Ospedale S. Anna / Ancora reazioni: “La sicurezza sulle emergenze-urgenze non è assolutamente garantita”

L'ultima seduta consiliare castelnovese, di cui abbiamo dato conto, continua a suscitare reazioni.

"Come Comitato 'Di.Na.Mo-Diritto di nascere in montagna' vogliamo precisare che intendiamo prendere le distanze dalle parole proferite dal sindaco Enrico Bini e conseguentemente dalle decisioni adottate dall’amministrazione castelnovese".

Chi scrive, in una nota emessa oggi pomeriggio, è il citato comitato sorto di recente, dopo la chiusura alla possibilità di nascere al S. Anna.

"Non riteniamo opportuno entrare nel merito della questione concernente le dimissioni, argomento di carattere politico che non desta particolare interesse per la comunità montana. Pensiamo invece che nelle parole del sindaco Bini, di tutta la giunta comunale e di gran parte delle opposizioni, ci siano parecchie contraddizioni e gravi omissioni".

Quali? Eccole: "Il sindaco dice: 'Mi sono speso fino all'ultimo'. La minoranza dice: 'La battaglia l'abbiamo fatta'. In questo caso riteniamo che le istituzioni tutte non abbiano fatto abbastanza per tutelare il punto nascite; in primis, quantomeno, dovevano richiedere e comunque insistere per la proroga del punto nascite almeno fintanto che il protocollo di emergenza non fosse stato compiutamente realizzato e messo in funzione. Questi protocolli, o meglio, le linee guida, sono previste nelle determinazioni e decisioni regionali indicate nei provvedimenti riguardanti le chiusure dei punti nascita adottate dalla conferenza Stato-Regioni e dalla normativa in materia che prevede, nel caso di una chiusura, che sia attiva una pianificazione di operatività soprattutto per le emergenze urgenze, ma non solo...".

Poi: "L'assessore Sabrina Fiori parla di guardare avanti mentre dovrebbe invece fare un passo indietro e capire che all'oggi la sicurezza sulle emergenze-urgenze non è assolutamente garantita e questo è un dato di fatto".

"Il Comitato Di.Na.Mo. ricorda a tutte le forze politiche che qui si mette a rischio la sicurezza delle donne, perchè alle madri dei vostri milioni di euro da investire in non si sa bene quale modo non gliene importa nulla se non avete nemmeno saputo lottare per un diritto che era vostro compito tutelare. Non solo, questo benedetto denaro, che parrebbe essere indirizzato per implementare solo il pronto soccorso: non vorremmo rappresentasse il prosieguo di una gestione dell’Ospedale che parrebbe sempre più volta al mantenimento di un solo accesso di prima emergenza con chiusura di un servizio pubblico che davvero rappresenterebbe un disastro per migliaia di persone. Su questo aspetto ci creda, sig. sindaco, tanti sono e tanti rimangono i dubbi e le preoccupazioni dei cittadini. La legge dice: 'Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il consiglio comunale condivide questa responsabilità'. Sarete responsabili delle vostre scelte?".

 

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Un Commento

  1. Vogliamo discutere delle cause che hanno portato a questa situazione? Se si chiudono i punti nascita in tutti gli Appennini d’Italia è perchè si sta tagliando la spesa pubblica e, in particolare, come in questo caso, la spesa sanitaria. Come mai si taglia la spesa pubblica? Come mai, in Italia, ma anche in Europa, vige da anni l’austerità? Perché, se non comprendiamo le cause, non risolveremo il problema.

    (Commento firmato)

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