Canile, esposto alla Corte dei Conti per il sindaco Marconi

Il sindaco Gian Luca Marconi

CASTELNOVO MONTI (6 settembre 2012) - Esposto alla Corte dei Conti per il sindaco di Castelnovo, Gianluca Marconi. Ad annuncialo gli Amici della Terra e le Guadie Zoofile Enpa. La vicenda, ancora una volta, riguarda la (triste) sorte del canile comprensoriale che, purtroppo, non si riesce a collocare in nessuna parte d'Appennino. Anche quando, tempo fa, a Castelnovo si individuò un'area.

"Dopo 58 anni dall’entrata in vigore del regolamento di polizia veterinaria - scrivono le due associazioni ambientaliste - ; dopo 24 anni dall’emanazione della legge regionale 5/88 e successive modifiche fino alla 27/2000, dopo 6 anni dal finanziamento regionale; dopo 4 anni dalla chiusura del vecchio canile temporaneo (in affitto per demerito dell’ex presidente della Comunità Montana Paolo Bargiacchi) e il parcheggio dei cani in strutture private con costi rilevanti per le tasche dei cittadini (es. 230.000 euro nel 2009) a pochi mesi dalla perdita del finanziamento pubblico: visto che nonostante le sollecitazioni della Presidente dalla Provincia Sonia Masini e la collaborazione fattiva e determinata dell’Assessore, con delega specifica, Roberta Rivi la situazione non si sblocca si è reso necessario fare un esposto alla Corte dei Conti nei confronti del sindaco di Castelnovo ne' Monti Gianluca Marconi, il maggior responsabile di questa situazione, esprimendo rammarico per non poter fare analoga azione contro Paolo Bargiacchi per decorrenza dei termini di legge".

Firmato: Amici della Terra Club di Reggio Emilia, il  presidente Stella Borghi e il Capo nucleo Guardie Zoofile Enpa Reggio Emilia, Lorenza Ferretti.

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La risposta del sindaco Gian Luca Marconi

Davvero non capisco a quale titolo l’esposto sia rivolto al Sindaco di Castelnovo, quando è noto che titolare del progetto del canile comprensoriale è la Comunità montana, e lo stesso Ente comunitario è destinatario dell’apposito finanziamento e dell’eventuale acquisto dei terreni per la realizzazione della struttura. Se il fatto è legato all’esame effettuato, per la scelta di un sito eventuale dove realizzare la struttura, nei pressi di Croce, oltre a sottolineare che all’epoca la Comunità montana avrebbe eventualmente potuto comunque portare avanti la realizzazione, ripeto ancora una volta quanto già detto in svariate occasioni alle associazioni ambientaliste: l’ipotesi progettuale di Croce si rivelò affrettata, e si scontrò con oggettivi problemi di compatibilità ambientale, essendo una zona alle pendici della Pietra di Bismantova, ed anche acustica, trovandosi a poca distanza da alcune importanti borgate. Del resto, ho già avuto modo di invitare più volte Stella Borghi, ed eventualmente altri esponenti delle associazioni ambientaliste, ad un incontro pubblico con i residenti di Croce, Berzana, Terrasanta, Cà del Cavo, La Noce, da subito fortemente contrari al progetto, ma a tale invito non è mai pervenuta alcuna risposta. Comunque tale progetto è stato accantonato ormai 4 anni fa, ed in seguito sono state analizzate almeno altre 5 o 6 zone, in diversi comuni della montagna, che chissà perché non vengono citati dalle associazioni ambientaliste. In ognuno di questi siti, il costo per la struttura sarebbe stato pressoché lo stesso che a Croce: i moduli necessari, la sistemazione dell’area e del terreno richiedono sempre le medesime spese se non si variano le dimensioni della struttura prevista. In ogni luogo individuato per cercare di portare avanti il progetto, ci si è sempre dovuti confrontare con una forte contrarietà della popolazione, fino all’ultimo caso di Canova di Ramiseto. Ora si sta vagliando un’altra area, sempre nel ramisetano, con la speranza che possa essere finalmente quella adatta. Comunque per quanto mi riguarda ringrazio Stella Borghi per la considerazione e la pubblicità, e resto assolutamente sereno e tranquillo anche perché ritengo l’azione legale, pur non essendo avvocato, priva di reali fondamenti. Tra l’altro l’acquisto del terreno a Croce, condotto dalla Comunità montana, fu stipulato sulla base di un accordo esplicito e scritto con la proprietaria che sarebbe stato concluso solo se ivi fosse stato realizzato il canile. Dato che così non è andata, l’ente comunitario ha inviato una lettera alla stessa proprietaria chiedendo la restituzione di quanto anticipato. Mi si permetta di concludere con una battuta: si parla sempre di rottamazione e necessità di rinnovamento, probabilmente a ragione, nell’ambito della politica, ma credo che anche riguardo ad alcuni esponenti dell’ambientalismo reggiano si potrebbe aprire questo tema.

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ROTTAMARE NOI? CHI? LUI? AMBIZIONE SMODATA

Il molto eroico sindaco Marconi, gentiluomo invero di gran lignaggio, nel suo comunicato stampa, scrive che “… all’epoca la Comunità  Montana avrebbe eventualmente potuto comunque portare avanti la realizzazione”. Insomma la colpa fu dell’allora Presidente della Comunità Montana. Della serie; piuttosto che sparare sul mio petto villoso…  sparate sul suo seno… Dobbiamo considerarlo un invito a denunciare alla Corte dei Conti la signora Montemerli?

(Amici della Terra Club di Reggio Emilia,,  il presidente Stella Borghi, Capo Nucleo Guardie Zoofile Enpa Reggio Emili, Lorenza Ferretti)

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8 Commenti

  1. Eh!, brutta storia… Tutti vogliono il canile ma nessuno vicino a casa propria o sulle proprie terre!
    Siamo ormai abituati a pretendere tutto dal “pubblico” senza nulla pagare alla collettività!
    Mala tempora currunt…
    Gli Amici della Terra e le Guardie Zoofile Enpa dispongono di qualche spazio utile alla causa?
    Aiutateci.

    (Elio Peri)

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  2. Dopo 6 anni dal finanziamento regionale, se vi è stato questo finanziamento, dove è finito? Comunque la mancanza di strutture rimane una triste pagina non solo per Castelnovo, ma anche per tutto il resto della montagna, nessuno escluso.

    (Alessandro)

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  3. Credo che dal 1954 se il legislatore chiede la realizzazione di canili, a fini di tuela della salute pubblica, una qualche ragione esista… oggettiva… ovvero vogliamo rottamare le leggi? A qualcuno potrebbe anche far piacere… agli ambientalisti che invocano invece il rispetto normativo, le leggi sono un riferimento non “negozibile”… vanno applicate… e pare che sia di questa opinione anche la regione Emilia Romagna che quel finanziamento ha erogato anni fa… rottamiamo anche la regione? A lei sindaco la risposta

    (Rossella Ognibene)

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  4. Io penso che il Sindaco di Castelnuovo Monti, in quanto tale, non abbia responsabilità sulla mancata costruzione di questo canile e sul mancato utilizzo dei fondi all’uopo destinati dalla Regione, perchè gli stessi sono affidati alla Comunità Montana, che altresì dovrebbe decidersi. Certo andava fatto fin dall’inizio, cioè 6 anni fa, uno studio territoriale preliminare logistico e di impatto sociale, nell’ambito degli 11 comuni interessati, circa la migliore ubicazione di un canile comprensoriale; ma questo non è stato fatto e adesso sarebbe troppo tardi, sicchè rimangono solo due cose da fare: spendere il giusto a realizzarlo e decidersi, altrimenti rischia di non potere più essere finanziato e realizzato qui in montagna. E’ giusto anche ricordare che molte buone volontà pubbliche qui in montagna hanno cercato di raccogliere l’occasione, come la stampa e i documenti possono testimoniare. Ora speriamo che il progetto vada comunque in porto perchè i siti ci sono e lo dico sia nell’interesse di questi poveri animali (di cui ci si ricorda solo quando compiono atti eroici e che si trovano randagi solo per colpa di certe persone) sia in quello del territorio montano, per una lunga e svariata serie di consistenti motivi.

    (Marco Leonardi)

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  5. Se le Signore Borghi ed amiche non conoscono le istituzioni responsabili della costruzione del canile comprensoriale e le relative procedure non so cosa farci, ma riguardo al coraggio perchè, come più volte ho chiesto loro, non sono venute ad incontrare i cittadini di Croce, Berzana, Noce, Campolungo, Ca’ del Cavo, Terrasanta, Monticello in una pubblica assemblea? Non andava bene un luogo sperduto e lontano dall’abitato come il Braglio di Casina, non va bene il Marore di Canova e secondo loro andava bene la Croce sotto la Pietra di Bismantova all’ingresso di Castelnovo Monti e a ridosso di abitazioni ed attività commerciali. Per fortuna che il Comune di Castelnovo, con il supporto dei propri tecnici ed i cittadini delle frazioni vicine a Croce, hanno fermato quella errata localizzazione. Non scarico affatto le responsabilità sulla Comunità Montana, sostengo (e non sono solo) la tesi che il Comune di Castelnovo Monti e la sua Giunta non sono mai stati e non sono i titolari del progetto del canile comprensoriale e non sono i destinatari dei contributi regionali. La Comunità Montana ha rispettato il nostro volere come quello del Comune di Casina e come sta rispettando quello di Ramiseto. Tutto qui! L’esposto non ha valore giuridico per me ed i miei avvocati, è solo strumentale e vuole rilanciare anche in parte correttamente il problema del canile comprensoriale. Ci sarebbero altre cose da dire sui costi di realizzazione e di gestione, ma non voglio dilungarmi troppo; rassicuro però la signora Borghi che sono favorevole alla realizzazione del canile compresoriale, al contrario di alcuni miei colleghi che pubblicamente hanno sostenuto che non va fatto e che vanno bene i canili attualmente esistenti in provincia; e che a proposito di coraggio la storia di questo esposto non finisce certamente per me in questo modo; é troppo comodo lanciare accuse infondate con leggerezza solo per avere un po’ di visibilità. A presto ed auguri..

    (Gianluca Marconi, sindaco)

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  6. Gentilissimo Sindaco dottor Marconi, mi limito a risponderLe rammentando nel dettaglio la cronologia dei fatti tutti dimostrati da documenti: ai cittadini della montagna, pazienti contribuenti, formarsi la loro opinione al riguardo.
    Autunno 2008
    Il Comune di Castelnovo ne’ Monti segnala come idoneo alla realizzazione del canile della montagna la località “La Croce” del Comune di Castelnovo ne’ Monti;
    20.11.2008
    Viene eseguito il sopralluogo congiunto Comunità Montana e Comune di Castelnovo ne’ Monti alla località “La Croce”;
    02.12.2008
    Delibera della Giunta della Comunità Montana (Allegato n. 3) (all’unanimità) per
    – Acquisto terreno alla Località La Croce di proprietà della signora Tagliati;
    – Incarico della redazione del progetto del canile conferito al Consorzio di bonifica;
    18.12.2008
    Stipula da parte della Comunità Montana del contratto preliminare di compravendita del terreno La Croce di proprietà signora Tagliati (allegato n. 4) adiacente a quelli di ENIA SpA “da destinare alla realizzazione di un canile comprensoriale” (pag. 1). “La promessa di vendita viene fatta e accettata per il prezzo complessivo di € 25.000,00 di cui 12.500,00 vengono versati a titolo di caparra confirmatoria all’atto del compromesso; quanto ai rimanenti € 12.500,00, a saldo, contestualmente alla stipula del rogito di compravendita che dovrà essere stipulato ad avvenuta adozione di tutti gli atti necessari da parte della Comunità Montana dell’Appennino reggiano, e comunque entro e non oltre il termine del 30 giugno 2009”.
    La Comunità Montana non si è più fatta viva neanche dopo, che a ottobre 2011 la Sig.ra Tagliati ha rinunciato alla seconda tranche, purchè si costruisca il canile (allegato n. 5);
    24.12.2008
    Nota prot. 7598 a firma del presidente della Comunità Montana ed indirizzata al servizio veterinario ASL dove si comunica la chiusura alla data del 31 dicembre 2008 del canile di Villa Minozzo. La presidente della Comunità Montana afferma “che il trasferimento dei soggetti presso canili extra comprensorio sarà assolutamente provvisorio in attesa della imminente realizzazione della nuova struttura a servizio della montagna in località La Croce di Castelnovo Né Monti” (allegato 6);
    31.12.2008
    Chiusura del canile di Villa Minozzo località Rio Salatte (il costo dell’affitto di tale struttura privata è stato – per il periodo 22.11.2002 al 31.12.2008- pari ad € 114.187);
    16.03.2009
    La giunta della Comunità Montana approva il progetto del canile alla Croce presentato il 16.01.2009 dal Consorzio di Bonifica (costo preventivato € 550.000,00) corredato di planimetria catastale, relazione tecnica, computo metrico e elaborati grafici.(allegato n. 7);
    24.03.2009
    La Comunità Montana dell’Appennino Reggiano risponde all’avv. Ognibene, legale della scrivente associazione (vedi p. 3 dell’allegato 3), affermando che si ritiene congrua la data del maggio 2010 per la realizzazione dell’opera;
    29.04.2009
    La Comunità Montana con “20 voti a favore, 7 voti contrari e 2 voti astenuti delibera di approvare il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009, bilancio pluriennale 2009-2011, relazione previsionale programmatica 2009-2011, programma triennale 2009-2011 ed elenco annuale 2009 dei lavori pubblici della Comunità Montana” (allegato n. 8). Nello stesso documento il vice presidente Alberto Ovi precisa che nel bilancio di previsione annuale vi è “la realizzazione del canile comprensoriale, per la cui realizzazione è previsto un costo di € 550.000,00”. Si sottolinea che il sindaco Marconi, presente all’approvazione del bilancio, non è tra i sette voti contrari né tra i due astenuti: dunque approva l’impegno di realizzazione del canile;
    20.05.2009
    Lettera prot. 8287 del sindaco dottor Marconi del Comune di Castelnovo ne’ Monti che “ripensa” su tale localizzazione (allegato n. 9) senza tuttavia indicare le motivazioni tecniche supportate da adeguate indagini scientifiche a giustificazione di tale “ripensamento”.
    Nella sua lettera il sindaco Marconi dice che sarà la prossima amministrazione ad affrontare il problema. Cioè nel 2014. Peccato che i contributi regionali scadano irreversibilmente a maggio del 2013 (allegato n. 2).
    Stupisce, altresì, che il medico dott. Marconi non si renda conto che il canile sanitario è una urgente necessità perché in Veneto la rabbia silvestre è già arrivata da 2 anni. Inoltre nella sua lettera di ripensamento il sindaco scrive “si ritiene difficoltosa la realizzazione della struttura per le condizioni geomorfologiche del terreno”. Condizioni geomorfologiche del terreno a “La Croce” mutate negli ultimi mesi? No di certo!
    Nella relazione tecnica (molto dettagliata e pregevole sotto ogni punto di vista) firmata dal dott. Aronne Ruffini, progettista del Consorzio di Bonifica Bentivoglio Enza, in data 16 gennaio 2009 (allegato n. 10) si legge tra l’altro: “L’area è l’ideale per realizzarvi le nuove strutture essendo alle porte di Castelnovo ne’ Monti e pertanto baricentrica rispetto alla montagna reggiana, facilmente accessibile ed urbanizzabile (strada di accesso, luce, acqua, gas, scarico dei reflui)” e più avanti: “la disposizione dei prefabbricati permetterà anche di predisporre la rete di convogliamento delle deiezioni e delle acque di lavaggio all’adiacente depuratore al servizio della località La Croce, come detto in corso di realizzazione da parte di ENIA SpA”.
    Si sottolinea che una delle voci più onerose nei costi di gestione di un canile sanitario è proprio lo stoccaggio e il trattamento dei reflui che nel caso della Croce sarebbe inesistente.

    (Rossella Ognibene)

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  7. Sì ma guardate che per le deiezioni canine di una struttura del genere mica si può utilizzare un depuratore civile!

    (Commento firmato)

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  8. Ma vergognatevi! Neanche fosse una centrale atomica. Questo canile si doveva fare già da tempo e la tirate ancora per le lunghe. E invito gli acuti geni che ritengono che i canili siano tutti dei lager, ignorando quindi che lo scopo principale di un canile è invece la salvaguardia e la riadozione dei cani, a visitarne per la prima volta nella loro vita qualcuno a caso in provincia. Vedrete che non sono certo come quelli che purtroppo a volte mostrano in televisione, dove infatti sussistono dei procedimenti penali a carico dei gestori.

    (Jarno Dall’Asta)

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