Nadia Vassallo (Castelnovo ne’ Cuori): “La rotonda del Bocco è pericolosa e va eliminata”

Una pericolosa frenata a ridosso della rotonda

L'incidente avvenuto nei giorni scorsi alla rotonda della prima galleria del Bocco sulla statale 63 ripropone il problema legato alla sua pericolosità tanto da generare un dibattito anche sui social.

Sulla questione interviene anche Nadia Vassallo, capogruppo consigliare Castelnovo ne' Cuori che in una nota afferma: "L’ennesimo incidente avvenuto nei giorni scorsi alla famosa rotonda della prima galleria del Bocco sulla statale 63, ha portato in ospedale 4 giovanissimi abitanti nella bassa reggiana. La cosa ci scandalizza perché nonostante il triste bilancio di incidenti accaduti dalla non più recente apertura di quel tratto statale, nessuno ha posto rimedio alla viabilità, limitandosi a potenziare i sistemi di allerta".

"Alcuni sindaci, presidenti della Unione dei Comuni - si legge nella nota - hanno in passato anche scritto con non poca supponenza che basta attenersi ai limiti stradali presenti nel tratto per evitare incidenti, lasciando così intendere che il rischio della vita sia la giusta punizione per chi non rispetta il codice stradale. Purtroppo se uno dovesse basarsi sul limite dei 50 km orari presente in quel tratto, sarebbe inevitabilmente sbalzato fuori dalla sede stradale perché già alla velocità di 34 km orari si raggiunge una importante sollecitazione alla tenuta di strada per una normale vettura, immaginiamoci poi se si dovesse trattare di un autoarticolato"!

E aggiunge: "Il fatto vero è che quella è una rotonda killer che si passa senza conseguenze solo se già la si conosce e già si è corso il rischio e provato paura una prima volta; questa rotonda costituisce quindi un serio pericolo per tutte le persone che non frequentano la montagna abitualmente, come nel caso dei 4 giovanissimi della bassa reggiana. Ciò perché è umanamente inatteso un così improvviso cambio di velocità e forse anche di arresto improvviso per dare precedenza, per una rotonda che compare improvvisa all’uscita dalla curva di una galleria e che obbliga ad effettuare una controcurva con pendenza verso valle! Tutto ciò senza una reale necessità, poiché l’accesso all’abitato del Bocco, sempre con rotonda, c’è già all’altro capo di quel tratto di galleria-viadotto-galleria interessato".

Nella nota si cita il decreto ministeriale del 19 aprile 2006 e relativo allegato, a pag 5: “Le intersezioni possono essere realizzate in viadotto, in corrispondenza di opere di sostegno ed in galleria, escludendo, in quest'ultimo caso, di ubicare le aree di diversione e di immissione nelle zone di imbocco e di uscita delle gallerie". E conclude: "Nel merito della interpretazione già abbiamo interessato l’Anas con due missive nel 2021 senza ricevere risposta. Abbiamo quindi deciso di fare un esposto in Prefettura e anche di presentare mozione in Consiglio comunale di Castelnovo ne’ Monti perché sia portatore di una istanza presso l’Unione dei Comuni, affinché quest’ultima faccia richiesta alla Provincia e all’Anas di risistemazione del tratto interessato, in modo da eliminare detta rotonda e facilitare l’ingresso nella successione di tornanti che segue con l’allungamento di un tratto rettilineo e la disposizione di idonee strutture di contenimento dei veicoli nella sede stradale".

 

 

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12 Commenti

  1. Trovo ragionevole che il problema venga sottoposto al Consiglio comunale per poi passare all’Unione dei Comuni.

    P.B. 19.07.2022

    P.B.

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  2. Scusate.
    Anni orsono, quando credetti nella follia del Comitato Strada Statale 63. fui invitato dall’allora Presidente della Provincia Masini a prendere visione del progetto GALLERIE Bocco.
    L’anomalia fu già evidente, un’ente secondario, quale la Provincia, demandato da ANAS a redigere un progetto per l’ammodernamento dell’arteria PRIMARIA della Provincia di Reggio Emilia.
    Dopo aver visionato il progetto, A MIEI SPESE mi recai presso la sede ANAS di Bologna ricevuto dall’Ing Arcoleo,
    Feci notare sia al primo interlocutore della Provincia, Ing. Bussei, sia al secondo Ing Arcoleo, l’inutilità di 2 svincoli e la pericolosità di quello a valle, a mio dire disegnato da una persona che abusava di ALCOL.
    il primo Ing, Busse cercò di raccontare la buona novella asserendo che i due svincoli erano necessari in quanto la zona del Bocco era stata indicata dal Comune di Casina come unico SVILUPPO della zona artigianale e industriale di Casina.
    Il secondo Ing. Arcoleo liquidò il tutto come un’esigenza temporale/elettorale del comune di Casina.
    ebbene si cari concittadini, il primo non ha saputo leggere le carte e cogliere la mia osservazione di UTENTE della strada sulla pericolosità del progetto.
    Il secondo, preposto al controllo, ha chiuso la sua prospettiva visiva in nome di un periodo temporale ELETTORALE.
    Questa è la verità, noi cittadini che ci sbattiamo per far si che le cose come queste non accadano, siamo terzi ad esigenze elettorali e politiche.
    Vi lascio con una provocazione:
    Visto che la rotonda del BOCCO è la più sinistrosa della SS63 e che primo0 o poi per evitare incidenti MORTALI, dovranno modificarla.
    PROPONGO di far pagare eventuali spese all’Ing. ARCOLEOI o BUSSEI
    che ne pensate

    Roberto Malvolti

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  3. Desidero far notare alla sig.ra Vassallo che nessuna rotonda al mondo è percorribile alla velocità di 50km/h e che trattandosi di intersezione si ha l’obbligo di rallentare per dare precedenza prima di impegnarlo, vedi codice della strada, perché in alcuni casi qualcuno proveniente da Reggio si dirige al Blocco. Inoltre togliendo la rotatoria ci sarebbe subito curva a sinistra con uguale necessità di limitare la velocità. Io credo che si leggono spesso note su Redacon scritte dalla sig.ra Vassallo perché quest’ultima sente il personale bisogno di avere visibilità.

    Giovanni

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    • Succede spesso in questa testata, che per antipatie o divergenze politiche si critichino alcuni soggetti anche quando la validità dell’argomento trattato è sacrosanta. Io sono convinto che a volte una maggiore elasticità mentale aiuterebbe nei ragionamenti e in questo caso, se non si è pervenuti, diventa difficile contestare le motivazioni di Nadia Vassallo.

      Antonio D. Manini

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  4. La rotonda del Bocco e’ l’unico punto in zona dove e’ indispensabile rispettare i limiti di velocita’. Solitamente consideriamo il limite dei 50 un consiglio o poco piu’. In quel punto il segnale di pericolo e di rallentare e’ posto molto prima della rotonda e da li bisogna rallentare. Se arrivi “lungo” x distrazione o sei bravo ad inchiodare subito alla rotonda oppure a una velocita’ superiore ai 40/50 rischi di andare dritto. Colpa di una rotonda pericolosa o di noi autisti che ignoriamo i limiti di velocita’ bassi ?! Per me entrambi.

    Gian

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  5. L’iniziativa presa da Castelnovo ne’ Cuori di percorrere le vie amministrative ed istituzionali per rimuovere la rotonda posta all’uscita della galleria Bocco Nord per l’elevato numero di incidenti rispetto agli altri tratti montani della SS63 ha registrato nella versione Facebook di questo post di Redacon un alto livello di commenti e giudizi, molto divisi fra loro. Si confrontano due tipi di reazioni: da una parte chi concorda nel metter mano ad un manufatto per evitare ulteriori incidenti, dall’altra chi è contrario e ritiene che gli incidenti capitano a chi non rispetta il codice della strada.
    Ebbene, gli incidenti capitano spesso per mancato rispetto dei limiti di velocità ma in questo caso il limite è superiore alla capacità di tenuta della strada di una normale vettura, poiché se si superano i 35 km orari si esce di carreggiata mentre il limite è dei 50 km/h.
    La contro risposta successiva che alcuni fanno è: bisogna affrontare le rotonde alla giusta velocità, con cautela, e poiché loro fanno così non gli è mai successo niente.
    Giustissimo, ma qui casca l’asino: quella rotonda è posta nell’immediata uscita di galleria, cioè dopo alcuni km di 7 gallerie che vengono percorsi ad una velocità costante di 70km/h, chi sa cosa lo aspetta o chi legge la segnaletica posta nell’ultimo tratto adegua la velocità e soprattutto aumenta la reattività, ma chi non conosce il tratto e non è attento alla lettura della segnaletica si può trovare in una situazione di grave pericolo.
    Ora, posso capire che la coscienza dei frequentanti Facebook possa essersi adeguata ai tempi degradati che stiamo vivendo, ma qui non è un problema di gusti individuali o di piacere nel veder finir male chi non appartiene alla sfera dei propri affetti, qui si tratta di un problema civico, che riguarda la vita e la sicurezza delle persone, ed aver posto il problema è sicuramente un merito, nonostante l’accanimento degli odiatori che anche in questo caso han fatto la loro comparsa.
    Se c’è una evidenza statistica che dice che quella rotonda posta lì attira molti più incidenti delle altre intersezioni stradali, le autorità pubbliche debbono intervenire per porre rimedi.
    Da parte mia è molto meglio che quel tratto venga ridisegnato come richiesto da Castelnovo ne’ cuori: togliere la rotonda, allungare la strada, addolcire la curva che immette nella sequenza di tornanti, mettere sistemi adeguati di contenimento.
    Penso che ciò sia meglio di avere un limite dei 30km/h e autovelox di controllo, come tanti qua hanno ipotizzato.
    Comunque sia, l’esposto in Prefettura e la mozione in Consiglio comunale responsabilizzerà le autorità e le forze politiche nel dare risposte e controllare l’adeguatezza del tracciato alle norme vigenti, che viene qui ricordato sono contenute nel decreto ministeriale del 2006 dove si cita espressamente:
    “Ie presenti norme disciplinano i criteri per la costruzione delle intersezioni stradali…
    Occorre tener presente che in corrispondenza delle intersezioni stradali i veicoli compiono manovre, abbandonando quindi un regime di marcia caratterizzato da velocita pressoche costanti e da traiettorie a bassa curvatura, per passare rapidamente ad un regime che é essenzialmente di moto vario. Dette manovre sono infatti caratterizzate da velocita variabili e da traiettorie fortemente curve, almeno nella maggioranza dei casi…
    La corretta collocazione delle intersezioni va verificato in base a tre condizioni… compatibilita con Ie caratteristiche della sede viaria (sede naturale, gallerie, viadotti, ecc.)…
    Ie intersezioni devono essere realizzate preferibilmente in corrispondenza di tronchi stradali rettilinei; possono essere realizzate anche in tratti di strada curvilinei ma nel rispetto delle distanze minime di visibilita (v. paragr. 4.6)…
    Ie intersezioni possono essere realizzate in viadotto, in corrispondenza di opere di sostegno ed in galleria, escludendo, in quest’ultimo caso, di ubicare Ie aree di diversione e di immissione nelle zone di imbocco e di uscita delle gallerie”.

    Gianni Marconi

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  6. Non riesco a non ribattere al sig. Giovanni, che la mette sul piano politico / personale andando decisamente fuori tema.
    si sta parlando di OGGETTIVA pericolosità della rotonda in questione, la cui presenza è stata spiegata da Malvolti, e sinceramente, pur conoscendo già quando afferma, mi sono cadute (di nuovo) le braccia!
    Quella rotonda va eliminata (a spese di ARCOLEOI o BUSSEI secondo il mio modesto parere), prima che si verifichi un incidente mortale! Il fatto che poi ci sia una leggera curva a sx non porta di certo allo stesso grado di pericolosità, ma in ogni caso, dimensionando opportunamente la sede stradale, si può rendere il tratto sicuro.
    continuare a negare l’evidenza è assurdo, proprio non riesco a capire come si possa insistere che quello scempio vada bene così..

    Andrea

    Rispondi
    • Pure a me non piace, dico solo che chi guida in modo attento civile e rispettoso del codice della strada ( perché ricordo a tutti che è così che si dovrebbe fare mettendosi al volante) percorre questa famosa rotonda senza alcun problema. Saluti

      Giovanni

      Rispondi
  7. Si può essere in totale disaccordo con le idee di Nadia Vassallo, e neppure possiamo escludere il legittimo proposito di “avere visibilità” – con riferimento alle parole di Giovanni – ma io giudico comunque apprezzabile che qualcuno esponga le proprie opinioni, e ragioni, in modo da farle conoscere, specie chi ricopre ruoli istituzionali, in particolare quando ci trova a rappresentare degli elettori, vedi il caso di un consigliere comunale.

    Anche perché quanti non fossero interessati all’uno o altro argomento possono tranquillamente “passare oltre”, mentre trovo semmai autoreferenziale e incomprensibile il fatto che, dopo aver rappresentato il proprio pensiero, ci si sottragga poi al dibattito e confronto che può scaturirne – come non di rado succede – soprattutto se ci si affida alle pagine di Redacon, che danno la possibilità di esprimersi, commentare e controbattere.

    P.B. 20.07.2022

    P.B.

    Rispondi
    • Gent.mo dott. P.B.
      seguo sempre con interesse i suoi commenti che reputo corretti, pacati e capaci di comprendere diversi punti di vista sulle questioni trattate.
      Le chiedo scusa se ho dato l’impressione di essermi disinteressata del dibattito seguito dopo aver proposto l’argomento rotonda all’attenzione dei social e della stampa.
      In effetti non sono più intervenuta di persona fino a questa mia risposta.
      E’ che ho approfittato di una coincidenza per fare una breve vacanza di due giorni con la famiglia.
      A partecipare al dibattito è stato un altro componente della lista civica che rappresento, il sig. Gianni Marconi che sul tema ha approfondito gli aspetti legali.
      Per fortuna, seppur in pochi, siamo coesi e lavoriamo in squadra, con contatti plurimi giornalieri, per portare avanti nel modo più serio possibile un impegno civico che ci siamo prese tre anni fa.
      Per cercare di recuperare, nel risponderle qui informo chi ci legge che abbiamo preparato il testo dell’esposto al Prefetto di Reggio Emilia e nei prossimi giorni lo divulgheremo.
      Noi andiamo avanti sulla questione perché crediamo che, al di là delle opinioni personali che il post su Facebook ha sollevato, esistano provati problemi di sicurezza che non possono essere risolti con il semplice riferimento al rispetto dei limiti. La sicurezza pubblica non può essere un’opinione e quindi crediamo necessario che le autorità e le forze politiche si responsabilizzino attraverso il loro pubblico coinvolgimento. Inoltre ci sono seri dubbi sulla regolarità tecnica dell’opera, quindi ci sembra utile che questi dubbi vengano fugati o risolti.
      La saluto e le rinnovo la stima per gli interventi garbati e precisi che leggiamo sempre con interesse.
      Nadia Vassallo

      Nadia Vassallo

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  8. Il tema non è nuovo. Vi ricordo questo vecchio articolo.
    https://www.redacon.it/2019/02/05/nuovo-incidente-nelle-rotatorie-del-bocco-quale-63-vogliamo/
    in cui si evince che il progetto originale non prevedeva alcuna rotatoria al Bocco.
    Di errore in errore ora si farà la ‘bretella’ di Rivalta invece che il collegamento Canali-Puianello… anche se spero prima o poi di vedere un cambio di passo sulla viabilità.
    Buona giornata a tutti.

    Alberto Castagnini

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  9. Come fu a suo tempo evidenziato da un lettore proprio su Redacon in occasione di un precedente incidente, la rotatoria del Bocco non solo è pericolosa, ma è FUORI LEGGE. La normativa sulle rotatorie vieta infatti di realizzare rotatorie immediatamente prima o dopo le gallerie.

    Solstizio

    Rispondi

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