora nessuno conosce

“Ripensando alle storie dei nostri bimbi… Una vita che continua. Come quella di Reni: Sindrome Down. Tubercolosi. Piccolo soffio al cuore. Ernia ombelicale. Denutrita”. Ma dopo un anno la mamma la ha riabbracciata

Quel bambino che sogna le caramelle

Aristide Gazzotti ospita nella Casa de Los Niños un nuovo angelo. Che ha un problema molto particolare e che, ora, sogna un pasto come tutti noi

Una campagna per 10 campane!

L’appello di Aristide Gazzotti dalla Bolivia. Per coronare un sogno fatto di rintocchi sull’altopiano boliviano….

La vita ordinariamente bella che ci circonda!

Aristide Gazzotti è malato. E quando il cielo si stira a lucido di azzurro terso c’è allora spazio per qualche riflessione in una insolite veste. “Se ogni specie è protagonista in questa sinfonia della vita che si rinnova…” I regali di una natura silenziosa e umida

Quando la mamma sale in cielo

In questi giorni abbiamo sentito il bisogno di rileggere il messaggio di 5 anni fa. Ed ora vorremmo comunicarlo perché tanti non conoscono ancora Paola…

Quando la vita è un miracolo

Abbiamo tanti bambini in casa e tutti vivono situazioni difficili, ma forse la situazione di Juansito del Cielo è la più complicata. Il più piccolino, il più indifeso… Non riesce neppure ad alzare le manine… E neppure ad aprirle… Difficile è interpretare i suoi pensieri e intuire i suoi sogni. Allora non resta che fare cerchio e fare in modo che il calore dell’amore asciughi le sue lacrime

“Restituire la generosità”

Aristide Gazzotti, dalla Bolivia, ci racconta un’altra storia di solidarietà. “Sono passati quasi tre mesi dal giorno in cui abbiamo avuto l’incidente in Cile (…) Siamo stati fortunati, molto fortunati. Fortunati anche nei giorni successivi per la solidarietà che ci ha coinvolti a tutti i livelli, così che i nostri bimbi hanno potuto dimenticare in fretta quei brutti e terribili istanti”. Poi un nuovo incidente accade a due piccoli cileni…

Il mio primo sorriso: è Juansito del Cielo!

Se alla Casa de Los Ninos arriva un piccolo cileno: “Sono disteso e guardo il soffitto, ma so che più sopra c’è il cielo. Devo confessare che mi piacerebbe che mi chiamassero: Juansito del cielo perché mi sento come un regalo del cielo, come del resto lo sono tutti i bimbi. Non so perché, ma le mie manine non rispondono a stimoli e sono sempre rigide, lo stesso vale per le mie gambine. ‘Sono sintomi di chi è spastico’, dice la mia fisioterapista”

In Cile incidente per Aristide Gazzotti e il furgone dei bambini

Il fondatore della Casa de Los Ninos in Cochabamba (Bolivia) stava conducendo una comitiva di 20 bimbi e 12 adulti in Cile. Tania ferita. Intervenute le autorità locali. I bimbi ora sono tranquilli. Questo il suo racconto

“Teresita deve essere nata sulle rive di un fiume tropicale”

Con nostra grande sorpresa, da quando è arrivata Teresita il caos infantile della nostra casa è punteggiato improvvisamente da squittii e suoni dolci. Accade alla Casa de Los Ninos in Bolivia

Quel toanese che sei anni fa ha conquistato il cuore della Bolivia

Aristide Gazzotti racconta la nascita della Casa de Los Ninos. “Per le forti piogge dei giorni precedenti, era caduto il ponte di ingresso alla casa e dovemmo lasciare la camionetta fuori dal cancello. L’ultimo pezzo per completare il trasloco lo facevamo a spalla. La casa era enorme per sole tre persone”

Sul Natale che si avvicina e che ci avvicina. La storia del piccolo Gianluca, dalla Bolivia

Dalla Casa de los ninos, in Bolivia, la commovente storia di una vita salvata. Il piccolo Gianluca, della tribù degli Yaqui, è uscito stanco, ma salvo, da un’ora e mezza in sala operatoria per stenosi. Perché è il cuore, con l’esperienza, che ci deve guidare.

Quando il cuore ha bisogno di un supplemento

“L’altro giorno mi trovavo negli uffici dei Servizi Sociali per sbrigare delle pratiche e in quel momento è arrivata una bimba appena nata in braccio ad un’assistente dell’ospedale. Un poliziotto l’aveva poco prima trovata dentro un borsone grigio da viaggio all’angolo di una strada…”

“L’arrivo di Orlando nella casa de los niños e di una nuova famiglia nella nostra cittadella”

“Era anticipato: bambini che staccano significa preparare lo spazio per l’arrivo di altri. Nei giorni scorsi, la nostra casa sembrava vuota perché, come annunciato, quasi tutti i nostri bimbi erano presso le famiglie della cittadella. Ma sapevamo che la cosa non sarebbe durata a lungo…”

Il bambino dai due volti e l’impotenza di Gesù

Le beatitudini del vangelo di Luca: c’è qualcosa che non quadra. E il pensiero dei bimbi ultimi, degli ospedali, dell’altipiano, delle malattie. Allora la beatitudine è per noi che incontriamo loro… e che, quindi, possiamo uscire da noi stessi

“Ora Sandra è coccolata dalle mani di Dio”

A un anno dalla scomparsa a la Casa de Los Ninos. “Non sappiamo come reagirà Evita a questo distacco, lei che, nella sua breve esistenza, di distacchi duri ne ha già dovuti soffrire tanti…”. Le parole di Aristide anche quando… “sembra che non ci sia posto per un dolore così profondo”. E allora anche nelle ricorrenza si è fatto festa con cornici di fiori. “Sandra è ancor più mamma dal cielo”

Una scossa sul corpo. E sulle coscienze

Ancora sul piccolo Juan. Sperimentare l’abbandono dei genitori, ed essere raccolto da una poliziotta vicino ad un cestino di rifiuti… E’ duro essere spettatori della sofferenza di innocenti e di deboli. Ma si può imparare…

Il grande fiume

La prima volta che scendemmo al villaggio fu il 9 gennaio del 2005 quando, con lo strazio nel cuore, riportammo a casa il corpo senza vita del piccolo David…. Una nuova storia con la tribù degli Yuqui

Una sorpresa bella, il piccolo Juan

Quando sulle montagne più alte arriva un trovatello. Idrocefalo, come gli altri. Speriamo di trovare i genitori. Tenere tra le braccia un bebè, ammalato senza colpa, è un’emozione che chiarisce e rafforza le scelte profonde di chi vive qui o è venuto qui per condividere un cammino

1.500 messaggi contro la fine del mondo

Quando la sofferenza pare opprimerci del tutto resta la speranza e i piccoli gesti. Come nel caso del caseificio che ha fatto un appello per e-mail / Ma ancora il nostro collaboratore boliviano non ha contatti con la sorella (toanese) Renata a Modena. Un appello ai lettori

“Gracias a Dios!”

DALLA BOLIVIA / “L’altro giorno mi sono trovato per strada, vicino a un capitello, con una mamma che mi chiamava: ‘Hola! Ven, por favor!’. Mi giro e mi rendo conto che mi sta chiamando una giovane che da tempo conosco, mamma di un bimbo che da poco ha compiuto 10 anni e che lei da 10 anni non vede…”

La squadra più bella è quella della vita

Scopriamo La casa de los niños, dove un pizzico d’Appennino ha favorito l’incontro tra due formazioni. O forse di più… I bambini David e Mateo non parlano ma hanno la voce dell’espressione. La paresi di Jacky le dà il movimento di una damigella. Denis ha il capriccio dei genitori che non ha più. Manuelito ha la gracilità di un cuore dolce. Mariano e Aristo non sono orfani d’affetto

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