Parlamentari M5S: “Sui punti nascite la competenza è regionale. Cosa aspetta Bonaccini?”

Dopo la comunicazione dell'incontro avvenuto in Regione Emilia Romagna tra Bonaccini, governatore, Venturi, assessore alla Sanità, e gli esponenti del Comitato Cicogne, di cui abbiamo dato notizia ieri, giunge in giornata questa nota da Roma:

“Sui Punti Nascite, ribadiamo come hanno già ricordato sia i comitati facenti parte del Coordinamento nazionale Punti Nascite che i sottosegretari del Governo, che la competenza è esclusivamente regionale. Inoltre se si vuole cambiare l'accordo Stato-Regioni, Bonaccini è il presidente della Conferenza, perché non dà l'esempio riaprendo subito i punti nascite della sua Regione e propone per tutte le Regioni la revisione senza aspettare un minuto di più?”.

Lo dichiarano in una nota i parlamentari e senatori del Movimento 5 Stelle emiliani Maria Edera Spadoni, Stefania Ascari, Alessandra Carbonaro Davide Zanichelli, Gabriele Lanzi, Michela Montevecchi, Vittorio Ferraresi.

“La Regione Emilia Romagna si attivi quindi immediatamente per riaprire i punti nascite di Pavullo, Castelnovo ne' Monti, Borgo Taro e Porretta. Da parte del Movimento 5 Stelle non vi sarà alcuno ostacolo ma solo una condivisione di tale azione che i cittadini della nostra montagna aspettano dopo gli errori palesi compiuti dall’amministrazione regionale”.

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2 Commenti

  1. La competenza sui punti nascita è delle Regioni, ma se i trasferimenti dello Stato alle Regioni sono fermi oppure in calo, come fai ad aprire dei punti nascita? Infatti in tempi passati con Rosi Bindi ministro della Sanità, pure lei non aumentava i trasferimenti, ma li tagliava, come pure fece passare la possibilità ai primari e dottori di fare visite sia come privati che come pubblici nella stessa struttura, un’autentica porcheria all’insegna della riduzione dei costi dello Stato. Quindi se volete far sì che i centri nascita aumentino, date risorse alle Regioni e che si controlli se avvengano sprechi inutili di denaro!

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  2. Beh, stando a quanto riportato e attribuito al Direttore Generale, in occasione dell’inaugurazione della nuova struttura in via Boschi, negli ultimi vent’anni sul Sant’Anna si sono spesi oltre 29 milioni di euro. Parlando di sprechi, la curiosità per me è un’altra. C’era bisogno di una cifra del genere per smantellare un Ospedale?

    Giovanni Annigoni

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