Home Cronaca Barriere architettoniche e donazione degli organi: un no e un sì

Barriere architettoniche e donazione degli organi: un no e un sì

4
4

Apertura

A Castelnovo ne’ Monti si è parlato, nell’ultimo Consiglio comunale dell’altro ieri, anche di barriere architettoniche e, come già annunciato nei giorni precedenti, di donazione di organi.

Una mozione del M5S, presentata dal capogruppo Massimiliano Genitoni, riguardava “abbattimento barriere architettoniche e controllo del territorio per il rispetto del diritto di usufruibilità dei passaggi pubblici”. Su questa vi è stata spaccatura tra maggioranza tra maggioranza e minoranze (compresa “Progetto per Castelnovo ne’ Monti”). Il motivo è presto detto: le proposte del Genitoni, che riguardavano una campagna informativa e una verifica della zone critiche, sono state considerate dalla maggioranza non centrate in quanto – com’è stato ripetuto sia dall’assessore Chiara Borghi che dal sindaco Enrico Bini nel dibattito – “a Castelnovo non siamo all’anno zero su questi temi”. “Cosa facciamo, per convergere sul vostro documento tiriamo una riga su quanto realizzato negli anni?”, ha chiesto la capogruppo Sabrina Fiori. Inoltre è stato contestato al capogruppo grillino il fatto che le mozioni che vengono presentate, come queste, sono presentate tali e quali in tutti i comuni della regione, “senza tenere conto delle differenze da un posto all’altro” (a cui Genitoni ha ribattuto affermando che “le leggi italiane valgono ovunque”). L’esito, in “soldoni”, è stato che, rifiutata un’altra versione della mozione, sostituendo quella di partenza, avanzata dalla maggioranza, ciascuno si è votato la sua e ovviamente l’ha spuntata chi ha la forza dei numeri. Questo nonostante Robertino Ugolotti, che ha votato coi 5 Stelle, fosse intanto intervenuto per proporre un rimando pro accordo.

Circa la mozione, ancora dei 5 Stelle, che voleva che sulle prossime carte d’identità che saranno emesse (nuove o rinnovi) fosse indicato l’assenso o meno alla donazione degli organi, non vi sono state discussioni. Dopo la lettura effettuata dalla stellata Emilia Attolini, il voto è stato unanime. Per Bini, “un atto qualificante”.

 

Articolo precedenteAnno nuovo? Allora mi faccio una lampada
Articolo successivoVivere in Appennino è una benedizione

4 Commenti

  1. Quanta poca chiarezza leggo nella mozione della capogruppo della maggioranza e da elettore Pd me ne rammarico fortemente, soprattutto perchè le giustificazioni addotte sono pretestuose e malposte. Cosa significa: “In fatto di barriere architettoniche Castelnovo ne’ Monti non è all’anno zero?”. Meglio, no? Si miglioreranno certe situazioni, diventate insufficienti nel tempo, e compatibilmente con la spesa si elimineranno le barriere che maggiormente impediscono ai diversamente abili di vivere una vita con minori limitazioni e disagi. Suvvia, sig. sindaco, riprenda in mano la cosa, Lei che è persona di buon senso e molto attenta alle necessità dei suoi concittadini. Eliminando un gradino alla volta, “spianare” tutta la montagna sarà dura! Ma qualche scala si potrà sicuramente “addolcire”. Grazie.

    (Sergio Tagliati)

  2. Vorrei fare una precisazione all’articolo. Il motivo per cui la mozione non è stata votata non è semplicemente perché “non siamo all’anno zero”. È molto riduttivo rispetto alle spiegazioni date dalla maggioranza in merito che sono state chiare e dettagliate. Le motivazioni sono queste: la mozione presentava tre richieste specifiche.
    1) che il Comune si facesse promotore delle informazioni sul reperimento di finanziamenti;
    2) che Vigili e ufficio tecnico avessero il compito di controllare che tutti i luoghi pubblici fossero a norma per il passaggio dei disabili;
    3) che si verificasse che le costruzioni più recenti fossero a norma di legge e qualora si trovassero illeciti si punissero i trasgressori.
    Queste sono le risposte della maggioranza: si è proposto un emendamento sostitutivo perché queste tre cose vengono già messe in pratica dagli uffici comunali.
    1) le informazioni necessarie vengono fornite dal comparto del sociale e sanitario che hanno il compito appunto di informare anche sul reperimento dei finanziamenti e di accompagnare/aiutare i disabili e le loro famiglie anche in questa fase pratica delicata. Cosa che viene regolarmente effettuata;
    2) ci sono già diversi studi commissionati dall’ufficio tecnico sulle zone di criticità: numerosi interventi sono stati fatti nel corso degli anni, alcuni (montacarichi biblioteca) li stanno già realizzando; ci sono alcuni problemi sulle aree di passaggio, già evidenziati da questi studi. Al momento si sta cercando il modo per intervenire, compatibilmente con le risorse disponibili (il Comune è dal 1989 che opera in questo senso, intervenendo per regolarizzare i luoghi pubblici e le scuole);
    3) l’ufficio tecnico segue la normativa per quello che riguarda i nuovi cantieri pubblici. Ricorderete il problema della rotonda di via Bagnoli. L’amministrazione è intervenuta in modo severo per correggere gli errori. Altre costruzioni devono seguire le normative in merito alle leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Possibili modifiche in alcuni casi sono dovute esclusivamente alla particolare conformazione del territorio montano che talvolta non permette particolari interventi (pedonale Pieve). Lo stesso vale per le nuove costruzioni private che danno servizio pubblico: la normativa obbliga la progettazione inclusiva e anche in alcuni casi la dove non vi era l’obbligo (luoghi non a servizio pubblico) si è sempre cercato un compromesso per creare passaggi accessibili, rampe o parcheggi. La legge punisce i trasgressori, i progetti passano dall’ufficio tecnico che li deve controllare e vengono effettuati anche i sopralluoghi per il controllo sui cantieri. Il Comune, inoltre, ha accettato di collaborare ad un progetto sull’abbattimento delle barriere architettoniche in collaborazione con l’associazione “in Nobel per la disabilità” di cui fa parte anche Valeria Ferretti, giovane castelnovese che con noi si è impegnata nello studio di queste zone critiche e che ci aiuterà in questa fase. Si tratta di un progetto che verrà presentato pubblicamente a breve (è stato presentato in un articolo su “Tuttomontagna” recentemente) volto proprio all’analisi delle zone critiche e all’abbattimento delle barriere nei passaggi pubblici. Il Comune ha messo a disposizione per i rilievi i tecnici e l’ufficio tecnico, naturalmente. Oltre a Castelnovo il progetto verrà realizzato anche a Perugia. Ecco i motivi per cui non abbiamo potuto votare la mozione così com’era stata presentata. Votarla significava sostenere che su questi temi il Comune non sta facendo nulla e si impegnava a cominciare da ora. Ma non è la realtà dei fatti. Non possiamo accettare che si sostenga che su cose importanti su cui già stiamo faticosamente lavorando non si stia facendo nulla e su cui, per altro, lavoravano anche le amministrazioni precedenti. Abbiamo proposto alla minoranza una modifica in cui prendiamo l’impegno di rendere queste analisi più aggiornate e fare gli studi di fattibilità per poter pianificare gli interventi, sempre compatibilmente alle risorse. Inoltre abbiamo preso l’impegno di fare un corso di aggiornamento con il CRIBA per i nostri tecnici e quelli che lavorano nel territorio per sensibilizzare alla progettazione inclusiva. C’è un impegno serio e un interesse reale da parte dell’amministrazione per risolvere questi problemi e lo stiamo mettendo in atto perché ci sembra un nostro dovere preciso e un segno di civiltà. Sarebbe ingiusto e offensivo dire che noi, ma soprattutto gli uffici preposti, non si stanno impegnando in quella che in realtà è una battaglia quotidiana per l’eliminazione delle ingiustizie.

    (Chiara Borghi)

    —–

    Ringraziamo l’assessore per il dettaglio. Purtroppo è certamente un limite di chi riassume non farlo, ma non è sempre così facile, soprattutto in carenza di documenti scritti che chi espone ha invece sotto gli occhi (comunque la sostanza crediamo ci fosse). Ci scusiamo se senza volerlo abbiamo toccato la sua sensibilità, signora Borghi. L’alternativa, comunque, è spesso il solo comunicato stampa del Comune. Se ci permette solo questo, vorremmo dire che rimane qualche perplessità sul risultato finale della rotondina di viale Bagnoli cui fa cenno: ma non è una critica “da opposizione”, tanto per non buttarla nel solito minestrone politico, ma solo una modesta osservazione all’accenno che lei fa. Cordialmente.

    (red)

  3. Dopo l’ultimo ictus e il 100/100 di invalidità ho dovuto prendere una badante (sono vedovo senza figli), ho dato la macchina a un fratello che abita a 3 km che mi fa da autista in caso di bisogno. Per un po’ di indipendenza ho preso uno scooter elettrico piccolo e smontabile per poterlo mettere in caso di necessità nel baule di qualsiasi macchina ma, ahimè, non ho tenuto conto dei marciapiedi e strade di Castelnovo! Dovrò eliminare le ruotine antiribaltamento perché non permettono di superare le variazione di pendenza degli scivoli di accesso ai marciapiedi. Non avevo letto bene e ha le ruote piene e senza sospensioni. Le pendenze laterali dei marciapiedi di via Roma mi fanno paura. Penso di doverne acquistare uno più grosso con ruote pneumatiche e sospensioni, forse più adatto alle strade di Castelnovo ma forse non adatto alle dimensioni dei suoi marciapiedi. Ora mi rendo conto dei problemi dei disabili!

    (E. Muzzini)

  4. Direi che la giustificazione addotta per non aver votato la mozione (non mi interessa da chi sia stata presentata) in quanto “votarla significava sostenere che su questi temi il Comune non sta facendo nulla e si impegnava a cominciare da ora” è alquanto “puerile”, per trovare un termine il più innocuo possibile. Si tratta, sempre, al di là dei tre punti, di prendere seriamente in esame la situazione del l’eliminazione di barriere architettoniche, come di qualsiasi altro problema che interessi la collettività, con ragionevolezza, meditando le possibili soluzioni ed informando la cittadinanza. Non ripartiamo, per favore, dai soliti corsi di aggiornamento che costano e che non servono. Se un progetto viene fatto a Perugia, deve per forza essere fatto anche da noi? Siamo capaci, noi montanari, di ragionare con la nostra testa tenendo conto del “nostro” territorio e non usare la testa degli altri? Il progetto dell’amministrazione precedente che prevedeva il taglio di tutti i platani di viale Enzo Bagnoli per me non ha senso. Le barriere architettoniche possono benissimo essere eliminate mettendo a norma solo un lato del viale, quello con il minor numero di alberi. Debbo ricordare io la funzione delle piante, soprattutto lungo una strada di intenso traffico come viale Bagnoli e sulla quale si affacciano moltissimi edifici? La salute delle persone non vale? Basta solo un lato senza barriere, mentre si potrebbe conservare il maggior numero di alberi per assicurare l’azione clorofilliana ed avere un poco di aria meno inquinata. Si tratta di usare la testa e non aver fretta (con questo non dico che si debba dormire, eh, sia ben chiaro!) ed inoltre di rendere responsabili, anche economicamente, coloro che progettano e realizzano opere pubbliche. Mi voglia scusare l’assessore Chiara Borghi per la mia modesta esposizione e posizione. Spero che l’opinione dei cittadini possa avere un suo peso. Buon lavoro, buon anno. Cordialmente.

    (Luisa Valdesalici)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.