“A Carpineti misurata la radioattività con apparecchi obsoleti o non certificati”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Invitato da due comitati di cittadini, mi sono presentato alle ore 16 di mercoledì, assieme ai loro tre rappresentati, Lorena Lugari di EcologicaMente, Cristiano Colò e Donatello Barozzi, di "Fermare la discarica", nella sede comunale, a Carpineti.  "Qui il signor Davoli non può stare” (ovvero il cittadino Alessandro Davoli non deve parlare), ha detto il sindaco Nilde Montemerli quando era convocatala riunione della “Commissione consiliare per il monitoraggio della discarica di Poiatica”. Erano presenti nell’antica, bella sala del consiglio carpinetano, quattro consiglieri comunali, tra i quali il presidente della commissione Mirco Costetti e, stranamente, (visto che all’interno delle assemblee elettive e delle commissioni comunali la polizia non entra mai se non per gravi motivi di ordine pubblico e su richiesta del Presidente), anche un agente della polizia municipale, in divisa e armato (!?).

Commissione consiliare discarica a Carpineti

A sinistra, Lorena Lugari, Donatello Barozzi, Cristiano Colò, rappresentanti due comitati, Mirco Costetti, presidente commissione e, di profilo, agente della Polizia municipale

 

All’ordine del giorno la relazione di due tecnici dell’ARPA di Piacenza, sulle misurazioni fatte da loro l’11 marzo 2014, all’interno della discarica di Poiatica. Controllo della radioattività svolto per la prima volta, conseguenza diretta della mia ricerca sulle emissioni radioattive all’esterno e all’interno del deposito di rifiuti di proprietà di Iren (localizzato sul territorio di Carpineti, vicinissimo al fiume Secchia e al confine con il comune di Toano).

La mia breve indagine è stata pubblicata integralmente il 12 febbraio 2014 su Redacon, giornale online dell’Appennino reggiano, e il 23 febbraio su Reggio nel web, organo d’informazione periodica di Reggio Emilia, che appaiono entrambi su internet.

A fine febbraio 2014 un membro del comitato "Fermare la discarica" ha pure lui misurato la radioattività in alcune zone, lungo il margine dell’immondezzaio, confermando quanto avevo registrato, con valori persino più alti (440 nano-Sievert/ora), e, fatto più preoccupante, trovando valori di radioattività che aumentano di molto viavia che si avvicinava al deposito rifiuti.

Ieri, quindi, mi sono presentato, in modo trasparente e pacifico per confrontarmi, porre alcune domande e per capire i motivi per i quali Arpa abbia campionato una radioattività inferiore di circa oltre il 50% di quanto il mio geiger, strumento professionale, nuovo, certificato dall’Institute for radiochemistry and radiation protection tedesco e certificato anche FCC-15 USA, ha registrato nelle stesse aree all’interno di Poiatica.

Valori sempre oltre 0,114 micro-Sievert/ora, (o 114 nano-Sievert/ora), che sono di là di quanto permesso per legge* (vedi direttive europee/Euratom dal 1989 ad oggi), sia relativamente alla popolazione in generale sia per gli addetti alla discarica. Gli operatori dell’impianto non devono essere considerati lavoratori professionalmente esposti, per i quali i valori ammessi sono più alti: 5 milli-Sievert/anno, ovvero sino a 570 nano-Sievert/ora (ad esempio chi lavora all’interno delle centrali nucleari, negli impianti di trattamento delle scorie radioattive, nelle linee aeree che effettuano voli ad alta quota, nei centri di radiologia medica, nelle miniere di uranio, ecc). A proposito, la Camera del lavoro di Reggio, i sindacati, non hanno nessun dubbio, nulla da dire, oppure i lavoratori della discarica sono “vuoti a perdere”?

Avrei voluto confrontarmi con il metodo di misurazione praticato da Arpa, avrei voluto segnalare che gli strumenti che hanno utilizzato, AUTOMESS 6150 AD6, secondo le specifiche tecniche dichiarate dalla casa costruttrice, una soglia di rilevamento per la radioattività prodotta dalle radiazioni gamma, di 60 KeV.

Dosimetro

Dosimetro AUTOMESS 6150 AD6

Mentre il mio Gamma-Scout AW, digitale, matricola n. 49774, certificato dall’Institute for Radiochemistry and Radiation Protection, TUV tedesco e certificato anche FCC-15 USA, misura le radiazioni gamma a partire da valori energetici di 30 KeV, ovvero ha una sensibilità molto più alta.

Il secondo strumento che i due tecnici hanno utilizzato, sempre seguendo quanto hanno scritto nella relazione firmata pubblicata dall’Amministrazione di Carpineti sul sito internet del Comune, non ha la certificazione dall’ente di controllo tedesco (lo dichiara lo stesso costruttore nel suo sito web), poiché la concezione analogica è superata (un ago che oscilla sul quadrante) e il livello di precisione non è più ritenuto sufficiente dal PTB tedesco (mi sono spiegato bene?... io stesso non credevo a quanto ho letto!).

GAMMA-SCOUT AW Misuratore di radioattività

 

Misuratore di radioattività 

 

Quest’ultimo apparecchio, utilizzato dai due “tecnici”, i signori Roberto Sogni e Lorenzo Achilli, (il virgolettato a questo punto è d’obbligo) inviati nella nostra provincia dall’Arpa di Piacenza, il dosimetro Automess Szintomat 6134 A, è stato progettato nel lontano 1978, non viene più prodotto e, ripeto, non ha più alcuna certificazione PTB, dell’Istituto metrologico tedesco, (Physicalisch-Technische Bundesanstalt), istituzione dipendente dal Ministero dell’economia e dell’energia della Germania (Bundesministerium für wirtschaft und energie)!

l’AUTOMESS Szintomat 6134 A      -

l’AUTOMESS Szintomat 6134 A

Ovvero questo strumento non può essere utilizzato per misurazioni con valore legale... Al massimo si può adoperare come fermaporte o come arma impropria da dare in testa ad un eventuale ladro...! Mi chiedo se all’Arpa abbiano carenza di fondi per comprare strumenti moderni e adeguati oppure se hanno inviato due ingenui forniti di strumenti inadeguati, al fine di non trovare nulla?

Ripeto per tutti i lettori: i due strumenti utilizzati dai tecnici piacentini di Arpa o sono inutilizzabili per scarsa precisione e per mancanza di certificazione oppure hanno una sensibilità di base inferiore della metà del mio contatore geiger (come avere un termometro che misura la febbre solo oltre i 40 gradi centigradi...) e sono “forse” utili solo per misurare sorgenti dirette di radiazioni gamma ad alta energia, oltre i 60 KeV, con scarsa precisione. Radiazioni come quelle che, forse, hanno studiato presso la centrale nucleare di Caorso (dove sono stati molto probabilmente formati i due tecnici, tramite un corso di 5 giorni, denominato Rad 10, tenuto dalla Scuola italiana di radioprotezione, sicurezza e ambiente, della Sogin).

Strumenti a mio avviso inadatti a misurare le radiazioni gamma “secondarie” (mi si permetta di semplificare per i lettori che non sono fisici atomici), attenuate dallo schermo della massa di terra e dei rifiuti accumulati (alcune decine di metri), sopra potenziali, possibili fonti radioattive “calde”, sepolte in profondità. Radiazioni secondarie, che, se pur a minore energia, sono radiazioni ionizzanti (possono provocare nell’uomo tumori, leucemie, malattie degenerative, ecc.); le radiazioni gamma sono altamente penetranti e pericolose, soprattutto se gli organismi viventi vi sono esposti per lunghi periodi (penso ai lavoratori della discarica e alla popolazione circostante).

Credo quindi che a causa della minore sensibilità dei loro apparecchi (ma avranno letto la tabella delle caratteristiche dei loro contatori geiger?) i due tecnici abbiano perso una quota significativa delle radiazioni gamma (forse il 50%) da loro misurate ad un metro d’altezza sopra il terreno di copertura dei rifiuti. In estrema sintesi per chi non avesse il tempo di leggere la relazione pubblicata sul sito del comune di Carpineti, i tecnici Arpa registrano come valore massimo di picco 135 nano-Sievert/ora, contro i 230-290 da me riscontrati e i 390-440 nano-Sievert/ora misurati dal comitato "Fermiamo la discarica".

[La relazione Arpa si può leggere a questo indirizzo: http://www.comune.carpineti.re.it/Sezione.jsp?titolo=La relazione dell'Arpa sui rilievi recentemente effettuati a Poiatica&idSezione=776 - copiare  e incollare sul browser internet].

In spirito di collaborazione mi ero presentato, da volontario non remunerato, ben cosciente di avere tutto da perdere a confrontarsi con un colosso come Iren spa o con le due ditte che gestiscono il “lucroso traffico”, pardon, “stoccaggio dei rifiuti” (ad un’impresa il Prefetto di Crotone ha ritirato la certificazione antimafia, all’altra hanno arrestato l’amministratore per traffico di rifiuti tossici...  non so se mi spiego...).

Da cittadino che vuole dare il suo contributo per la protezione dell’ambiente e della popolazione della montagna mi aspettavo e avrei voluto un confronto pacato, rispettoso, trasparente, democratico e invece il sindaco Nilde Montemerli: “Lei, signor Davoli, qui non può stare...”. Mah, lascio ai  lettori farsi una opinione... così mi rimane il forte dubbio o che il sindaco di Carpineti, Iren SpA e Arpa abbiano qualcosa di imbarazzante da coprire, da nascondere, oppure che i due tecnici abbiano commesso errori gravi durante la misurazione, causati dalla strumentazione inadeguata (come ho dimostrato sopra) o dalla loro impreparazione: solo in questo modo si spiega la paura eccessiva di un confronto con i comitati dei cittadini e con il singolo comune cittadino italiano, Alessandro Davoli, che desideravano solo dare un contributo al bene della nostra comunità anche con osservazioni e tramite legittime domande a un’amministrazione pubblica, senza alcun ritorno personale di alcun tipo.

Per finire informo qui il sindaco Nilde Montemerli, l’Arpa di Reggio Emilia e Iren spa che il presente articolo verrà accluso ad un esposto-denuncia che presenterò alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia e che invierò per conoscenza alla Dia di Bologna (Direzione distrettuale antimafia), al Corpo forestale dello Stato e al Comando provinciale dei Carabinieri.

Sono ben consapevole invece di quanto sia inutile inviare lettere alla mia Provincia o alla mia Regione (che credo siano ben al corrente di tutto quanto accaduto nella discarica negli ultimi anni).

(Alessandro Raniero Davoli)

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* Direttiva Europea 2013/59/Euratom, pubblicata il 17 gennaio 2014 in Gazzetta ufficiale Europea, stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom.

Le foto delle attrezzature le informazioni i dati e le caratteristiche tecniche degli strumenti citati (Automess) sono state tratte dal sito ufficiale del produttore tedesco, versione in lingua inglese.

Si autorizza la pubblicazione integrale o parziale del documento.

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Aggiornamento 19 aprile 2014 ore 15

L’amministrazione comunale di Carpineti che i rilievi realizzati da poco alla discarica di Poiatica, sulla possibile presenza di radioattività, hanno evidenziato come la zona sia completamente sicura. Nel mese di marzo i tecnici dell’Arpa di Piacenza, dove ha sede il centro tematico regionale sulla radioattività ambientale, hanno effettuato dei test radiologici alla discarica di Poiatica, dopo una richiesta del Comune di Carpineti all’Arpa di Reggio Emilia. Questa richiesta è stata girata ai colleghi di Piacenza, che hanno la competenza sulle presenze radioattive nel territorio dell’Emilia-Romagna. I controlli compiuti a marzo, e ora pubblicati sul sito istituzionale del Comune di Carpineti (www.comune.carpineti.re.it), non hanno evidenziato alcun aumento radiologico nella zona della discarica rispetto ai valori ambientali dell’area circostante. Tutti i risultati e la relazione dell’Arpa sono consultabili sul sito del Comune, a disposizione di tutti gli interessati.

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Correlati:

“Le domande di Davoli? Un affronto per Arpa” (17 aprile 2014)

“La sensibilità dei nostri strumenti è almeno 500 volte maggiore di quello usato da Davoli” (24 aprile 2014)

 

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10 Commenti

  1. Grande Alessandro, purtroppo tutti siamo interessati a e da questo tema, però le voci che si levano non sono tante… Tu la tua la fai sentire, come sempre. Continua!

    (Giuliano Rossi)

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  2. Grazie mille, sig. Davoli, per l’impegno e la professionalità con cui si sta impegnando in questa squallida vicenda, speriamo che tutta la popolazione della montagna (e non solo…) comprenda la gravità della situazione e soprattutto che la gestione dell’affare rifiuti non riguarda solo la terra dei fuochi ma riguarda tutti noi, come ha spesso segnalato anche Saviano nei suoi articoli.

    (Fontana Daniele)

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  3. Guai a scombinare le carte dello star system targato Pd. Il copione consolidato è sempre quello: gli amministratori della cosa pubblica hanno sempre ragione. Purtroppo, non essendoci traccia di questo comandamento sulle bibliche tavole di Mosè, prima o poi, che piaccia o meno, i nodi verranno tutti al pettine e certi signori scopriranno che la verità non la si può più camuffare. La verità stavolta è un rifiuto pericoloso, non basta schermarla sotto a un metro di calcestruzzo e neppure sotto a molteplici strati di rifiuti urbani. Urla di suo, questa verità. La sua eco è incontrovertibile. Un buon sindaco avrebbe dovuto sollecitare da un pezzo l’intervento della procura, invece no, ancora una volta, nonostante tutte le interrogazioni e gli esposti per far luce sulle evidenti incongruenze che riguardano la stabilità del sito, la presenza di frane, il mancato controllo della qualità dei rifiuti speciali da parte di Arpa, nostra signora ancora una volta strepita a favore di Iren e nascondendosi dietro a pretestuose prassi di palazzo pretende che ci si faccia bastare la sciroppata di Arpa! Dal Pd intanto silenzio assurdo. Scusate, ma gli aristocratici e supponenti signori del Pd non sono gli stessi che ci hanno predicato per anni di essere dalla parte dei cittadini, interessati al bene comune e a garanzia della salute e benessere di tutti? Ah, già! Dimenticavo, che devono essere gli stessi che per anni hanno finto di non sapere che le trivellazioni e il cosiddetto fracking, tanto avallate dal ministro Clini, hanno molto probabilmente causato il tremendo terremoto in Emilia… Gli stessi che adesso fingono di scusarsi per il disguido con i “non lo sapevamo, non avevamo capito, nessuno ci ha informato”. Balle! Sempre e solo balle! Aristocratiche balle!

    (Giovanni)

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  4. La nota del Comune non risponde a nessuno dei dubbi tecnici posti da Davoli. Pare la risposta di chi non vuol sentire

    (EI)

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  5. Rimango basito dal comportamento del Comune di Carpineti: o il sig. Davoli spara fandonie ed allora va immediatamente denunciato per procurato allarme ingiustificato oppure se i suoi rilievi sono pertinenti deve essere svolta un indagine all’altezza di questo nome. Le prese di posizione alla Ponzio Pilato sono totalmente ridicole, dannose ed irresponsabili.

    (Ellebi)

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  6. La domanda sorge spontanea. Quanti soldi riceve ogni anno il Comune di Carpineti grazie alla discarica??? Ecco il perchè del suo silenzio!

    (Miki)

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  7. Spero che le denunce portino a fare chiarezza e a rendere trasparente la questione in oggetto, cosa che purtroppo il sindaco di Carpineti sembra non volere, visti i fatti accaduti. Poi vedremo e valuteremo se a suon di denunce qualcuno vorrà essere più chiaro.

    (LucaB)

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  8. Oggi Arpa ha inviato a Redacon una risposta all’intervento del sig. Davoli, che contiene numerose inesattezze. In attesa della pubblicazione integrale, ecco i punti principali:
    1- la radioattività misurata nella discarica è del tutto simile a quella rilevata al di fuori ed è in linea con quella rilevata in altre zone d’Italia. Si tratta di radioattività naturale di fondo, senza rilevante apporto da attività umane;
    2- gli strumenti di analisi utilizzati da Arpa sono certificati, controllati e ritarati (dic. 13 l’ultima volta) e circa 500 volte più sensibili di quello utilizzato dal sig. Davoli.
    Arpa è come sempre a disposizione per confronti scientificamente rigorosi e verificati ed opera a tutela dell’ambiente e della salute, con operatori specializzati, al servizio della popolazione, che vivono e lavorano sul territorio.

    (Ufficio stampa Arpa E-R)

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  9. Ce lo dica la Procura, non il signor Davoli, cosa diamine hanno seppellito in discarica in questi anni!

    (Giovanni)

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  10. Misurare così il rateo di emissione ha poco senso. Bisognerebbe molto più semplicemente analizzare il percolato della discarica e capire se si tratta di radioattività naturale o di radioisotopi artificiali a vita lunga. Esistono radioisotopi molto pericolosi come lo stronzio (nomina sunt omina) che emettono solo (si fa per dire) raggi beta che con tutta la serie di strumenti che avete elencato non c’entrano niente. In discarica a volte vengono smaltiti rifiuti a bassa attività come le ceneri di carbone. I quantitativi sono però ingenti e quindi rilevabili con strumenti ciechi come quelli citati in questa diatriba a mio avviso così com’è sterile.

    (Achille Cester, esperto qualificato in radioprotezione)

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