I parroci per la chiusura della “valle dei rifiuti”

Discarica di Poiatica

Immagini della discarica (tratte dal profilo Facebook del Comitato "Fermare la discarica")

"Filippo Re, celebre agronomo del 700, celebrava la bellezza della Valle del Secchia per la produzione di frumento, cereali, frutta di ogni specie, uva da ottimo vino. Il Secchia era ricco di acque pulite con abbondanza di pesci, anguille e trote. Dal castello di Carpineti si vedeva la valle come un giardino rigoglioso: S. Caterina, Vesallo, Casteldaldo, Cavola, Corneto, con filari di viti sposate con aceri".

E' l'inizio dell'appello consegnato oggi nelle mani dei mezzi di informazione da alcuni sacerdoti che curano parrocchie della zona - Don Raimondo Zanelli, Don William Neviani, Don Graziano Gigli - unitamente a paesani residenti.

"Oggi - scrivono - questa valle sta diventando la Valle dei Rifiuti, priva di vita naturale, priva dei suoi colori, dei suoi prodotti, priva di tutto quello che era, divorata da tutto questo finto progresso... Abbiamo portato via la terra, il verde, le persone per portare rifiuti e inquinamento. Questo è un appello alla politica, ai politici, che prima di esser politici devono essere uomini ed avere una coscienza. Interessi, falsa politica, falsa informazione: i sindaci devono unirsi senza colori e senza bandiere ma con un unico obiettivo: salvare la nostra montagna".

"Vorremmo più trasparenza - proseguono - nei responsabili della politica e del bene della nostra montagna, che non devono ridursi a fare i babbi natale o le befane, le persone sono prese in giro dal gioco sporco dei denari e dall’interesse egoista della casta. Raccogliamo un'eredità di bugie e silenzi e Poiatica è una prova; Poiatica è diventata una nauseante cloaca, un buco nero, infinito, in cui da ormai 20 anni si seppelliscono montagne di rifiuti. Che cosa potrà produrre in negativo e sulla salute umana tanta porcheria?".

"Noi parroci della valle notiamo con sofferenza la nascita di bambini con patologie gravi e soprattutto morti per malattie cancerogene in età giovanile. Far finta di non vedere per malafede o ignoranza è imperdonabile. Chi visita la discarica sente un olezzo insopportabile con miasmi pungenti. Se contassimo i camion che sono entrati e usciti in 20 anni faremmo una fila da circuire il mondo. Chi sa quanto è grande il business di 'monnezza' e quali interessi ci stanno dietro? Si vuole concorrere con la 'Terra dei fuochi'? Le istituzioni, Legambiente, i vari politici, fanno i sordi o i ciechi? Se per frane o terremoti scoppiasse l’involucro di Poiatica, riversandosi nel fiume Secchia, quale disastro ecologico di avvelenamento di tutta la valle fino a Castellarano, Sassuolo… Visitare la Dorgola, S. Caterina, Vesallo, il Boscaccio… si vede l’assassinio di questa valle, già così fertile e bella un tempo…".

Conclusione: "Noi parroci non dobbiamo limitarci a piangere e seppellire i morti, ma dobbiamo preoccuparci della salute dei vivi e i nostri pochi giovani che rimangono nel nostro territorio protestano giustamente per tutto questo scempio. Vogliamo tornare a respirare la nostra aria, mangiare i nostri prodotti, vivere la nostra montagna".

Discarica di Poiatica 1

* * *

Aggiornamento 9 gennaio ore 22

Alcune precisazioni in merito alle allarmanti notizie pubblicate sulla discarica per rifiuti solidi urbani di Poiatica. L’analisi dell’incidenza dei tumori maligni e della mortalità infantile nei residenti del comune di Toano e del comune di Carpineti e il relativo confronto con i dati della provincia di Reggio Emilia (banche dati ad oggi disponibili del Registro tumori e del Registro mortalità dell’Unità di epidemiologia dell’Azienda USL di Reggio Emilia) non ha messo in evidenza nessun eccesso di rischio, tantomeno attribuibile ad una eventuale esposizione ambientale.

I dati di mortalità infantile (1° anno di vita, tasso per mille nati vivi) nei residenti dei comuni di Carpineti e Toano, nei residenti del Distretto di Castelnovo ne’ Monti e della provincia di Reggio Emilia, nel periodo 1996-2011 (riportati in tabella), dimostrano un minor tasso di decessi nel Distretto di Castelnovo ne’ Monti (3,8 casi per mille bambini nati vivi) e nei comuni di Toano e Carpineti (2,58 casi per mille bambini nati vivi), rispetto al dato della provincia di Reggio Emilia (4,38 casi per mille bambini nati vivi).

Dati di mortalità infantile dal 1996 al 2011

Carpineti

Toano

Carpineti + Toano

Distretto

Provincia

N.*

Nati vivi

Tasso x 1.000

N.*

Nati vivi

Tasso x 1.000

N.*

Nati vivi

Tasso x 1.000

N.*

Nati vivi

Tasso x 1.000

N.*

Nati vivi

Tasso x 1.000

1996-1999

1

118

8,47

130

0,00

1

248

4,03

5

958

5,22

90

15.794

5,70

2000-2003

116

0,00

165

0,00

281

0,00

1

1.033

0,97

85

18.842

4,51

2004-2007

1

141

7,09

177

0,00

1

318

3,14

6

1.102

5,44

87

21.771

4,00

2008-2011

146

0,00

1

168

5,95

1

314

3,18

4

1.114

3,59

86

22.992

3,74

1996-2011

2

521

3,84

1

640

1,56

3

1.161

2,58

16

4.207

3,80

348

79.399

4,38

N.* numero di morti nel primo anno di vita

Nel 2012 sono stati registrati in provincia 21 decessi di bambini nel primo anno di vita e nessuno fra i residenti del Distretto di Castelnovo ne’ Monti. Questo quadro, che risulta abbastanza rassicurante, è confermato dai diversi interventi svolti dall’Azienda USL, che è più volte intervenuta a comunicare lo stato di salute dei residenti delle aree sedi di discarica.

L’attività di vigilanza si esprime con un monitoraggio periodico e l’analisi dei dati; la mortalità per malformazioni congenite e per altre cause, specialmente nei bambini piccoli, risulta in questo territorio inferiore se confrontata con il dato dell’intera provincia, così come il rischio di ammalarsi di tumore in età adulta.

Con ciò non si vuole sottovalutare il disagio dovuto ai cattivi odori segnalati dalla popolazione locale, ma si vuole precisare che, per quanto noto ad oggi, non esiste una correlazione certa tra le emanazioni prodotte da sostanze organiche trattate meccanicamente e biologicamente e lo sviluppo di malattie organiche.

Per concludere si ribadisce che l’Azienda USL continuerà ad attuare un’attenta vigilanza e monitoraggio di queste situazioni, anche in considerazione dell’inserimento del sito di Carpineti-Toano nello studio nazionale multicentrico relativo alle condizioni di salute delle popolazioni residenti intorno a discariche per rifiuti urbani, coordinato dall’Istituto superiore di sanità.

Si resta a disposizione per qualsiasi confronto basato su dati scientificamente dimostrabili.

(Daniela Riccò, direttore sanitario)

* * *

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31 Commenti

  1. Credo che l’appello di questi sacerdoti, assieme a quanto già detto fin ora da comitato e cittadini, possa chiudere il cerchio su un problema che si è fatto finta di non conoscere ma, ahimè, esiste da tempo… Sperando che non lasci conseguenze sulla nostra vita e su quella dei nostri figli.

    (Matteo)

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  2. Dover leggere un appello così doloroso e pesante, scritto da persone che non hanno secondi fini se non quello di far emergere la verità, fa davvero male ed è la prova evidente di come i “nostri politici” ci hanno preso in giro per tanti anni solo per il dio Denaro (vari interventi di sindaci locali docet). Da persona che vive ed abita nella valle sono davvero schifato dagli interessi sottostanti e ci meravigliamo per la terra dei fuochi; ed ai miei figli, con le lacrime agli occhi e con un peso sullo stomaco grande come un macigno, posso solo dire, scappate da questo paese di…

    (Mario)

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  3. Un appello profondo e vero come le persone che lo portano avanti. E’ un inno alla vita fatto da parroci che hanno visto morire persone, conoscenti e amici e che stanno vedendo morire pian piano la terra dove portano avanti, tra mille difficolta e disagi, la speranza di un futuro migliore. E’ indiscutibile che i rifiuti da qualche parte debbano andare, ma Poiatica e la Valle del Secchia hanno già fatto tanto, troppo ed è ora di cambiare luogo!

    (TR)

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  4. Caro Mario, condivido in pieno le sue parole. Io per primo ho pensato di scappare da questa valle, ma poi ho riflettuto, ho guardato negli occhi le mie bambine ed ho deciso che non possiamo darla vinta a chi ci vuole defraudare della nostra terra e della nostra salute. Così come me altre persone e da qui i comitati! Ritengo che l’unico modo per avere una speranza contro questo vile business che sta distruggendo la nostra valle sia quello della partecipazione di tutti i nostri concittadini alla protesta. Ben vengano i supporti morali di chi è contro la discarica alle varie iniziative messe in piedi da comitati e/o parroci. Fanno bene al morale, ma oltre a questo ci vogliono i fatti, ci vuole partecipazione, la nostra voce, e la voce di chi non ci sta più a questo scempio, deve essere fatta sentire. Senza paura! Ma quale paura più grande ci può essere di quella di perdere la propria salute e quella dei propri cari? Ai Don, autori di questa lettera, va tutto il mio ringraziamento e la mia stima: queste sono le persone che nella mia vita fanno la differenza. Grazie.

    (Cristiano Colò)

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  5. Parole di una giustezza allarmante, vediamo se un appello di questo genere può passare inascoltato, o è forse il momento di passare a delle azioni più incisive?

    (Luigi Borghesi)

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  6. Grazie ai nostri amati parroci che cercano di risvegliare le coscienze di chi decide, ma anche di tutti noi cittadini della montagna. Qualcuno al solito dirà: ma da qualche parte bisognerà pure metterli… e io rispondo che dopo 19 anni si possono mettere anche da qualche altra parte dove non ce ne sono già 2 milioni di mcubi, dove non si produca Parmigiano Reggiano e prodotti biologici, non vicino ad un importante fiume come il Secchia, dove si producono maggiormente rifiuti per evitare ulteriore inquinamento da traffico veicolare, dove sia minore il rischio idrogeologico ecc… La politica dovrebbe alzare la testa e ritrovare la propria dignità (se c’è l’ha) e smettendo di sottomettersi agli interessi dei vari Iren, Hera ecc… Dovrebbe impostare una concreta riduzione della produzione di rifiuti all’origine e spingere sulla differenziata porta a porta con tariffazione puntuale (chi differenzia bene paga meno chi non lo fa bene paga di più). Bisogna responsabilizzare i cittadini e non puntare sulla loro latitante sensibilità ambientale o scarso senso civico, bisogna informare e rendere consapevoli dei benefici ambientali/economici derivanti da una buona gestione dei rifiuti. Tutti noi cerchiamo di fermare ora questo scempio alla nostra amata Terra che si protrae da troppi anni, pretendiamo dai nostri rappresentanti politici che ci mettano la faccia che si esprimano chiaramente sulla questione Poiatica e sulla chiusura ora, della discarica al 5° lotto. Parliamone tutti ovunque, perché questa discarica è un enorme problema ambientale e di salute per noi e per i nostri cari. Ora e per i prossimi 30/50 anni e oltre.

    (Stefy)

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  7. Ringrazio davvero calorosamente i nostri parroci che ci hanno da sempre sostenuto, durante gli incontri, partecipando alla manifestazione e informando le loro comunità del pericolo spesso sottovalutato, nonostante disagi da tempo noti e percepibili, che Poiatica rappresenta e rappresenterà. Purtroppo però penso che i destinatari di questo forte appello, come già in altre occasioni, finiranno per ignorarlo, magari sminuendolo, illudendosi che le responsabilità e le conseguenze delle scelte che oggi sono tenuti a prendere per conto di chi li ha eletti e delle generazioni future finiscano con il loro mandato.

    (Donatello)

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  8. Condivido la pesante denuncia fatta dai sacerdoti, avete colpito in pieno centro, è giunta l’ora di ripristinare lo Stato di diritto, le istituzioni, in particolare i suoi rappresentanti. Non possono considerare nullo ciò che gestiscono. Devono rendere la cosa pubblica trasparente, alla portata dei cittadini, rispettando in modo rigoroso un “Codice Etico-Deontologico capace di motricità richiesti dalla vita di relazione”.

    (Liberopensante)

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  9. Leggo queste parole dei parroci ed è come se mi avessero preso in mano il cuore per farlo battere ancora. Voglio esprimere tutta la mia solidarietà e stima a questi uomini di fede. E’ un momento difficilissimo per questa valle, dalle notizie a mezzo stampa si apprende che si stanno svolgendo incontri in Regione per decidere anche di Poiatica. Mentre decidono di cose di cui non sapremo forse mai tutto, nel nostro piccolo, ci devastano le emozioni e i dubbi: potrò continuare a stare in questa casa? Potrò proteggere la mia bambina e tutta la mia famiglia? Respireremo sempre quest’aria? Saremo sempre parte di un sistema dove il potere vale più del bene e della volontà comune? Che futuro ci aspetta e lasciamo? Perchè malattie e disturbi infantili corrono nel silenzio come acqua di ruscello? Perchè ci sentiamo impotenti di fronte a una macchina che svuota la terra e la ingozza di schifezze? Perchè sperare che vada tutto bene e ad ogni periodo di pioggia pensare alla propria casa e a Poiatica? Perchè questo atto di coraggio da tutti meno che da chi può veramente aiutarci a fare qualcosa? Non avremo risposta. Possiamo dunque decidere di rassegnarci e chiuderci in casa aspettando che qualcuno, in qualche angolo remoto della terra, possa fare qualcosa per noi. Possiamo chiudere gli occhi e dire che in fondo in quella discarica è tutto sotto controllo, fidarci incondizionatamente e aspettare il 6°, il 7°, l’8° lotto, il 9°, esprimere sempre parere favorevole, lasciare che il tempo scorra, vivere nella superficie, pensare che i bambini non siano sulla nostra coscienza. Possiamo iniziare, invece, ad armarci di senso critico, andare in fondo alle questioni precise e ai problemi, cercare la verità e credere di poter comunque fare parte di un’occasione in cui si è fatto il possibile per dire “Poiatica non divorerà ancora le nostre vite”. Anche se esistono sistemi che ci soffocano (in tutti i sensi), la vita da esseri liberi ci consente di fare molte scelte. Credo sia una ricchezza impareggiabile rispetto a chi ha potere, ma libero non è. Non cambieranno mai le cose e ai pochi piace credere che sia così? Vedremo.

    (Valentina Barozzi)

    Rispondi
  10. Queste parole benedicono finalmente tutta l’immane, faticosa battaglia sostenuta dai comitati di cittadini e ambientalisti, che per anni hanno sempre avuto le istituzioni contro. Ci voleva un papa santo: Francesco, per sdoganare l’indicibile, ciò che è scomodo ai business della casta! Ringrazio dal profondo del cuore tutti questi sacerdoti, perché finalmente nessuno potrà più accusarci di aver portato avanti ragioni inesistenti, o di aver combattuto per mero protagonismo contro semplici mulini a vento. Se si è a difesa della vita e della bellezza del creato, se si è a difesa degli innocenti destinati altrimenti ad essere martirizzati, non si può tacere ancora e continuare ad incensare chi continua ad avvelenare l’ambiente e la nostra salute. Ci sono angeli in cielo che certamente hanno molto più merito in questa battaglia, che chiunque di noi. In loro confido da sempre.

    (Maria Petronio)

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  11. Esempio lampante è la festa del Tricolore-Bandiera nata nel 1797 a Reggio Emilia. Due giorni sono passati da questo eventoe come volevasi dimostrare da anni vi è questa impervietà nel poter riconoscere questa festa come valore fondante. La Bandiera costituita da tre semplici colori, oggi sbiaditi più che mai, la potenza di questo simbolo che è al di sopra del Capo dello Stato, perché rappresenta tutti i cittadini di questa nazione, possiede un diritto fandamentale: quello di poter risplendere nuovamente nei suoi colori dando modo alle nuove generazioni di poterla osservare con tutto il suo valore intrinseco. Esiste una distanza incolmabile tra la coscienza dei cittadini e le istituzioni.

    (Liberopensante)

    Rispondi
  12. Grazie ai nostri parroci che si sono fatti carico di amplificare la voce di noi cittadini, per farla sentire ancora più forte a chi non vuole ascoltare e cerca sempre di spegnere i riflettori su Poiatica. Spero proprio che a questi ultimi rimorda la coscienza e si vergognino di aver contribuito a devastare e avvelenare la nostra Terra.

    (Tiziana Coriani)

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  13. Vedremo se i sindaci della montagna coglieranno l’appello dei parroci o se invece ignoreranno le loro parole, come fecero con la lettera inviata dai comitati locali, circa 1 mese fa, con la quale si chiedeva loro di prendere in considerazione l’ipotesi di unirsi in un’unica voce per portare in Regione le preoccupazioni dei montanari… Chiedere di prendere posizione in merito è stato evidentemente “pretendere troppo”. Solo i due sindaci di Toano e Villa risposero. Dagli altri nessun riscontro, nè in positivo nè in negativo. Completa mancanza di interesse e di considerazione del fatto che abbiamo vissuto, viviamo e vivremo in una terra ad alto rischio. Speriamo che la denuncia/appello dei sacerdoti sortisca risultati diversi, che serva agli amministratori a prendere per lo meno consapevolezza del problema. Se prendere posizione è troppo, almeno che ne prendano coscienza, altrimenti se i problemi della gente non sono affar loro cosa può mai essere affar loro!?

    (Sara B.)

    Rispondi
  14. Nella valle Tresinaro di posto non ce n’è? Non me ne vogliano gli abitanti di Carpineti e dintorni, ma io abito nella valle del Secchia e sarei un po’ stanco dopo 20 anni di “ciucciarmi” i potenziali e reali rischi derivanti dai rifiuti di chissà chi. Se sono i tornaconti economici o politici a regolare le scelte del sindaco di Carpineti o di qualsiasi altro ente o persona, che si cerchino un altro luogo lontano da casa mia e dalla mia famiglia dove andare a depositare i rifiuti. Mi fa ridere nervosamente lo scaricabarile che tutti fanno sulle responsabilità delle scelte prese per il 5°, 6° lotto ed eventuale chiusura della discarica… Mi fa sorridere il comportamento del sindaco di Carpineti di fronte ad un problema che rischia di rovinare la salute di molte persone e di tanti bambini. Al bando l’ipocrisia, chiudete la discarica a Poiatica e fatela in un luogo che vi permetta di ottimizzare e avere i più grandi benefici economici, politici o di qualsiasi altro genere… purchè sia lontana da dove è ora!

    (LB)

    Rispondi
  15. Per fare un analisi precisa ed accurata dell’incidenza di malattie nelle aree indicate sopra si dovrebbero portare alla luce tutti i dati che la signora Riccò ha tra le mani. Non si parla di sola mortalità infantile, mi farebbe piacere vedere le statistiche relative ai casi di incidenza di tumori maligni e benigni riscontrati nei comuni di Carpineti e Toano, confrontati con più di un comune. Non metto in discussione i numeri sopra, ma è troppo facile con i dati in mano far risaltare solo ciò che si vuole.

    (Luca B.)

    Rispondi
  16. Nelle note della dott. Riccò ci sono dei concetti fondamentali che io povero ignorante non avevo capito:
    1) sono già nato e cresciuto quindi la discarica non può farmi male;
    2) che in discarica c’è solo materiale organico trattato meccanicamente e biologicamente… pensa te che io pensavo che ci buttavano del pattume qualunque;
    3) che per quanto noto oggi non esiste una correlazione certa tra le emanazioni di sostanze organiche trattate meccanicamente e biologicamente. Va bé, a prescindere dal fatto che come già detto a Poiatica non c’è niente di trattato ma è tutto rifiuto tal quale, vorrà dire che forse morirò di tumore;
    4) che se qualcosa non è dimostrato far male allora non fa male, speriamo;
    5) che forse dopo 20 anni di discarica qualcuno ci verrà a chiedere come stiamo: “Bé, dai, sì svivacchia e tu laggiù lontano dalla discarica”?
    Battute a parte, anche perché l’argomento mi fa ridere veramente poco, mi sembra abbastanza grave che parlando di effetti sulla salute ci si riferisca a Poiatica equiparandola ad una discarica dove viene conferito rifiuto trattato sia meccanicamente che biologicamente. In quasi 20 anni sotto terra vi sono finiti 2 milioni di tonnellate di rifiuti privi di qualunque forma di trattamento, motivo per il quale le discariche come questa sono oggi ritenute illegali nella comunità europea con relativa condanna e multe salatissime per l’Italia da parte della Corte di giustizia europea. È inutile ricordare che se verrà approvato il 6º lotto, non essendo pronto (e se mai lo sarà) il TMB, a Poiatica continueranno ad arrivare rifiuti non trattati e quindi pericolosi per la salute e per l’ambiente, come menzionato nei motivi che hanno portato l’Europa a condannarci. Vi è poi anche il rischio che, come successo poche settimane fa per 2 discariche del modenese che i sono viste recapitare rifiuti da Roma in virtù di accordi regionali, possano arrivare rifiuti extraprovinciali ma soprattutto interregionali! Provocazione: perché chi ne ha il potere (dott.ssa Riccò?) non organizza un confronto pubblico sul tema salute e discarica tra rappresentanti Ausl e associazioni medico-scientifiche che da anni si occupano del problema, quale ad esempi ISDE medici per l’ambiente? Magari proprio con il presidente dott.ssa Gentilini?

    (Cristiano)

    Rispondi
  17. Cara “LB”, volendo nella valle del Tresinaro c’è un sito con le stesse caratteristiche di Poiatica, si chiama Pianella. E’ una ex cava da ripristinare, ha un fondo argilloso, è nascosto e in più, fattore non trascurabile, non è soggetto a frane. Infatti avete notato le frane – alcune veramente molto grandi – che si sono mosse attorno alle cave abbandonate del Dorgola? Chi ne parla? Mutatis mutandis sarà quando la discarica di Poiatica non sarà più presidiata, perché chiusa, che incominceranno in problemi veri, non ora! Alla Pianella questo problema non sussiste, il comune di Carpineti potrà continuare a incassare un milione e quattro di euro all’anno e, magari, togliere la mini IMU sulle prime case. Io insisto per spostare la discarica alla Pianella, chi è d’accordo?

    (Tonino)

    Rispondi
  18. Un grazie di cuore ai nostri Parroci, che hanno avuto il coraggio di unirsi alla denuncia di una situazione che ormai è diventata insostenibile. Qui si tratta di Fede nella Vita, quella stessa vita che le nostre istituzioni dovrebbero tutelare e difendere, quelle Vite e Voci che dovrebbero avere ascolto e priorità sull’interesse economico e sulla incosciente pigrizia di chi sostiene che le cose non possono cambiare. Lo chiedono i cittadini, i comitati, il Sindaco di Toano ed ora anche i Parroci. Quanto dovremo aspettare ancora? Cosa dovrà accadere ancora prima che qualcuno decida di fare la cosa giusta? E’ ora di chiudere Poiatica.

    (Silvia Ibatici)

    Rispondi
  19. Caro “Tonino”, sono un maschietto… Ovviamente sono d’accordo con te e invito il Sindaco di Carpineti ad esprimersi in merito alla proposta fatta. Salverebbe gli introiti comunali e ci toglierebbe un peso lungo 20 anni. Inviterei anche la signora Riccò a fornirci i dati completi relativi ai casi di incidenza di tumori maligni e benigni riscontrati nei comuni di Carpineti e Toano. Apriamo il Vaso di Pandora e non prendiamoci in giro con dati insignificanti. Se servisse con un po’ di tempo Le potrei riportare nomi e cognomi di persone conoscenti che vivono in prossimità della discarica e che purtroppo sono ammalati, se non morti. Le assicuro che nella comunità di cui parlo le percentuali sarebbero impressionanti. Non scherziamo perciò sparando numeri insensati, grazie!

    (LB)

    Rispondi
  20. La replica della dr.ssa Riccó apparsa oggi sui quotidiani è semplicemente aberrante. Dsll’ASL il solito copione con il gioco delle tre carte. Dati parziali, confronti parziali e svianti, per creare confusione e incertezza. Dunque, se come afferma la dottoressa l’ASL ha raccolto dati più raccapriccianti negli altri comuni della provincia, per quale ragione se li tiene chiusi in un cassetto? Come mai semplifica ogni ragionamento riducendosi a rimarcare il numero dei nati vivi? Che senso ha? Perché non specifica il numero degli aborti terapeutici e di quelli spontanei dovuti a sofferenze fetali causate dagli effetti tossici degli inquinanti ambientali? Perché non cita i casi di bambini nati Down, con patologie metaboliche e disfunzioni endocrine? Perché non cita i casi si diabete, celiachia, intolleranze alimentari, oltre che i casi di leucemie e tumori infantili? E a cosa sono servite le denunce dello studio della dr.ssa Musumeci e dello studio Sentieri se nella nostra provincia tutto va bene? E perché Iren ha fatto condurre uno studio accurato di previsione della ricaduta nell’atmosfera degli inquinanti da biogas in un raggio di diversi chilometri se tutto questo fosse altamente improbabile? E perché dalla Provincia non hanno ancora risposto adeguatamente alle sei interrogazioni sulla gestione della discarica? E come mai la Procura ancora non si è espressa a seguito dei due corposi esposti che in merito le sono stati inviati?

    (Maria Petronio)

    Rispondi
  21. Grazie davvero a questi nostri parroci, ma avrei voluto che si unisse alla loro voce anche la voce della gente montanara, invece sento ancora tanto, troppo silenzio; quello vergognoso dei politici e quello ipocrita di troppa gente che finge di non vedere e di non sapere o, peggio ancora, quello della gente rassegnata. I rassegnati non lottano per il loro futuro e per quello dei propri figli, i rassegnati subiscono passivamente quello che altri decidono e lo fanno subire anche a chi rassegnato non è; chi è rassegnato ed indifferente a questi problemi non è un mio compagno di strada. Il nostro futuro sono la terra e l’ambiente e, se vogliamo un futuro, si debbono rispettare e difendere. Ho letto che “una discarica è la peggior ferita che si possa infliggere alla terra”, non ricordo chi lo diceva ma chi ha visto una discarica come questa non può che pensarla allo stesso modo.

    (Antonio Manini)

    Rispondi
  22. Per “Tonino” e “LB”: purtroppo non avete capito quale è il problema! Il discorso non si risolve spostando i rifiuti da una parte all’altra del pianeta/zona. Le discariche sono bombe ecologiche in qualsiasi parte vengano messe, oltre ad inquinare le falde inquinano anche l’aria. Cosa pensate, che in un eventuale sito alternativo l’aria rimaga imbottigliata lì? I sistemi per diminuire i rifiuti senza discariche e inceneritori esistono, avendo anche un ritorno economico: riuso, riciclo, recupero! Le discariche devono essere chiuse e basta, basta guadagnare sui rifiuti a discapito della salute delle persone! Le casse comunali non si rimpinguano sacrificando la salute delle persone!

    (Massimo G.)

    Rispondi
  23. Invito i genitori e la popolazione situata in prossimità della discarica a non preoccuparsi. Quando ritornate nelle vostre case date “pane e dati statistici scientificamente provati a i vostri bambini” e noterete un sorriso. Perchè dietro a tali dati c’è tutto il sapere a nostra disposizione. Dal punto di vista sismico e idrogeologico sicuramente esistono statistiche confontanti. L’Unesco sta valutando se inserire le nostre zone montate come siti da proteggere, Poiatica sicuramente entra a far parte dell’ombrello protettivo Unesco. Mai visto prima… un sito di così tanta importanza, superiore ai Gessi Triassici, perchè ciò che ha fatto la natura in milioni di anni non è paragonabile all’intelligenza scientifica dell’uomo nell’ultimo ventennio. Prima ci educano a fare la differenziata, come modello di persone virtuose, in modo tale che plastica,vetro, carta ecc. venga riciclato, riportando il tutto a nuova produzione. Da questo si aspetta risparmio in termini d’imposte con servizi migliori, di fatto non accade, appunto, paradossalmente arriva più spazzatura da dentro e fuori regione. Sale così il costo di gestione. Propongo un monumento al “politico-burocrate-ignoto” in prossimità Poiatica, dove le genti, il turismo possano ammirare e ricordare cotanta bellezza.

    (Liberopensante)

    Rispondi
  24. Già anni addietro si parlava di aumento dei tumori nella zona e si pensava all’attività di escavazione e, se non ricordo male, alla liberazione di gas sotterranei (radon, ecc.) poi arrivò la discarica. Un tragico Parco dei Tumori che se Dio vuole i nostri parroci, anche se non tutti e mi dispiace doverlo rimarcare, stanno attaccando. Non sarà delle dimensioni dell’Ilva, ma anche qui politici ed amministratori con le mani sugli occhi preoccupati di mettere a tacere per conservare i voti… dei sopravvissuti.

    (Antonio)

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  25. L’Ausl almeno qualche dato l’ha fornito. Se si dice “qui ci sono morti, malformazioni infantili, tumori giovanili” serietà imporrebbe di portare qualche esempio. Chiunque altro avesse fatto questo appello, non supportandolo con alcun dato, e non fosse un parroco, si sarebbe preso una denuncia per procurato allarme. E intendiamoci, è una cosa che esula dalla chiusura di Poiatica, su cui si può sicuramente essere d’accordo, ma riguarda solo la serietà di un dialogo e di un confronto.

    (Commento Firmato)

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  26. Coloro che in modo pseudo provocatorio hanno proposto di aprire una discarica nella valle del Tresinaro per salvare “capra e cavoli” al comune di Carpineti (sono in attesa del commento del Sindaco) hanno toccato un tema prorompente che riguarda tutto il versante della discarica. Si tratta delle frane correlate all’attività delle cave del Dorgola, da sempre sottaciuto affinché qualcuno non desuma la pericolosità geologica del sito della discarica. Anche il presidente provinciale di Legambiente, il logo della cui organizzazione è esposto sulla mia auto, in un pregevole articolo su Prima Pagina, parlando delle cave del Dorgola, “non ha visto” che la più grande frana del comune di Carpineti è stata provocata da una cava. La sorpresa della disattenzione del Presidente è stata però subito compresa quando ha comunicato l’intenzione di candidarsi alle primarie da Sindaco. Sono un positivista, credo nella scienza e mi sforzo di non credere a reti di complotti tessute tra forze politiche di maggioranza, amministratori, imprese, USL e controllori. Lo sforzo però incomincia a incrinarsi quando sono omessi senza apparente ragione elementi che non possono essere ignorati. Credo anche a quanto riferisce il mio medico, ossia che in medicina, due più due non sempre fa quattro. Questo mi porta a dire che di là delle tabelle di mortalità di Toano e Carpineti pubblicate, dalle quali ognuno può rilevare che il numero esiguo e la diversa esposizione alla discarica della popolazione produce un risultato contabile che non può ritenersi scientificamente statistico, anche un solo morto o nato deformato a causa delle esalazioni dell’immondezzaio fa la differenza. Soprattutto per lui e per la sua famiglia. Non ritengo quindi sia fuori luogo stimare la rischiosità di una discarica solo dagli eventi luttuosi che hanno colpito i “quattro gatti” che risiedono attorno a Poiatica, ma anche dagli eventi di casi analoghi dove la popolazione (in termine statistico) è molto più rappresentativa. E questo è quanto hanno fatto i tre coraggiosi Parroci, ai quali va tutto il mio rispetto, quando hanno citato la terra dei fuochi. È forse sbagliato?

    (TB)

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  27. Sono allibito. Qui ci si scandalizza dell’effetto e non si affronta la causa. Leggo: “Una discarica è la peggior ferita che si possa infliggere alla terra”. Penso: la peggior ferita è la produzione indiscriminata di rifiuti, non la discarica. La discarica è solo l’effetto. Una volta che i rifiuti sono stati prodotti, dove li mettiamo? Spostiamoli in un’altra valle (del Tresinaro) in un’altra provincia (magari a Mantova, che è di là del Po), mandiamoli in Germania (che lì sanno come smaltirli, e comunque non mi interessa “come”, basta che sia lontano da qui). Leggo: “Vogliamo tornare a respirare la nostra aria, mangiare i nostri prodotti, vivere la nostra montagna”. Nostra di chi? Ma ci rendiamo conto che perdiamo posti di lavoro in montagna perché le aziende vanno in Cina, dove il lavoro costa due lire perché lì sì, davvero, non esiste il problema delle discariche, la puoi fare dove ti pare, non è un problema, la vita umana vale meno che qui. E facciamo i proclami sulla “nostra montagna”? Il business della monnezza? IREN ci guadagna? Se IREN ci guadagna, anche i comuni prendono i loro soldini, con IREN. Cos’è, IREN, la centrale del male? Immagino che il Comune di Carpineti incassi delle cifre, dalla gestione della discarica; soldi che utilizzerà, immagino, per attività che tornano a beneficio della popolazione. E dunque, cos’è, un complotto? Sindaci, ASL, IREN, tutti contro i poveri cittadini inermi? Andava meglio quando le discariche ognuno le faceva a modo suo, buttando rifiuti in fondo al fosso? Paragonare la discarica di Poiatica alla “terra dei fuochi” mi sembra un artificio retorico del tutto fuori posto. Faccio una proposta: ognuno si tiene i suoi rifiuti a casa sua, in fondo al cortile, oppure in un angolo della cucina, così li gestisce come meglio crede, lascia in pace gli altri cittadini, non intacca l’ambiente e la “nostra montagna” sarà finalmente pulita.

    (Commento firmato)

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  28. Caro Massimo, spostare la discarica nella valle del Tresinaro è solo una provocazione per gli amministratori di Carpineti, tutti abitanti in quel versante, che sembra non vogliano rinunciare al business dei rifiuti. Credimi, il problema serio di Poiatica non sarà se chiuderà dopo il quinto o il sesto lotto, sarà perché chiusa!! Hai presente la discarica di Rio Vigne? E’ stata costruita in un sito sicuro, privo di frane e non in una cava abbandonata. Ebbene, a distanza di un decennio dalla chiusura ha bisogno di essere “rimaneggiata” perché, così come si è ridotta, rappresenta un grosso pericolo di salubrità. Immagina allora Poiatica chiusa e non più presidiata, a pochi metri dal fiume, in un terreno la cui stabilità la puoi rilevare dal fronte di cave limitrofe abbandonate da oltre dieci anni, dove sono partiti dei franoni ignorati da tutte le amministrazioni. Quando succederà alla discarica la stessa cosa che sta succedendo alle cave abbandonate (e puoi contarci che succederà) la reazione dell’amministrazione sarà la medesima di oggi verso i versanti franati del Dorgola. Allora sì che la putrefazione e i miasmi dei rifiuti diventeranno una nefasta fonte di contagio e di costi a carico dei poveri cittadini. Dobbiamo avere la lungimiranza che manca agli amministratori aprendo un dibattito che trovi una valida soluzione a questo quasi certo futuro evento. In caso contrario ci conviene davvero di andare ad abitare tutti nel sicuro versante del Tresinaro.

    (Tonino)

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    • Questo è un bel problema. Immagino che sia stato affrontato in fase di progettazione della discarica, naturalmente, e che siano state previste adeguate soluzioni tecniche. Come per le cave dismesse, per le quali di certo è prevista la “rinaturazione” a garanzia della quale sono state versate congrue cauzioni in sede di concessione. O no?

      (Commento firmato)

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      • Immagina giusto quando dice che il problema è stato affrontato in sede di progettazione di discarica, come immagina giusto quando scrive che per le cave è stata prevista una “rinaturazione” e sono state rilasciate fideiussioni per il ripristino. Conosce Lei nel bacino del Dorgola una cava rinaturizzata? Di certo la più grande frana del comune è stata prodotta da una cava e nessuna amministrazione, per quel che mi risulta, se ne sta occupando. Quindi, se “tanto mi dà tanto”, tragga Lei le dovute conclusioni del futuro di Poiatica.

        (Tonino)

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  29. Purtroppo Tonino ha ragione. Il dissesto delle cave abbandonate limitrofe alla discarica è lo specchio del futuro della stessa. Non voler vedere che l’uno e l’altra sono le due facce dello stesso problema vuol dire cedere a coloro che ci inducono a ragionare di pancia solo sulle complicazioni emergenti e non su quelle più gravi che si possono produrre in futuro per soluzioni sbagliate assunte ora. Questo metodo, che spesso è stato il filo conduttore di molte scelte dei nostri amministratori nell’ultimo periodo, ha dato i frutti che sono sotto gli occhi di tutti. Scorporare la discarica dal generale dissesto geologico che la circonda indebolisce la causa, potenzia la tesi di chi afferma che le cose a Carpineti e nella Valle del Secchia in generale, grazie anche ad entrate extra di 1,4 milioni d’euro all’anno che è meglio non perdere, non sono poi così pericolose e non vanno così male come i Parroci e i Comitati antidiscarica ci vogliono far credere.

    (TB)

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