Poiatica, preoccupazione e attenzione sul caso ditta appaltatrice

Dopo la nota sulle infiltrazioni mafiose legate a una ditta appaltatrice alla discarica Poiatica, riceviamo e pubblichiamo questa nota di Iren e, a seguire, quella di Legambiente.

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 Le notizie apparse sulla stampa locale inerenti gli appalti affidati dalle società del Gruppo Irennecessitano di puntali precisazioni.

Le società del Gruppo Iren hanno sempre effettuato, ed effettuano, puntuali ed accurati controlli, anche sulla limpidezza delle proprie aziende fornitrici, nel rispetto di tutte le regole previste dalle normative in materia di appalti e delle procedure dei Protocolli sottoscritti con le Prefetture di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

Ciò vale anche per gli appalti affidati per la raccolta differenziata e per la manutenzione della discarica di Poiatica.

Quando da tali controlli pervengono da parte delle Autorità competenti segnalazioni di situazioni critiche, le società del Gruppo Irenprocedono immediatamente all’estromissione dei fornitori “segnalati” come previsto dalla Legge.

Ma non ci fermiamo qui, la nostra storia è limpida ed è per questo che il nostro orientamento è quello di estromettere i fornitori anche qualora pervengano “segnalazioni atipiche” da parte delle Prefetture, vale a dire segnalazioni che di per sé non vincolerebbero alla scelta dell’allontanamento del fornitore. Ci muoviamo in questa direzione proprio con l'obiettivo di rendere il livello di controllo nei nostri appalti ancor più stringente, anche accollandoci il rischio – come è già accaduto – di vedere rigettate le nostre ragioni dai Tribunali Amministrativi Regionali.

E’ evidente – e chi gestisce aziende o amministra Enti Locali dovrebbe saperlo – che il nostro impegno, i nostri controlli e le nostre verifiche non possono essere discrezionali e possono avvenire soltanto all’interno di quanto stabilito dalle procedure di Legge, e comunque con tutta l'attenzione di un’Azienda che partecipa all’impegno messo in campo dalle Autorità e dalle Amministrazioni Pubbliche.

Intendiamo continuare ad orientare il nostro operato e a garantire la nostra collaborazione a tutti i soggetti che operano per il pieno rispetto delle regole e della legalità.

 

Sempre per fornire una corretta informazione ai cittadini, ci preme precisare che la società Piana Ambiente – costituita nell’anno 2000 dall’allora Agac insieme a 34 Comuni locali per effettuare i servizi di igiene ambientale nella piana di Gioia Tauro – è tutt’oggi partecipata al 25% da Iren Emilia. Tale partecipazione è stata mantenuta, nonostante la situazione debitoria dei Comuni nei confronti della società, proprio con l’obiettivo di garantire, come auspicato dalla locale Prefettura, una presenza industriale considerata sana e affidabile, in attesa che la società possa essere messa in liquidazione.

 

(Ufficio comunicazione Iren)

 

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“La gestione dei rifiuti – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – è da molti anni al centro degli interesse della mafia, che hanno fatto di questo business uno dei settori più redditizi della loro attività criminale. Preoccupa molto che Iren affidi la gestione di parte della raccolta differenziata e la gestione della discarica di Poiatica proprio ad aziende con presunti legami con la malavita organizzata. Infatti allaTradeco e alla Ramm la multiutility Iren ha affidato la gestione della raccolta differenziata in alcuni comuni della provincia di Reggio Emilia e i lavori della discarica di Poiatica a Carpineti.  E’ necessario che Iren riveda queste gare d’appalto, anche annullandole. Proprio la discarica di Poiatica può causare grossi problemi ambientali se non correttamente gestita, come avevamo segnalato nel giugno 2010 a seguito di uno sversamento di percolato direttamente nel Fiume Secchia”.

 

 

 

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2 Commenti

  1. Bene per la precisazione, penso comunque che qualcosa non ha funzionato nella filiera interna. A parte questo mi chiedo se non vi ponete una domanda non secondaria? Cosa significa il massimo ribasso, se l’impresa che gestisce l’appalto da anni lavorando con serietà e legalità decide di non praticare un ribasso così alto forse perché conosce il lavoro, ne conosce i costi e la difficoltà della gestione ci sarà una ragione?! Come fa un’impresa che arriva da fuori, che deve comprare le macchine lavorare in trasferta con tutto quello che significa, vincere col massimo ribasso? Penso che venga naturale chiedersi come fanno questi a far quadrare il bilancio restando in legalità e pagare i dipendenti in regola.
    In un momento difficile come questo penso che vada salvaguardato il lavoro delle imprese locali, conosciute e che risponderanno sempre del lavoro eseguito. Allora ripensiamo (nel rispetto della legge) alle regole di assegnazione degli appalti basta al massimo ribasso, controlliamo la storia che sta dietro alle imprese che si presentano. Torniamo a praticare la cultura della legalità.
    Grazie.

    (Enrico Bini)

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  2. Bravo Enrico, complimenti per quello che cerchi di fare e per il coraggio di dire cose che, anche se sembrano ovvie alle persone che sanno cosa vuol dire lavorare, così non lo sono per chi gestisce dall’alto, La strada della legalità è l’unica che può dare ancora qualche speranza alle nostre aziende.

    (Monica Comastri)

    Rispondi

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