A mezzanotte in punto ti aspetto alla fontana

Andare alla fontana col bàšel e due secchi per rifornirsi di acqua era dura, ma era peggio se qualcuno minacciava di druvâr ‘l bàšel  per … raddrizzarti le ossa!

È meglio essere un baladûr o un balugân? Verrebbe da dire: Né l’uno né l’atro!

Certi termini col tempio cambiano significato. E non sempre in meglio.

Cêrsi, batdûr, gròla: ve le ricordate?

Al têmp dal bàtre: un misto di fatica, sudore, polvere, soddisfazione per il raccolto messo al sicuro, socializzazione.

Lê la dîš ch’ la gh’ha un bel lèt

“Il figlio di Spina  – l’ha tolto mojêra: – Gli abbiam regalato – il letto e l’altêra”, cantavano i nostri nonni, quando un letto nuovo era un sogno per chi si sposava. (da Le falìstre e i fulminânt di M. Redighieri).

Arnêga  e  Ašìj

A gh’é ‘na púsa ch’arnêga! e Al bèstij a-gli han ciapâ l’ašìj. Due espressioni della quotidianità. Più costatazione che meraviglia.

Alsìa, Arbàtla

Dire ad una persona: T’ê lìs cme l’alsìa significava considerarlo, viscido e inaffidabile.

Aghiâ e Aldàm

    Aghiā, Aghièl; Stúmbel o Stúmble  Aghiā e Aghièl sono termini usati nel bacino del Tresinaro. Nella valle del Tassobio e del Rio Maillo si diceva Stùmbel. Indica una verga lunga un metro e mezzo circa, possibilmente di frassino, […]

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