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Le risposte tecniche di Gian Franco Rinaldi sui campi fotovoltaici a Davide Morani

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Riceviamo e pubblichiamo

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In merito alle critiche e alle domande poste dal consigliere di minoranza Davide Morani risponde il Sindaco Gian Franco Rinaldi: “Non riesco a capire bene il senso della garbata polemica del mio caro amico Davide Morani. I campi non li ha fatti la mia amministrazione, noi li abbiamo gestiti e il risultato c’è stato: € 838.127,46, un “incasso” netto entrate - uscite. I numeri sono incontrovertibili, certificati dal ragioniere. Morani mi pone delle domande tecniche, e risponderò dunque sugli aspetti tecnici che pone. È vero nel 2014 e poi nel 2015 ci sono stati dei problemi di natura tuttavia diversa. Nel 2014 sono saltati alcuni inverter che sono stati sostituiti dal manutentore nei tempi e nei modi previsti e una parte della mancata produzione è stata rimborsata dall’assicurazione. Il problema degli inverter era noto e il manutentore si era impegnato a sostituirli a proprie spese cosa peraltro avvenuta nel corso del 2013 e del 2014. Nel 2014 la mancata produzione non era da imputarsi ad una cattiva gestione ma ad un combinato disposto di guasti e di condizioni meteo, specie nel periodo estivo, non particolarmente favorevoli. Nel 2015 ci sono state riduzioni di produzione dovute diverse cause che non hanno visto il manutentore fornire l’adeguata e pronta assistenza. Questo ha comportato un danno rilevante ed è in corso un contezioso con l’azienda manutentrice.

Purtroppo sul fotovoltaico ci sono state due azioni: una riduzione (dal novembre 2014) dell’8% da parte del governo e un dimezzamento del valore di vendita dell’energia elettrica (era nel 2011 0,11 €/kWh oggi è 0,05 €/kWh). L’effetto di queste riduzioni ha comportato un drastico ridimensionamento delle entrate da fotovoltaico. In regime di progetto le entrate complessive sono pari € 500.029,60 e i costi € 473.820,25, per i prossimi anni avremo un’entrata attesa pari € 26.209,35 l’anno. In costanza dei valori del rimborso dell’energia elettrica questa entrata si ridurrà per la progressiva riduzione del rendimento fino ad azzerarsi nel 2029. Naturalmente il futuro non è noto a nessuno. Nel 2010 il prezzo medio del petrolio Brent era 79$ nel 2012 era salito a 111€ per precipitare a 31$ nel gennaio di quest’anno. Attualmente vale 44$. Riporto il prezzo del petrolio poiché, com’è noto, il prezzo di vendita dell’energia elettrica dipende dal valore del Brent. Poi se si vuole ipotizzare una perenne stagnazione del prezzo del petrolio lo lascio ad altri. Io certamente non ritengo sia auspicabile in quanto significherebbe una stagnazione dell’economia mondiale. Non c’è chi non veda che il fotovoltaico di Casina non produrrà, nel tempo, gli effetti sperati dai suoi costruttori, ancorché abbia reso nei suoi primi anni una cifra importante e estremamente utile per la comunità di Casina. Resta evidente che nel periodo di elaborazione del progetto e realizzazione degli impianti, tra il 2009 e il 2010, i presupposti per una redditività più importante esistevano. In quel tempo nessuno poteva immaginare una riduzione ope legis del contributo del GSE o una caduta del prezzo di vendita dell’energia elettrica. Infine, giusto per ricordare a tutti noi che del doman non v’è certezza, il 23 giugno 2015 il Tar del Lazio ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dello “spalma incentivi” fotovoltaico. Quindi il provvedimento ora sarà sottoposto all’esame della Corte Costituzionale. In particolare perché ha probabili profili di incostituzionalità per violazione del principio di ragionevolezza e di legittimo affidamento, unitamente al principio di autonomia imprenditoriale, di cui agli artt. 3 e 41 della Costituzione.

Rispondo poi alle singole domande poste da Morani: la realizzazione dei campi fotovoltaici da oltre 1000 kW di potenza di picco è una attività complessa che vede coinvolti numerosi specialisti, dai progettisti agli avvocati. Le aziende che hanno partecipato al bando, dato il valore di oltre € 5.000.000, dovevano avere le caratteristiche previste dalla legge. Il collaudo dell’opera è stato affidato ad un esperto ovviamente non coinvolto nella realizzazione dell’opera che ha verificato e certificato la conformità degli impianti. La risposta alla domanda se sono stati realizzati a regola d’arte è dunque sì.

Gli impianti attualmente funzionano perfettamente, al 30 aprile 2016 hanno prodotto all’incirca 8% in più di quanto previsto dal progetto.

Questi pannelli sono del tipo poli-Si: Silicio policristalli, c’è una vasta letteratura scientifica che posso fornire in merito “all’invecchiamento”, da cui si deduce una riduzione del rendimento di produzione dopo 30 anni del 9,9%. Tra 20 anni visto che il decadimento è all’incirca lineare sarà pari ai 2/3 del 9,9% ~ 6,6% in meno dell’attuale.

Al termine del periodo di leasing l’amministrazione disporrà del diritto di superficie per i successivi 3,5 anni. Le valutazioni sul riscatto o meno dovranno essere fatte dall’amministrazione in carica nel 2032. Per quello che concerne gli smaltimenti ricordo che i pannelli fotovoltaici sono realizzati con silicio di interesse elettronico, le celle sono interconnesse normalmente con conduttori di alluminio facilmente separabili e contengono rame ed altri metalli preziosi. Esistono dei consorzi che si occupano dello smaltimento e la materia è in continua evoluzione. Inoltre potrebbe essere che l’amministrazione al momento della perdita del diritto di superficie possa concordare con le proprietà il mantenimento dei campi ovviamente a favore del proprietario del terreno che non percepirebbe ovviamente l’incentivo GSE ma il contributo per la vendita di energia elettrica (nel 2032 la potenzialità sarà all’incirca dell’8% in meno di quella del 2011) e pertanto non smaltiti affatto”.

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